Scartata l’idea di vendita a investitori cinesi, si esplorano collaborazioni con altri produttori per accedere a tecnologie innovative
In un periodo di tensioni commerciali crescenti tra Stati Uniti ed Europa, Stellantis prende iniziative decisive per affrontare le problematiche di alcuni dei suoi brand italiani. La conglomerata automobilistica, sotto la guida di John Elkann, ha affidato a McKinsey & Co. il compito di offrire consulenza strategica per due dei suoi marchi più prestigiosi, Maserati e Alfa Romeo. Questa decisione arriva come risposta diretta alle pressioni aumentate a causa dei dazi imposti dall’ex presidente americano Donald Trump, recentemente ritornato sotto i riflettori politici e commerciali.
Le fonti indicano che la società di consulenza esaminerà diverse strategie, inclusa la possibilità di partnership con altri produttori automobilistici per facilitare l’integrazione di nuove tecnologie, un fattore sempre più essenziale in un settore in rapido cambiamento. Si discute anche di una potenziale scissione di Maserati, anche se queste conversazioni sono al momento solo in fase iniziale.
Attenzione ai problemi dagli USA e agli effetti dei dazi
Secondo quanto riportato da Bloomberg, un portavoce dei marchi ha confermato l’incarico a McKinsey, specificando che la consulenza si concentra particolarmente sugli impatti delle nuove tariffe imposte dagli USA, che potrebbero gravemente influenzare le esportazioni europee verso il mercato americano. «McKinsey è stata incaricata di valutare gli effetti dei nuovi dazi statunitensi su Alfa Romeo e Maserati», ha dichiarato il portavoce.
La preoccupazione si giustifica: il piano di Trump prevede un aumento dei dazi fino al 25% sulle auto importate negli USA, una misura che potrebbe impattare significativamente i bilanci di Stellantis, le cui vendite di gamma alta sono particolarmente dipendenti dal mercato nordamericano. Maserati, ad esempio, realizza tra il 35% e il 40% delle sue vendite negli Stati Uniti, come confermato di recente dall’amministratore delegato Santo Ficili. Tuttavia, né Maserati né Alfa Romeo possiedono stabilimenti produttivi fuori dall’Europa, il che significa che ogni veicolo venduto oltreoceano deve essere importato e potenzialmente soggetto a pesanti tassazioni.
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Il ruolo della strategia globale
L’intervento di Elkann si inserisce in un contesto più ampio, in cui Stellantis sta cercando di riorganizzare la propria struttura composta da 14 marchi, ereditati dalla fusione tra Fiat Chrysler e PSA nel 2021. L’idea iniziale era quella di formare un gigante dell’automobilismo capace di competere con colossi come Volkswagen e Toyota. Tuttavia, gestire un portfolio così vasto si è rivelato complesso e il mercato ha espresso numerose critiche: le azioni di Stellantis hanno perso oltre il 60% del loro valore nell’ultimo anno.
La situazione di Maserati è particolarmente preoccupante. Nel 2024, il marchio del Tridente ha subito una perdita operativa rettificata di 260 milioni di euro, con vendite quasi dimezzate rispetto all’anno precedente. Nel tentativo di migliorare l’immagine e i margini, Maserati sta puntando su una maggiore personalizzazione dei suoi modelli di fascia alta, cercando di attrarre clienti più esclusivi e disposti a spendere di più.
Ristrutturazione industriale e tensioni politiche
Oltre alle questioni commerciali internazionali, Elkann deve affrontare anche tensioni con il governo italiano. La politica industriale di Stellantis ha suscitato le critiche di sindacati e istituzioni. L’ipotesi attuale è di rilocalizzare parte della produzione di Maserati in uno degli stabilimenti italiani meno utilizzati, nel tentativo di aumentare i volumi produttivi e migliorare le relazioni con il governo italiano.
In questo scenario, la decisione di affidarsi a McKinsey rappresenta un segnale chiaro: Stellantis intende esplorare ogni opzione per garantire un futuro sostenibile ai suoi brand di lusso. Esclusa, almeno per il momento, l’idea di una vendita a investitori cinesi — su cui Elkann avrebbe già espresso un veto — il gruppo è quindi aperto a collaborazioni strategiche o persino a una profonda riorganizzazione delle sue attività di fascia alta. (riproduzione riservata)
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Giornalista esperto, Alessandro Bianchi guida il lettore nell’attualità italiana e internazionale con passione e precisione. Il suo approccio didattico rende l’informazione accessibile a tutti.