Maison&Objet 2023: Scopri 7 Rivoluzionari Cambiamenti per la Tua Casa!

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L’esposizione danese “Circularity in Action” mostra come i marchi danesi abbiano incorporato la circolarità nei loro prodotti. Foto: AETHION

1. Cura e consapevolezza

Se il 2020 è stato l’anno della tenacia, il 2021 quello della resilienza e il 2022 quello del rinnovamento, cosa ci riserverà il 2023? Secondo l’analista di tendenze Vincent Grégoire, sarà l’anno del grande reset, paragonabile al riavvio di un software dopo un grave errore di sistema.

L’edizione di gennaio 2023 di Maison&Objet, intitolata “Take care”, ci invita a riflettere sull’importanza di prendersi cura di noi stessi, degli altri e delle culture che ci circondano. Questo tema si riflette in numerosi trend emergenti, che spaziano dall’uso di materiali ecologici al design che privilegia il benessere.

“Non possiamo più permetterci di consumare come in passato,” avverte Grégoire, evidenziando due principali tendenze nel comportamento dei consumatori: da un lato, una scelta di vita più lenta, consapevole ed etica; dall’altro, uno stile di vita “iperveloce”, influenzato dai social media e dalla ricerca costante dell’attenzione.

Stand di Hartô. Foto: Claire Tardy

2. Contrasti e convivenza armoniosa

“Siamo nell’epoca della simultaneità,” afferma Grégoire.

I colori di tendenza per il 2023 incarnano questa dualità sociale, con una combinazione di tonalità neutre e vibranti, che culminano in un mix di stravaganza e realtà virtuale. L’esposizione di Elizabeth Leriche mette in evidenza due ambienti contrastanti: uno dominato da toni delicati di azzurro-verde e l’altro da colori intensi di rosso-giallo.

L’idea della convivenza si manifesta anche in altri aspetti dell’anno, con numerosi mobili da esterno che trovano spazio anche all’interno.

Poltrona Nuage, di Delamaison

3. Comfort e sedute ultra comode con design arrotondato

Per prendersi cura degli altri, bisogna iniziare da sé stessi. Da qui nasce una serie di mobili progettati per offrire un comfort estremo, come la poltrona Nuage di Delamaison. “L’attenzione al benessere mentale è una novità,” spiega Grégoire, che cita il successo delle poltrone massaggianti e altre sedute progettate per alleviare l’ansia.

Stand di Beige Avenue. Foto: Claire Tardy

Divani accoglienti in lana o velluto a coste e coperte morbide in toni neutri come il beige, l’ecru e il grigio sono molto presenti nella fiera.
Sulle pareti, tonalità di calce, un colore che sarà molto in voga quest’anno. “Dalla pandemia in poi, le persone hanno trasformato le loro case in veri e propri rifugi accoglienti”, Vincent Grégoire.

Inizio dell’installazione “In the Air” di Elizabeth Leriche. Console in vetro di Bina Baitel; lampadario in vetro B7 della serie Moss; lampade Oda di Sebastian Herkner per Pulpo. Foto: AETHION

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“Dobbiamo prendere una boccata d’aria (da cui il nome dell’esposizione Take air) per contrastare lo stress delle grandi città,” spiega Leriche. Ha suddiviso i trend presenti nella fiera in tre aree: la prima dedicata agli arredi leggeri. Creare un’atmosfera domestica che ricorda un ambiente acquatico, ideale per rilassarsi, con arredi semplici e luci che ricordano bolle di sapone, “è il mio trend preferito,” afferma.

Seduta Laime 42 di Charlotte Juillard per Noma Éditions, realizzata con il 42% di materiali riciclati

4. Impegno verso l’ecologia

Le imprese stanno cambiando. Alcune sono nate con un focus sull’ecologia, altre lo hanno sviluppato nel tempo. Diverse aziende stanno modificando la loro strategia attraverso un approccio di Responsabilità Sociale d’Impresa (RSI), offrendo prodotti veramente sostenibili. Noma si distingue come leader con la sua nuova certificazione B Corp, che attesta l’eccellenza nel rispetto dell’ambiente. Più di 30 marchi di design presenti in fiera hanno optato per la certificazione Eco-Impact per rafforzare il loro impegno ambientale, come il marchio Furniture for Good, che produce sedie da materiali plastici riciclati.

Pannelli le Pavé®, realizzati con plastica industriale riciclata, in collaborazione con Sonia Rykiel

“C’è ancora molto lavoro da fare per rendere i materiali riciclati più attraenti e piacevoli alla vista: l’effetto melange composito non piace a tutti,” spiega Leriche. Abbiamo visto molti nuovi materiali derivati proprio dai rifiuti e dal loro riciclo.

Stand di Temps Libre di Virginie Lobrot. Foto: Claire Tardy

Materiali naturali e di origine organica sono stati reintrodotti nel processo produttivo, sostituendo i materiali sintetici. Moltissimi marchi evidenziano questo cambiamento nella produzione e nella scelta dei materiali, come fa Temps Libre, ad esempio, con materiali naturali provenienti dalla Francia e dall’Europa, come legno di acacia, quercia, faggio, cenere, cotone o lana di pecora.

Esposizione “Talents So French”. Foto: AETHION

5. Prodotti locali e artigianato

Consumare in modo più consapevole significa anche preferire marchi e aziende locali per preservare il patrimonio culturale, come fa Reine Mère, un brand che utilizza solo legno proveniente dal Jura. Tra gli altri anche Cristel, che continua a produrre le sue pentole in Francia, e il designer Samuel Accocebery, che celebra il design basco.

L’esperto di trend aggiunge, “in questa edizione vediamo molti giovani designer francesi che lavorano il legno artigianalmente, con grande cura per il dettaglio e il recupero dei materiali. Un’opportunità per consumare meno ma con oggetti di migliore qualità, promuovendo la contemplazione, le pause meditative e la lentezza.”

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Installazione “Slow Hospitality” di François Delclaux. Foto: AETHION

6. Un mix etnico di culture

La fiera ci invita anche a riflettere sull’etica dei viaggi, integrando il nostro desiderio di esplorare con la responsabilità verso l’ambiente. Questo emerge in particolare con l’esposizione “Slow Hospitality” di François Delclaux. Aprire le porte a interni ispirati a diverse culture è un modo per costruire un futuro più inclusivo per varie comunità e culture. Il trend di cui parliamo ama mescolare origini diverse, con un senso di giustizia e senza appropriazione culturale.

Seconda zona, con l’installazione “In The Air” di Elizabeth Leriche con sfondo a intaglio di carta washi di Ay illuminate. Foto:Claire Tardy

“Produrre all’estero è positivo, ma assicurarsi che chi produce sia pagato correttamente e abbia accesso all’istruzione è ancora meglio,” dice Grégoire.

Maison Chateau Rouge è uno dei marchi che adotta questo approccio. L’azienda si basa su valori di responsabilità in questo quartiere di Parigi, con l’obiettivo di condividere la cultura africana.

Terza zona, con l’installazione “In The Air” di Elizabeth Leriche. Foto: Claire Tardy

7. Divertimento ed esuberanza

Il percorso si conclude con un’area dedicata al calore, alla leggerezza e all’esuberanza.

“Le persone amano divertirsi e rilassarsi,” spiega Leriche nel terzo spazio, il più vibrante e molto apprezzato dai visitatori, che si fermano a ammirare il mix scoppiettante di rosso, arancione e giallo.

Gallery in the City Signature. Foto: AETHION

Un trend confermato da Grégoire, che sottolinea come al momento siano molto popolari gli oggetti gonfiabili.

Come esempio, menziona la scultura gigante dell’artista Yayoi Kusama, attualmente esposta sopra il tetto del negozio di Louis Vuitton sugli Champs-Élysées, e il brand italiano Fuoriluogo Chrome che ha creato accessori gonfiabili. Per Leriche, è chiaro: “Gli oggetti gonfiabili stanno realmente catturando l’attenzione in questo periodo, dalle sedie alle creazioni ispirate agli anni ’70”, quegli anni che continuano a ispirarci ancora oggi.

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