Tripoli mira a raggiungere una produzione di 2 milioni di barili al giorno e stima che le riserve non ancora scoperte ammontino a 91 miliardi di barili. Presentazioni e discussioni con compagnie petrolifere internazionali, selezionate in numero di 37. Tra queste figura anche il gruppo guidato da Descalzi. | Eni, accordo in Ghana per incrementare la produzione di petrolio e gas e investimenti nel settore green
La Libia si appresta a distribuire le licenze esplorative attraverso il Big Round 2025, il primo bando di questo tipo dopo 18 anni. Secondo quanto riportato da MF-Milano Finanza, l’assegnazione da parte della Noc (National Oil Corporation) è attesa per gennaio o febbraio 2026. Il bando coinvolgerà 22 blocchi, suddivisi tra 11 onshore nei bacini di Ghadames, Murzuq e Sirte, e 11 offshore ancora a Sirte, nel bacino di Sabratha e in Cirenaica. Al concorso partecipano i principali attori internazionali, per un totale di 37 società: oltre a Eni, ci sono TotalEnergies, Bp, ExxonMobil, Chevron, Repsol, Omv, Sonatrach e compagnie cinesi come Cnpc e Cnooc, dimostrando l’attrattiva del contesto nordafricano nonostante le sfide geopolitiche e infrastrutturali.
La Libia continua a essere allettante
Le cifre sono impressionanti: la Libia valuta in 91 miliardi di barili le riserve di petrolio ancora da esplorare.
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L’ultimo contest internazionale vero e proprio si era tenuto nel 2007, con il quarto round di licenze lanciato dalla Noc. Da allora, a causa della guerra civile e dell’instabilità politica, non si erano più svolti bandi pubblici, ma solo negoziati diretti e rinnovi di concessioni già esistenti.
Il Big Round 2025 prevede contratti di tipo Epsa (exploration and production sharing agreement), che includono una fase iniziale di esplorazione e, in caso di scoperta commerciale, il passaggio diretto allo sviluppo e alla produzione in joint venture con la Noc.
L’obiettivo di Tripoli è aumentare la produzione dai livelli attuali di 1,2-1,3 milioni di barili al giorno fino a 2 milioni. La strategia si fonda sul coinvolgimento delle major internazionali, sia occidentali che asiatiche, anche attraverso i road show tenutisi a Houston, Londra e Istanbul la scorsa primavera.
Dialoghi con Eni
Parallelamente, la Noc ha intensificato i colloqui nelle scorse settimane. Questo è avvenuto anche con Eni, in un incontro avvenuto a margine del Gastech, che si è svolto la settimana scorsa a Milano: un incontro descritto come di cortesia che, secondo fonti libiche, avrebbe comunque permesso di discutere, oltre ai nuovi investimenti, anche della necessità di accelerare lo sviluppo delle attività già in corso, confermando il ruolo centrale della compagnia italiana nella ripresa della produzione energetica del paese.
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Per rassicurare i partner attuali e futuri, la compagnia nazionale libica ha anche fatto progressi in termini di trasparenza. I dati pubblicati il 13 settembre scorso mostrano che la Noc ha ricevuto l’equivalente di 3,5 miliardi di euro dal ministero delle Finanze dall’inizio del 2025: 2,8 miliardi per l’acquisto di carburanti, 500 milioni per gli stipendi degli addetti al settore petrolifero, e 190 milioni per le spese operative. (riproduzione riservata)
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