Secondo Luis de Guindos, vicepresidente della BCE, l’incertezza globale impedisce a Francoforte di prevedere l’andamento futuro dei tassi | IL VIDEO | Mps-Mediobanca, a Londra il ceo Alberto Nagel critica l’offerta pubblica: la scelta dei soci è guidata da motivi di convenienza e non politici
- Ore 15:40 Ftse Mib supera i 39.500 punti. Calo limitato a Francoforte
- Ore 14:50 Wall Street apre positiva. Ftse Mib sotto i 39.500
- Ore 14:20 Il Ftse Mib scende con Campari e Stm. Il Brent sopra i 70 dollari
- Ore 13:10 Ftse Mib stabile ma oltre i 39.500. Lo spread cala a 111
- Ore 11:30 Ftse Mib in crescita con Mps. L’euro scende sotto 1,09 dollari
- Ore 10:30 Il Ftse Mib aumenta sopra 39.600 con Leonardo. La Germania eroga altri 3 miliardi all’Ucraina
- Ore 09:05 Il Ftse Mib si mantiene grazie a Mps e Leonardo. Il rendimento del Treasury a 10 anni al 4,2% in attesa della Fed
- Ore 07:50 Mercati europei previsti poco mossi. Focus sulla Fed
Il Ftse Mib accelera nella fase finale della sessione e chiude a 39.716 punti (+0,45%), toccando il livello più alto dal 2007. Tra le principali aziende quotate, Tenaris si distingue con un +2,7%, seguita da Mps con un +2,5%. Negli ultimi trenta giorni, la banca di Siena ha visto una crescita del 20%, riducendo notevolmente lo sconto precedentemente applicato all’offerta pubblica di scambio (ops) su Mediobanca, che ha registrato un incremento del 5,4% nello stesso periodo. Dopo l’annuncio dell’ops il 24 gennaio, lo sconto era arrivato fino al 15%. Chiudono il gruppo Campari (-1,9%), Iveco (-1,2%) e Inwit (-1,1%). Lo spread si attesta a 111 punti.
Anche le altre borse europee chiudono in positivo, eccetto Francoforte (-0,4%) e Londra, che rimane piatta. A Wall Street, i principali indici segnano un netto rialzo (+1% il Nasdaq, +0,8% l’S&P 500 e +0,6% il Dow Jones) in attesa della conferenza stampa del presidente della Federal Reserve, Jerome Powell. Gli analisti prevedono che la Fed mantenga i tassi di interesse stabili tra il 4,25% e il 4,5%, ma sono in attesa di indicazioni sul futuro orientamento della banca centrale americana dopo i recenti segnali di rallentamento.
Ore 15:40 Ftse Mib sopra i 39.500 punti. In calo solo Francoforte
Il Ftse Mib supera i 39.500 punti, registrando 39.588 (+0,14%) alle 15:40. Si mette in evidenza Tenaris, con un guadagno del 2,2%, affiancata da Mps (+1,9%) ed Eni (+1,3%). In ribasso Unicredit (-0,6%) dopo le dichiarazioni dell’amministratore delegato, Andrea Orcel, che ha raffreddato le aspettative su un possibile rilancio dell’offerta su Banco Bpm (-0,2%). Chiude negativamente anche Campari (-2,3%).
Le altre borse europee mostrano risultati misti. Francoforte perde lo 0,7%, mentre Londra è stabile e Parigi guadagna lo 0,5%. Negli Stati Uniti, i mercati registrano un rialzo dello 0,5% circa.
Ore 14:50 Wall Street parte in rialzo. Ftse Mib sotto 39.500
Nonostante un avvio positivo a Wall Street (+0,32% sia per il Nasdaq sia per il Dow Jones), l’indice Ftse Mib a Milano si mantiene sotto i 39.500 punti (-0,11% alle 14:50, influenzato da Campari, Iveco, Leonardo e Amplifon). Lo spread Btp/Bund è stabile a 111,7 punti base. Luis de Guindos, vicepresidente della BCE, sottolinea che l’incertezza globale rende impossibile per Francoforte prevedere anticipatamente l’andamento dei tassi di interesse. “La situazione attuale è caratterizzata da un’elevata incertezza”, ha affermato, aggiungendo che “le decisioni verranno prese riunione dopo riunione in base ai dati disponibili, senza un percorso prefissato per i prossimi mesi”.
Ore 14:20 Il Ftse Mib scende con Campari e Stm. Il Brent regge sopra i 70 dollari
L’indice Ftse Mib scende leggermente sotto la parità a 39.507 punti (-0,07%) con Campari e alcune banche come Banco Bpm e Unicredit, nonché Stellantis e Stm in territorio negativo. Il 3 aprile è previsto un incontro su Stmicroelectronics, riguardante la situazione e le prospettive industriali del gruppo, in accordo con il ministro dell’Economia, Giancarlo Giorgetti. “L’incontro a Catania del 28 marzo è una tappa di questo percorso”, ha precisato il ministro Adolfo Urso.
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I prezzi del petrolio tendono al rialzo con il future sul Brent a 70,78 dollari al barile (+0,17%). La Russia ha accettato la proposta del presidente USA Donald Trump di sospendere temporaneamente i reciproci attacchi sulle infrastrutture energetiche tra Mosca e Kiev, mossa che potrebbe eventualmente favorire il ritorno del petrolio russo sui mercati globali.
Ore 13:10 Ftse Mib sulla parità ma sopra 39.500. Lo spread scende a 111
Con i futures statunitensi in leggero rialzo, l’indice Ftse Mib oscilla attorno a quota 39.571 punti (+0,09%, ancora sui massimi del 2007 alle 13:10), frenato da Campari (-2,2%) e da Amplifon (-1,44%), ma sostenuto da Mps (+2,8%) e da Mediobanca (+1,5%). Lo spread Btp/Bund cala a 111,3 punti base. L’euro perde lo 0,26% a 1,091 rispetto al dollaro dopo i dati macro USA che hanno mostrato un forte calo delle domande di mutui negli Stati Uniti. Nella settimana al 14 marzo 2025, l’indice che misura il volume delle domande di mutuo ipotecario ha registrato un -6,2% dopo l’incremento dell’11,2% della settimana precedente. I tassi sui mutui trentennali sono aumentati al 6,72% dal 6,67% precedente.
La due giorni del Fomc termina oggi, gli economisti si aspettano tassi invariati. Secondo Jeffrey Cleveland, Chief Economist di Payden & Rygel, la Fed manterrà il suo approccio cauto. “Nonostante le recenti rilevazioni di febbraio mostrino un rallentamento dell’inflazione core (+0,2%) rispetto al dato eccezionalmente elevato di gennaio (+0,4%), sarà necessario un trend di questo tipo per alcuni mesi prima che i policymaker possano essere certi dei miglioramenti. Anche la lettura preliminare dell’indice sulla fiducia redatto mensilmente dall’Università del Michigan segnala un aumento delle aspettative di inflazione da parte dei consumatori statunitensi che, pur avendo scarso potere predittivo rispetto all’inflazione effettiva, potrebbe contribuire a mantenere una politica significativamente restrittiva ancora per qualche tempo”, conclude Cleveland.
Ore 11:30 Ftse Mib positivo con Mps. L’euro scende sotto 1,09 dollari
Le borse europee mostrano un andamento contrastato con Milano in rialzo dello 0,36% a 39.676 punti con Mps (+2,96%), Banca Mediolanum (+1,04%) e Mediobanca (+1,76%) tra le più performanti. L’euro scende sotto 1,090 dollari (-0,44% a 1,089) dopo che il tasso di inflazione annuale dell’Eurozona è sceso al 2,3% a febbraio dal 2,5% di gennaio, secondo i dati definitivi di Eurostat. Il dato è stato rivisto al ribasso rispetto alla stima preliminare di 2,4% a causa di una revisione in Germania. L’inflazione annuale nell’intera Unione Europea si è attestata al 2,7% a febbraio. La più bassa è stata registrata in Francia (0,9%), Irlanda (1,4%) e Finlandia (1,5%). La più alta in Ungheria (5,7%), Romania (5,2%) ed Estonia (5,1%). Si attenuano i timori che le pressioni inflazionistiche possano impedire ulteriori tagli dei tassi di interesse da parte della BCE. Lo spread Btp/Bund si conferma a 114,3 punti base.
Ore 10:30 Il Ftse Mib sale sopra 39.600 con Leonardo. La Germania sblocca altri 3 miliardi all’Ucraina
L’indice Ftse Mib si rafforza, segnando un aumento dello 0,34% a 39.667 punti alle 10:30 grazie al contributo di Mps, Leonardo e Saipem. Al contrario, il Dax di Francoforte registra un calo dello 0,46% con il governo tedesco che ha deciso di erogare altri 3 miliardi di euro di aiuti militari all’Ucraina. Il ministro delle Finanze, Joerg Kukies, ha informato la commissione parlamentare di Bilancio di questa decisione, secondo una bozza di documento del ministero visionata da Reuters. Questa mossa rappresenta una svolta rispetto alla precedente politica del cancelliere uscente, Olaf Scholz, che aveva bloccato ulteriori aiuti. Il 18 marzo il presidente russo, Vladimir Putin, ha rifiutato di approvare un cessate il fuoco di 30 giorni che l’omologo americano, Donald Trump, sperava fosse il primo passo verso un accordo di pace permanente. Il rendimento del Bund a 10 anni scende al 2,78% mentre lo spread con il Btp sale a 114,3 punti base.
Ore 09:05 Il Ftse Mib regge grazie a Mps e Leonardo. Il Treasury a 10 anni al 4,2% in attesa della Fed
Le borse europee registrano un calo all’avvio della sessione. Il Dax perde lo 0,60%, il Cac40 lo 0,14%, il Ftse100 lo 0,46%, mentre il Ftse Mib tiene, con un calo solo dello 0,07% a 39.507 punti. Il Segretario al Tesoro USA, Scott Bessent, ha ribadito il 18 marzo che l’amministrazione Trump comunicherà il 2 aprile ai Paesi partner commerciali nuove tariffe reciproche, indicando tuttavia che potrebbe esserci un periodo di negoziazione prima dell’inizio della riscossione dei dazi.
Il Treasury a 10 anni al 4,2% in attesa della Fed
Si prevede che la Fed mantenga i tassi nella fascia 4,25%-4,50%, ma pubblicherà anche nuove proiezioni economiche che offriranno un’indicazione su come l’amministrazione Trump prevede di influenzare l’espansione economica, l’inflazione e la disoccupazione, e come di conseguenza potrebbero dover cambiare i tassi di interesse.
A Milano in rialzo Mps, Leonardo. In calo Tim, Stm e De Nora
Sul listino milanese Tim registra un calo dello 0,31% a 0,2908 euro. Tra le banche, Banco Bpm è stabile a 10,215 euro. L’ad, Giuseppe Castagna, ha affermato che l’istituto non ha un atteggiamento difensivo rispetto all’ops lanciata da Unicredit, ma è convinto che il vero valore della banca sia superiore all’offerta. Castagna ha ribadito di essere sicuro del via libera della BCE al danish compromise in relazione all’acquisizione di Anima (-0,14% a 6,97 euro).
- Leggi anche: Banco Bpm, inizia l’opa su Anima. Prezzo delle azioni vicino all’offerta: ecco cosa devono sapere i risparmiatori
Quanto all’ops di Mps (+2,49% a 7,82 euro) «non è positiva per Mediobanca, né per i suoi azionisti», secondo il ceo, Alberto Nagel, che ha nuovamente criticato l’operazione della banca senese partecipata dal Tesoro. Deutsche Bank ha alzato il rating sull’azione Mps da hold a buy e il target price da 7,5 a 8,6 euro. Nel caso di Recordati (stabile a 53,45 euro) ha alzato la raccomandazione da sell a hold (target price a 52 euro).
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Da tenere d’occhio anche Stm, che perde l’1,55% a 23,11 euro dopo che Jensen Huang, ceo di Nvidia, intervenendo alla conferenza annuale a San Jose in California, ha difeso il primato dell’azienda nella vendita di costosi chip di AI ai clienti, che è stato di recente messo in discussione dagli investitori dopo che la cinese DeepSeek ha realizzato un chatbot competitivo. Tuttavia, la presentazione non è riuscita a rassicurare gli investitori. Il titolo Nvidia è sceso del 3,4%.
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Rialzo marginale (+0,11% a 7,084 euro) per Enel. La società di energie rinnovabili di Abu Dhabi, Masdar, sarebbe vicina a firmare un accordo da 200 milioni di dollari per una quota del 49,9% in un portafoglio solare gestito dalla società di servizi spagnola
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Giornalista esperto, Alessandro Bianchi guida il lettore nell’attualità italiana e internazionale con passione e precisione. Il suo approccio didattico rende l’informazione accessibile a tutti.