Alta velocità: SNCF priva di officine in Italia, scontro con Trenitalia sulla Milano-Napoli

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Il debutto in Italia dei treni a due piani di Sncf Voyages, previsto per settembre 2027, resta appeso alla disponibilità di strutture per la manutenzione. Se il nodo logistico non si risolve rapidamente, l’entrata del nuovo operatore sulle linee ad alta velocità potrebbe slittare ancora, con effetti diretti su concorrenza e passeggeri.

Perché la manutenzione decide i tempi

All’inizio di marzo l’Autorità garante della concorrenza ha assegnato a Sncf 18 slot sulle principali direttrici di alta velocità italiane, dopo gli impegni presi da Rfi (gruppo Fs) per chiudere un’indagine per possibile abuso di posizione dominante. Tuttavia la questione pratica resta: dove riparare e controllare i treni.

I francesi hanno tentato di accedere a impianti italiani già esistenti, chiedendo l’uso di quattro hub — tre a Milano e uno a Napoli — salvando così tempi e costi rispetto alla costruzione ex novo. Ma su queste richieste si è inserita l’Autorità di Regolazione dei Trasporti (Art), che sta valutando le posizioni dei vari gestori.

Un accordo parziale: Porta Garibaldi

La trattativa sembra aver trovato un’intesa limitata per l’impianto di Milano Porta Garibaldi: Rfi si sarebbe impegnata a concedere accesso per alcune ore giornaliere (cinque ore, dal venerdì al lunedì), secondo quanto risulta nelle decisioni dell’Art. Non è però una soluzione che basta a garantire l’intera operatività prevista per l’arrivo di Sncf.

Opposizioni e ricorsi: Milano e Napoli sotto esame

A Milano la richiesta di usare l’hub di Milano Fiorenza si è scontrata con il diniego di Trenord, che ha richiamato la «piena saturazione» dell’impianto. L’Autorità ha già irrogato a Trenord una sanzione amministrativa da 50.000 euro in relazione a questo caso.

Per gli altri due centri — Milano Martesana e Napoli Gianturco — l’interlocutore è Trenitalia, che sostiene si tratti di centri destinati alla «manutenzione pesante» per l’alta velocità e quindi esclusi dall’obbligo di accesso a terzi previsto dalle norme. Su questi punti l’Art ha avviato un procedimento sanzionatorio che è tuttora in corso.

  • Stato slot: 18 slot assegnati da Antitrust per le principali direttrici AV.
  • Data prevista: ingresso di Sncf in Italia fissato per settembre 2027, già rinviato di un anno rispetto al piano iniziale.
  • Soluzioni manutenzione: accordo parziale per Milano Porta Garibaldi; accesso a Fiorenza negato da Trenord; Martesana e Gianturco contestati da Trenitalia.
  • Contenziosi: procedimenti aperti presso l’Art; difese legali affidate a studi privati per le parti coinvolte.

Chi rappresenta le parti

Nel confronto legale Sncf è assistita dallo studio Nunziante Magrone, mentre Rfi si avvale dello studio Gianni & Origoni. Il quadro normativo nazionale e comunitario sulle infrastrutture ferroviarie è al centro delle interpretazioni giuridiche che decideranno l’accesso agli impianti.

Quali sono le conseguenze pratiche

Se non verranno individuate soluzioni operative condivise, i rischi sono concreti: dall’impossibilità per Sncf di lanciare i servizi nei tempi annunciati, a possibili ritardi nell’incremento dell’offerta di collegamenti tra Milano e Roma. Per i viaggiatori la posta in gioco è la maggiore concorrenza sulle tariffe e l’offerta di nuovi orari; per il sistema ferroviario, un possibile aumento della tensione nei rapporti tra gestori e operatori.

In prospettiva resta aperta anche la strada degli investimenti: se l’accesso alle strutture presenti non sarà praticabile, la costruzione di nuovi impianti richiederebbe tempo e risorse aggiuntive, rimandando ulteriormente il calendario dei collegamenti.

La mossa di Fs in Francia

Mentre la situazione italiana è ancora in fase di definizione, il gruppo Fs ha annunciato un investimento da 80 milioni di euro per realizzare un impianto di manutenzione in Francia, con consegna prevista entro il 2029. L’infrastruttura è pensata per sostenere la gestione della flotta di Trenitalia France e prepararsi ai futuri collegamenti ad alta velocità tra Parigi e Londra.

Questo investimento mostra come i gruppi ferroviari stiano diversificando le loro strategie: se in Italia il problema è trovare spazio operativo immediato, all’estero le stesse società preferiscono assicurarsi risorse proprie per controllare direttamente la manutenzione e la disponibilità dei treni.

Che cosa osservare nelle prossime settimane

Il calendario da tenere d’occhio include le determinazioni dell’Art sul procedimento avviato a dicembre e qualsiasi nuovo accordo operativo tra Rfi, Trenitalia, Trenord e Sncf. Un passaggio chiave sarà se verranno concesse ulteriori finestre d’accesso agli impianti già esistenti o se si deciderà di avviare progetti infrastrutturali dedicati.

Fino ad allora, il debutto effettivo dei treni francesi in Italia rimane plausibile ma non definitivo: la soluzione tecnica della manutenzione sarà il fattore che, alla fine, stabilirà le date e l’effettiva competitività dell’offerta.

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