Eni cede asset strategici: 1,65 miliardi per partecipazioni in Costa d’Avorio e Congo!

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Nel progetto Baleine in Costa d’Avorio, dove Eni possiede una quota del 77,25%, la società olandese Vitol acquisirà il 30%, mentre nel progetto Congo LNG, dove Eni ha il 65%, il 25%


Eni e Vitol intensificano la loro cooperazione in Africa occidentale. La multinazionale petrolifera italiana, guidata da Claudio Descalzi, e la compagnia olandese hanno deciso che Vitol acquisirà quote di alcuni asset di Eni in Costa d’Avorio e nella Repubblica del Congo per un valore di 1,65 miliardi di dollari, una cifra che potrebbe subire modifiche alla chiusura della transazione (Lazard come unico consulente).

«Le modifiche al momento della chiusura dipenderanno dalla data di finalizzazione. Tuttavia, prevediamo che si aggirino intorno a 1 miliardo di dollari, portando il valore totale dell’operazione a circa 2,7 miliardi di dollari», ha affermato un portavoce di Eni.

Le quote cedute

In dettaglio, Vitol acquisirà quote in attività di produzione di petrolio e gas e in blocchi esplorativi, valutativi e di sviluppo. Specificamente, nel progetto Baleine in Costa d’Avorio, dove Eni detiene il 77,25%, l’azienda olandese prenderà una quota del 30%.

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Il campo gigante, il primo a emissioni zero in Africa, scoperto nel 2021. La produzione attuale è di oltre 60.000 barili al giorno, ma con la terza fase, attualmente in studio, dovrebbe arrivare a 150.000 barili di petrolio al giorno e 200 milioni di piedi cubi di gas associato.

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Nel progetto Congo LNG nella Repubblica del Congo, dove Eni possiede il 65%, Vitol acquisirà il 25%. Questo progetto ha iniziato a esportare gas liquefatto nel febbraio 2024. Produce 1 miliardo di metri cubi all’anno di gas naturale liquefatto; con la seconda fase del progetto, prevista per la fine del 2025, le esportazioni aumenteranno a 4,5 miliardi di metri cubi all’anno.

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L’obiettivo è finalizzare gli accordi il prima possibile, una volta ottenute le approvazioni normative.

Eni ottimizza le attività upstream

Le due aziende, già partner nei progetti Octp e Block 4 in Ghana, rafforzano così ulteriormente la loro collaborazione in Africa occidentale. L’operazione è coerente con la strategia di Eni di ottimizzazione delle attività upstream, che prevede un riposizionamento del portafoglio con la valorizzazione anticipata delle scoperte esplorative e una riduzione delle partecipazioni: il cosiddetto modello di dual exploration. Vitol opera nel settore upstream in Africa occidentale da molti anni e possiede anche un portafoglio di investimenti infrastrutturali e downstream.

«Crediamo che il farm down porterà benefici significativi per il titolo, migliorando la visibilità sugli obiettivi di incasso netto da M&A per il 2025 di Eni, implicitamente tra i 2 e i 2,5 miliardi di euro», ha commentato Equita. «Il valore dell’operazione è inoltre notevolmente superiore alla valutazione implicita del titolo, dato che implica la cessione di solo l’1-2% dei volumi del gruppo nei settori upstream/gas naturale liquefatto», ha aggiunto la Sim, che mantiene un rating buy e un target price di 17 euro su Eni.

Recentemente in Costa d’Avorio, Eni e il partner Petroci hanno annunciato un significativo aumento della fornitura di gas destinato alla generazione elettrica locale. La seconda fase del progetto Baleine rappresenta un ulteriore avanzamento nell’impegno dell’azienda per il potenziamento energetico del Paese, migliorando l’accesso all’energia. Il gas prodotto, fino a 70 milioni di piedi cubi al giorno, è destinato interamente al consumo locale. Contemporaneamente, Eni ha raggiunto il plateau di produzione con 60.000 barili al giorno, triplicando la produzione rispetto ai 20.000 barili della fase precedente.

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Performance in borsa

Il titolo Eni ha chiuso la sessione a Piazza Affari con un aumento dell’1,31% a 14,33 euro. Negli ultimi tre mesi ha registrato un incremento del 10,6%. Il consiglio di amministrazione ha approvato i risultati finanziari del 2024, chiudendo l’esercizio con un utile netto consolidato di 2,624 miliardi di euro. La distribuzione della quarta tranche del dividendo 2024 di 0,23 euro per azione sarà decisa nella riunione del consiglio del 3 aprile, con stacco della cedola previsto per il 19 maggio. (riproduzione riservata)



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