Il magnate degli investimenti sollecita nuovamente il presidente americano a posticipare l’imposizione dei nuovi dazi durante le trattative. Anche Fineco, Banca Mediolanum e Unipol in rialzo | Recuperare dalle perdite dovute ai dazi di Trump? Attraverso i dividendi. Ecco le azioni su Piazza Affari che ora offrono rendimenti fino al 12,5%
- Ore 17 Il Ftse Mib registra un aumento del 2,8%. In Germania, la crescita è quasi ferma nel 2025
- Ore 16:30 Il Ftse Mib cresce al 3,5%. Ackman invita Trump a posticipare i dazi
- Ore 16:00 Il Ftse Mib sale a 33.900 con Leonardo e Unipol. Le borse europee cercano vendetta
- Ore 15 I futures USA mostrano netti miglioramenti. De Guindos (Bce): evitare un’escalation dei dazi
- Ore 13:35 Il Ftse Mib guadagna oltre il 2% con Leonardo e Unipol. Il Brent supera i 64 dollari, occhi sull’Iran
- Ore 12:35 Il Ftse Mib avanza con Mediolanum e Fineco, la Bce monitora banche e bond
- Ore 11:15 Ftse Mib instabile, sale con Unipol e Leonardo. L’oro splende nuovamente
- Ore 10:40 Il Ftse Mib scende con le banche e Tim. Lo spread aumenta a 123
- Ore 09:05 Il Ftse Mib si riprende con vigore. Positive Iveco, Leonardo e Stm
- Ore 07:35 Europa in attesa positiva. Trump pronto a negoziare sui dazi
Il Ftse Mib chiude a 35.657 punti, in aumento del 2,4%, rallentando verso la fine dopo un guadagno del 3,5% durante il giorno. Dopo tre sessioni disastrose con una perdita di quasi 10 mila miliardi di dollari di capitalizzazione di mercato secondo Bloomberg, i mercati globali cercano il riscatto. Simili incrementi si registrano anche a Parigi (+2,5%), Francoforte (+2,7%) e Londra (+2,8%). Wall Street positiva dopo due ore di contrattazioni.
A Piazza Affari, tra le blue chip, solo Eni (-1,3%) e Stellantis (-0,8%) non partecipano al rimbalzo. In testa chiudono Leonardo (+7,5%), Unipol (+7,3%) e Banca Mediolanum (+5,4%). Lo spread Btp/Bund si attesta a 122 punti.
Ore 17 Il Ftse Mib sale del 2,8%. Germania, crescita quasi ferma nel 2025
Con un rialzo ridotto al 2,8% a mezz’ora dalla chiusura, l’indice scende sotto i 34.000 punti, a 33.775, sempre spinta da Leonardo (+7,9%). Lo spread Btp/Bund diminuisce mentre dalla Germania si prevede un rallentamento della crescita.
Secondo le previsioni economiche tedesche, il PIL crescerà dello 0,1% nel 2025, non dello 0,8% come previsto in precedenza, hanno comunicato a Reuters due fonti. La previsione è stata rivista alla luce dei nuovi dazi annunciati dagli USA. Per il 2026, si prevede una crescita leggermente superiore all’1%, hanno aggiunto le fonti, senza specificare ulteriori dettagli. Il Dax di Francoforte segna un +2,8%.
Ore 16:30 Il Ftse Mib accelera al 3,5%. Ackman a Trump: ritardare i dazi
L’indice Ftse Mib di Piazza Affari balza del 3,5% alle 16:30, avvicinandosi alla soglia dei 34.000 punti, dopo che l’investitore miliardario, Bill Ackman, analogamente a Elon Musk, ha sollecitato il presidente americano, Donald Trump, a posticipare l’introduzione dei nuovi dazi per un massimo di 90 giorni durante i negoziati commerciali.
In aumento i titoli del risparmio gestito come Banca Mediolanum e FinecoBank, insieme a Unipol e Leonardo. Lo spread Btp/Bund si abbassa sotto i 120, a 119,8 punti base e l’euro continua a salire (+0,17% a 1,090 dollari) grazie alla possibilità di aperture nei negoziati con l’amministrazione Trump. Se il primo ministro giapponese, Shigeru Ishiba, e il presidente americano hanno concordato l’inizio di colloqui bilaterali sui dazi, la premier italiana Giorgia Meloni è pronta a incontrare Trump per discutere.
- Leggi anche: Elon Musk chiede a Donald Trump di abolire i dazi USA
Ore 16:00 Il Ftse Mib si spinge verso 33.900 con Leonardo e Unipol. Le borse europee cercano il riscatto
Dopo tre giorni difficili, Wall Street apre in positivo. Martedì 8 aprile, il Dow Jones sale del 2,7%, il Nasdaq del 2,3% e l’S&P 500 del 2,4%. Poco prima dell’apertura, il presidente degli USA, Donald Trump, ha annunciato tramite un post su Truth Social di aver avuto una «bella chiamata» con il presidente ad interim della Corea del Sud. «Abbiamo discusso del loro enorme e insostenibile surplus, dei dazi, della cantieristica navale, dell’acquisto su larga scala di GNL (gas naturale liquefatto) statunitense, della loro joint venture in un oleodotto in Alaska e del pagamento per la grande protezione militare che forniamo alla Corea del Sud», ha scritto Trump. «Anche la Cina vuole fare un accordo, molto, ma non sa come iniziare. Stiamo aspettando la loro chiamata. Accadrà! Dio benedica gli USA», ha aggiunto il presidente.
L’avvio positivo delle borse americane dà slancio anche ai mercati europei. Il Ftse Mib accelera e si avvicina ai 34.000 punti, registrando un aumento del 3,3%. Tutte le blue chip guadagnano, eccetto Eni, che perde lo 0,4%. La migliore è Leonardo, che sale dell’8,6%, seguita da Unipol (+8,2%) e Banca Mediolanum (+6,5%). Bene anche Fineco (+6,3%). Anche le altre borse europee tentano il riscatto dopo un inizio settimana difficile: Parigi guadagna il 3,4%, Francoforte il 3,1% e Londra il 3,5%.
Ore 15 I futures USA mostrano un netto miglioramento. De Guindos (Bce): evitare un’escalation dei dazi
Con i futures americani in forte rialzo (+3% quello sul Dow Jones e +2,75% quello sull’S&P500), l’indice Ftse Mib balza del 2,99% a 33.835 punti con Leonardo e Unipol in testa (+8,48% e +7,17%, rispettivamente), seguiti da Azimut e FinecoBank che guadagnano oltre il 5%. Lo spread Btp/Bund scende a 121,4 punti base e l’euro sale dello 0,61% a 1,095 dollari dopo che il vicepresidente della Bce, Luis de Guindos, ha dichiarato che «l’Europa si trova in una situazione complicata», dovendo rispondere alle decisioni sui dazi commerciali degli USA, ma la risposta «deve essere ovviamente ponderata, prudente e sensata. E dobbiamo cercare di evitare un’escalation verso una guerra commerciale completa». Ciò che è certo, ha aggiunto, «è che il nuovo ordine internazionale comporterà una maggiore frammentazione». In questo contesto, l’Europa «deve aumentare la sua autonomia», il che implica riforme, come l’integrazione dei mercati dei servizi.
Anche Cathie Wood, CEO di Ark Invest, ha riconosciuto che i mercati stanno attraversando un periodo di forte turbolenza a causa della questione dei dazi e che la situazione appare piuttosto caotica. «Sappiamo che Trump desidera essere ricordato come uno dei più grandi presidenti della storia americana: se questo è il suo obiettivo, è improbabile che lo raggiunga spingendo contemporaneamente l’economia in una recessione e il mercato azionario in una fase ribassista, cosa che sembra sempre più probabile», ha previsto Cathie Wood. Certo, a volte generare caos può essere utile per concludere accordi e ottenere risultati favorevoli, ha continuato, «ma a nostro parere – e i mercati sembrano concordare – il presidente americano sta giocando con il fuoco».
Ore 13:35 Il Ftse Mib guadagna oltre il 2% con Leonardo e Unipol. Il Brent supera i 64 dollari, occhi sull’Iran
Piazza Affari consolida il rialzo a metà giornata con un +2,12% a 33.550 punti alle 13:35. Il prezzo del petrolio Brent torna a salire (+0,14% a 64,30 dollari al barile) dopo una mattina tranquilla. L’Iran ritiene che un accordo con gli USA sul nucleare possa essere raggiunto, se a Washington c’è la volontà politica. Lo scopo principale dei negoziati, ha spiegato il ministro degli Esteri iraniano, Abbas Araghchi, è la fine delle sanzioni imposte a Teheran.
La produzione di auto in Italia di Stellantis è peggiorata
Sul listino milanese si distinguono soprattutto Banca Mediolanum (+5,70%), Unipol (+6,25 %) e Leonardo (+7,84%), non Stellantis (-0,84%) la cui produzione di auto in Italia è peggiorata ulteriormente nel primo trimestre dell’anno, dopo aver toccato nel 2024 i minimi storici da quasi 70 anni, secondo la stima elaborata dalla Fim-Cisl. I nuovi modelli avranno un impatto significativo sulla produzione dal 2026. La produzione di autovetture e furgoni nel periodo gennaio-marzo è diminuita del 35,5% rispetto all’anno precedente a 110.000 unità.
- Leggi anche: Stellantis affida a McKinsey il futuro di Maserati e Alfa Romeo: ipotesi spin-off sul tavolo dopo i dazi di Trump
Ore 12:35 Il Ftse Mib accelera con Mediolanum e Fineco, la Bce monitora banche e bond
I mercati azionari europei confermano il rimbalzo (Dax +0,93%, Cac40 +1,1%, Ftse100 +1,63% e Ftse Mib +1% a 33.197 punti alle 12:35 con in testa Unipol, Banca Mediolanum, FinecoBank seguite a ruota da Nexi, Generali e Buzzi) anche dopo la notizia che la Bce ha intensificato il monitoraggio delle banche e dei mercati obbligazionari della zona euro (il rendimento del Btp 10 anni scende al 3,841% con lo spread in calo a 122,14 punti base), a fronte delle crescenti tensioni sui mercati dovute ai dazi statunitensi, anche se per ora non ha rilevato motivi di preoccupazione. Secondo quanto hanno riferito a Reuters alcune fonti, la Bce ha aumentato il livello di monitoraggio perché le perdite subite nei giorni scorsi dai mercati possono tradursi in danni all’economia reale se dovessero protrarsi.
Le imprese vedono aumentare l’inflazione in Italia
Intanto, secondo un’indagine della Banca d’Italia, le aspettative delle imprese sull’inflazione sono in aumento, pur rimanendo sotto il 2%. I listini praticati dalle imprese negli ultimi 12 mesi sono cresciuti a un ritmo leggermente più sostenuto nell’industria e hanno rallentato nei servizi e nelle costruzioni; per i prossimi 12 mesi, la crescita dei prezzi rimarrebbe nel complesso moderata.
Ore 11:15 Ftse Mib instabile, sale con Unipol e Leonardo. L’oro brilla nuovamente
Dopo tre giorni difficili colpiti dalla nuova ondata di dazi di Trump, l’indice Ftse Mib torna in territorio positivo, salendo dello 0,75% a 33.100 punti alle 11:15 grazie alle fluttuazioni delle banche, dei titoli del risparmio gestito con Fineco, Azimut e Banca Mediolanum che guadagnano oltre il 2%, di Unipol (+4,4%) e di Leonardo (+5,17%).
L’oro supera nuovamente i 3.000 dollari
I prezzi dell’oro sono risaliti sopra i 3.000 dollari (massimo intraday a 3.015,69 dollari l’oncia), mentre gli investitori restano turbati dalla saga dei dazi in corso e traggono beneficio dall’indebolimento del dollaro USA. «Le preoccupazioni riguardo alla possibilità di una recessione negli USA stanno aumentando, spingendo i mercati a valutare sempre di più la probabilità che la Federal Reserve tagli i tassi di interesse in modo più aggressivo di quanto previsto in precedenza», afferma Ricardo Evangelista, analista senior di ActivTrades. «Molti si aspettano ora quattro riduzioni di un quarto di punto nel corso dell’anno, una prospettiva che pesa sul dollaro. Dopo due sessioni di rialzi, il biglietto verde ha perso un po’ di terreno questa mattina, sostenendo i prezzi dell’oro a causa della correlazione inversa tra i due asset».
Le precedenti pressioni sui prezzi dell’oro sono state causate dal fatto che i gestori di portafoglio sono stati costretti a liquidare le posizioni lunghe in oro per far fronte alle richieste di margine sulle partecipazioni azionarie, sp
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Giornalista esperto, Alessandro Bianchi guida il lettore nell’attualità italiana e internazionale con passione e precisione. Il suo approccio didattico rende l’informazione accessibile a tutti.