Un tribunale del Lussemburgo ha autorizzato il trasferimento di una piccola porzione delle azioni detenute da Rocco Basilico in una cassaforte personale, una mossa che apre la strada alla possibilità di impegnare quelle quote come garanzia bancaria. La decisione potrebbe sbloccare un nodo della governance di Delfin e avere ripercussioni dirette sul piano di ristrutturazione dei debiti legati a Lmdv.
Cosa ha stabilito il giudice
I magistrati del Granducato hanno accettato la richiesta di Basilico di spostare circa lo 0,4% del pacchetto Delfin dalla titolarità personale alla holding lussemburghese RBH. Per il trasferimento il tribunale ha applicato un significativo sconto di valutazione sul valore di mercato delle quote, portando il prezzo a una cifra nell’ordine delle centinaia di milioni di euro.
La sentenza sfrutta una norma del diritto lussemburghese che tutela il diritto del socio a non restare vincolato illimitatamente nella compagine: se l’assemblea rifiuta il via libera, il socio può rivolgersi al giudice che valuta la richiesta e fissa le condizioni economiche. In questi casi la legge prevede strumenti di equilibrio per la società, come il diritto di prelazione degli altri azionisti e il diritto per la società stessa di riscattare le quote.
Perché il trasferimento passa per una holding
Lo statuto della cassaforte che detiene le azioni Delfin vieta di costituire pegni direttamente sulle quote. Trasferendole a una società veicolo, invece, diventa possibile offrire quelle azioni come garanzia alle banche: è la cosiddetta bancabilità delle partecipazioni. In assemblea sarebbe servita una maggioranza qualificata (sei voti su otto) che però non si è materializzata, spingendo Basilico a ricorrere al tribunale.
Chi è RBH e quale è il contesto familiare
RBH è la cassaforte costituita all’inizio del 2025 da Rocco Basilico. La sua posizione nasce da disposizioni ereditarie collegate alla famiglia Del Vecchio: Basilico detiene una parte rilevante di Delfin in nuda proprietà, con usufrutto legato ad altre componenti familiari. Negli ultimi mesi si sono acuite le tensioni tra Basilico e il fratello Leonardo Maria, che ha contestato alcune scelte sulla partecipazione nella holding di famiglia.
La scelta di chiedere il trasferimento di una piccola frazione del pacchetto era già stata motivata, secondo fonti vicine, dalla necessità di far fronte a esborsi fiscali legati alla successione che, per alcuni eredi, comportano aliquote più elevate rispetto ad altri.
- Effetti sulla governance: la decisione giudiziaria potrebbe incentivare altri soci a seguire la stessa strada, modificando l’equilibrio interno di Delfin.
- Rischio di contenziosi: ogni azionista che si vede negare il trasferimento può rivolgersi al tribunale lussemburghese.
- Impatto finanziario: la possibilità di impegnare le quote come garanzia cambia le opzioni di accesso al credito per i soci.
- Salvaguardie statutarie: restano attivi il diritto di prelazione e la facoltà per Delfin di riscattare le quote alle condizioni stabilite dal giudice.
Le ricadute su Lmdv e sul mercato
Per Leonardo Maria lo spostamento delle sue azioni in un veicolo come Lmdv rappresenterebbe uno strumento per gestire posizioni debitorie ingenti: fra esposizioni personali e debiti del family office si parla di circa un miliardo di euro, con contratti di prevendita che comportano penali consistenti se non rispettati.
Dal punto di vista dei mercati, l’impasse nella gestione delle quote di controllo ha favorito il titolo Essilux in borsa: il giorno successivo all’assemblea senza esito il titolo ha registrato un rialzo che ha superato il 5% a Parigi, segnale che gli investitori stanno scontando una possibile ridefinizione degli equilibri proprietari.
Cosa seguire nei prossimi mesi
La via giudiziaria implica tempi precisi: l’istanza deve essere depositata entro pochi mesi dal rifiuto assembleare e il giudice ha poi diversi mesi per decidere — il processo tipico si estende dai sei ai nove mesi. In assenza di un accordo tra le parti, è il tribunale a determinare il corrispettivo per il trasferimento.
Se altri soci si rivolgeranno al Granducato per ottenere lo stesso tipo di autorizzazione, il risultato potrebbe essere una progressiva trasformazione del modo in cui le quote di Delfin vengono gestite e usate come garanzia, con effetti concreti sulla capacità del gruppo e delle sue controllate di finanziarsi.
Nei prossimi mesi varrà la pena monitorare due elementi: eventuali nuove istanze al tribunale lussemburghese e le mosse di mercato legate ai principali titoli del gruppo.
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Giornalista esperto, Alessandro Bianchi guida il lettore nell’attualità italiana e internazionale con passione e precisione. Il suo approccio didattico rende l’informazione accessibile a tutti.