Lear Corporation, storico partner di Stellantis, inizia trattative con un investitore per rivitalizzare il sito di Torino. Si discute di un piano che potrebbe creare 250 posti di lavoro
Un cambiamento significativo potrebbe essere all’orizzonte per il destino della fabbrica della Lear Corporation a Grugliasco (Torino), un impianto fondamentale nella catena di produzione automobilistica del Piemonte e da tempo fornitore essenziale per Stellantis, soprattutto nella produzione dei sedili per Maserati.
Interessamento cinese per Lear a Torino
Dopo periodi di incertezza e la riduzione graduale delle operazioni, un primo segno positivo è emerso presso il Ministero delle Imprese e del Made in Italy (Mimit): è attualmente in corso una negoziazione avanzata con un consorzio italo-cinese che si mostra interessato a rilanciare l’impianto.
Termine delle collaborazioni con Stellantis per Lear
L’impianto di Grugliasco sta attraversando un periodo critico: restano solamente 376 impiegati, un numero ridotto rispetto al passato, anche a causa delle politiche di outplacement che hanno trovato nuova occupazione per 19 lavoratori. Un impatto significativo è derivato dalla conclusione dell’importante commessa per i sedili di Maserati, dopo la decisione di Stellantis di trasferire la produzione del marchio del Tridente da Mirafiori a Modena. In passato, Lear aveva già perso un altro contratto importante per i sedili della Fiat 500 elettrica, successivamente assegnato al gruppo turco Martur.
Un nuovo orizzonte occupazionale
Stando a quanto riportato durante le discussioni ministeriali, il consorzio italo-cinese in trattativa con Lear ha proposto un piano di reindustrializzazione che potrebbe includere tra i 200 e i 250 lavoratori, offrendo una soluzione parziale ma significativa alla crisi occupazionale dello stabilimento torinese. «L’interesse mostrato per il rilancio dell’impianto di Grugliasco è un segnale importante che rafforza l’attrattiva del nostro sistema produttivo, anche in un periodo di difficoltà per il settore automobilistico», ha dichiarato il ministro Urso.
«Sosterremo questo processo assicurando la protezione dei posti di lavoro e promuovendo l’istituzione di nuove attività produttive in stretto dialogo con l’azienda, le istituzioni e le parti sociali».
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Prudenza sindacale: necessaria trasparenza sull’investitore
I sindacati Fim, Fiom e Uilm hanno accolto positivamente la notizia delle negoziazioni, mantenendo tuttavia un atteggiamento di cautela. «Siamo incoraggiati dalla possibilità di rilancio, ma rimaniamo vigili», si legge in una nota congiunta delle tre organizzazioni. «Non conosciamo ancora l’identità dell’investitore né la solidità del piano industriale. È fondamentale che vengano fornite garanzie occupazionali concrete a tutti i lavoratori».
I sindacati hanno inoltre richiesto l’avvio di un processo di uscite volontarie con incentivi significativi, oltre a un dialogo sulle condizioni necessarie per estendere gli ammortizzatori sociali. Questi argomenti saranno esaminati ulteriormente nel prossimo incontro previsto per il 9 settembre. (riproduzione riservata)
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Giornalista esperto, Alessandro Bianchi guida il lettore nell’attualità italiana e internazionale con passione e precisione. Il suo approccio didattico rende l’informazione accessibile a tutti.