Stellantis sospende la produzione: Cassino fermo, Calenda avverte del rischio deindustrializzazione!

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Il sito di Cassino, produttore di Alfa Romeo e Maserati, chiude per una settimana. Carlo Calenda di Azione critica il gruppo di Antonio Filosa: è una questione nazionale, chiede l’azione di opposizione e sindacati | Stellantis, il CEO Filosa rivisita i marchi in Europa: cancellati i futuri modelli DS 3 e DS 4

Un nuovo arresto temporaneo affligge lo stabilimento Stellantis di Piedimonte San Germano, situato a Cassino. La direzione, sotto la guida di Antonio Filosa , ha annunciato una sospensione delle attività produttive per tutta la settimana dal 3 al 7 novembre, interessando gli ambiti di montaggio, stampaggio e verniciatura. Nei reparti di carrozzeria, sarà mantenuto operativo solo il personale necessario per la riattivazione degli impianti, mentre la maggioranza degli operai sarà messa in cassa integrazione.

Questa rappresenta l’ultima di una serie di interruzioni che ha colpito l’impianto del basso Lazio, dove la produzione di Alfa Romeo Giulia e Stelvio e di Maserati Grecale procede a ritmi ridottissimi, tanto da essere limitata a un solo turno. Le informazioni più recenti da Fim-Cils indicano che a Cassino Stellantis ha costruito poco più di 14 mila auto (-28,3% rispetto al 2024) nei primi nove mesi dell’anno, con il rischio che lo stabilimento non raggiunga neanche le 20 mila unità entro la fine del 2025.

Quando arriveranno i nuovi modelli Alfa a Cassino?

Il gruppo aveva confermato i piani di rinnovamento per Alfa Giulia e Stelvio a Cassino, ma un incremento significativo della produzione non è previsto prima della seconda metà del 2026 e probabilmente oltre. Stellantis ha destinato i nuovi modelli Giulia e Stelvio alla piattaforma italiana Stla Large, ma il loro debutto, inizialmente previsto tra il 2025 e il 2026, è stato rimandato e difficilmente avverrà prima del 2027 per consentire lo sviluppo anche in versione ibrida, oltre a quella elettrica. Filosa confermerà questi modelli o ci saranno cambiamenti?

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La nuova battuta d’arresto a Cassino si verifica mentre nella zona si intensifica l’allarme economico e sociale. I lavoratori subiscono una riduzione dei salari medi a circa 1.100-1.200 euro mensili, con ripercussioni dirette sul potere d’acquisto e sull’economia locale, che vede una continua perdita di attività commerciali e di posti di lavoro.

Calenda: il piano di deindustrializzazione di Stellantis in Italia

La notizia della fermata è stata rivelata proprio durante la visita del leader di Azione, Carlo Calenda, che ha tenuto incontri con i sindacati e i rappresentanti del settore automobilistico di Cassino. Calenda ha denunciato un «piano di deindustrializzazione» da parte di Stellantis in Italia, che dovrebbe concludersi «dopo le elezioni del 2027», seguendo una strategia che privilegia più gli interessi finanziari che quelli produttivi.

Nel suo discorso, Calenda ha evidenziato l’uso crescente di cassa integrazione e incentivi all’esodo in Italia, mentre le promesse di nuovi modelli auto si scontrano con un «problema di flusso di cassa» del gruppo. Da qui l’appello a una mobilitazione nazionale sul fronte dell’automotive e a politiche industriali più incisive, a partire dal costo dell’energia: Azione propone di fissare a 60 euro/MWh le tariffe idroelettriche, destinando metà dei benefici alle industrie italiane per recuperare competitività rispetto a Germania e Spagna.

Un focus è stato posto sull’importanza di includere Cassino nell’ampliamento della Zona Economica Speciale (Zes), considerata fondamentale per stimolare gli investimenti nel distretto produttivo. Il confronto con il passato è significativo: «Un tempo qui si producevano 135 mila auto all’anno con il doppio degli impiegati. Nel 2025 si prevede di scendere sotto le 20 mila», ha sottolineato Calenda.

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