Borse esplodono: Ftse Mib vola +1%, trascinato da Mps, Bper e Tenaris!

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Tra le principali aziende in calo troviamo Campari, Lottomatica e Amplifon. Spread a 78 punti. Diminuisce il valore dell’oro, aumenta quello del rame | IL VIDEO | E se scoppia una bolla AI nei mercati? Ecco come salvaguardare gli investimenti

  • Ore 15:40 Oro in ribasso
  • Ore 14:40 Ftse Mib cresce dell’1,05% raggiungendo i 42.932 punti
  • Ore 12:50 Ftse Mib supera i 42.800 punti con Mps. L’euro si rafforza, ma l’incontro della Bce del 30 ottobre non porterà novità
  • Ore 11:30 Ftse Mib oltre i 42.700 punti con Poste, Federico Freni: per ora nessuna vendita di quote Mef
  • Ore 10:20 Ftse Mib in aumento con Mps e Unipol, l’euro si fortifica: l’indice Ifo a ottobre supera le attese
  • Ore 09:05 Milano supera Parigi dopo Moody’s, il rendimento dei titoli di stato francesi a 10 anni tocca il 3,4%
  • Ore 07:25 Aspettative positive in Europa con avanzamenti nei negoziati commerciali tra USA e Cina e in vista di un taglio dei tassi della Fed

Il Ftse Mib chiude a 42.911 punti in aumento dell’1%. Emergono Mps con un +3,2%, seguita da Bper con +2,8% e Tenaris con +2,7%.

In calo troviamo Campari con una perdita del 2%, Lottomatica scende dell’1,4% e anche Amplifon registra una perdita dell’1,37%.

Lo spread si posiziona a 78 punti, il cambio euro/dollaro è a 1,16.

Anche gli altri principali indici europei chiudono in positivo.

Nel settore delle materie prime, l’oro registra una flessione, influenzato anche dall’accordo tra Stati Uniti e Cina che allontana il rischio di ulteriori aumenti dei tassi. Il metallo prezioso si attesta intorno ai 3.993 dollari l’oncia.

Il prezzo del rame è in aumento, quotato al London Metal Exchange a 10.962,50 dollari a tonnellata, raggiungendo intraday gli 11.065,50 dollari.

Ore 15:40 Oro in ribasso

Dopo un avvio positivo a Wall Street, che beneficia dell’accordo tra Stati Uniti e Cina per evitare nuovi dazi, il Ftse Mib segna un +1%.

Tra le società principali emergono le banche, con Mps in rialzo del 4% e Bper al 2,5%. Bene anche Unipol e Unicredit (+2,3%), nonostante le indagini del consiglio di sorveglianza di Commerzbank per verificare se il suo ex CEO, Manfred Knof, abbia violato i suoi doveri incontrando Andrea Orcel, CEO di Piazza Gae Aulenti, senza comunicarlo.

Tra i titoli in calo troviamo Campari (-1,9%), Lottomatica e Recordati (-1,21%).

Lo spread sale a 78 punti, il cambio euro/dollaro è a 1,163.

Si attendono le riunioni della Fed e della Bce dal 28 al 30 ottobre per definire i prossimi passi della loro politica monetaria. Michele Sansone, country manager di iBanFirst Italia, commenta: «Ci aspettiamo altri due tagli (della Fed, ndr.) nei prossimi sei mesi, che porterebbero il tasso di riferimento al 3,75%, contro il 3,50% previsto dal mercato dei futures, a causa del persistente rischio inflazionistico».

«Una correzione dei dati per gli effetti del blocco del governo (shutdown) dovrebbe mostrare un rimbalzo dell’inflazione nel quarto trimestre, spingendo la Fed a mantenere un atteggiamento cauto».

Grazie alla tregua tra Washington e Pechino, l’oro scende sotto i 4.000 dollari l’oncia a 3.988 dollari.

Ore 14:40 Ftse Mib +1,05% a 42.932 punti

In assenza di dati macro USA e in attesa dell’esito della riunione della Fed prevista per mercoledì 29 ottobre (il mercato prevede un taglio dei tassi di 25 punti base), i futures americani registrano rialzi (+0,6% quello sul Dow Jones e +0,86% quello sull’S&P500) dopo l’accordo tra Stati Uniti e Cina per sospendere i dazi al 100% e le restrizioni alle esportazioni.

Commerzbank indaga sull’incontro tra l’ex CEO e Orcel

Sul listino milanese (indice Ftse Mib +1,05% a 42.932 punti alle 14:40) Unicredit sale del 2,58%. Il consiglio di sorveglianza di Commerzbank sta indagando per capire se il suo ex CEO, Manfred Knof, abbia violato i suoi doveri incontrando l’amministratore delegato di Piazza Gae Aulenti, Andrea Orcel, a settembre del 2024 senza riferirlo, come riportato dal quotidiano Handelsblatt. Mps e Unipol si confermano i migliori con un +4,14% e un +2,59%. Note negative per Terna, Ferrari, Lottomatica, Amplifon e Campari.

Attenzione alle scadenze lunghe nel mercato obbligazionario

Sul mercato obbligazionario il rendimento del Btp a 10 anni scende al 3,40% con lo spread rispetto al Bund stabile a 77,6 punti base. In questo periodo gli investitori richiedono un premio maggiore per detenere titoli di Stato a medio termine, sottolinea Francesco Megna, responsabile commerciale in banca.

Le preoccupazioni sulla spesa pubblica, prevista in aumento per sostenere le spese per la difesa e le infrastrutture nell’area euro, spingono i mercati a richiedere un premio al rischio più elevato che, di conseguenza, intensifica ancor più l’inasprimento della curva. «Il mercato obbligazionario dell’Eurozona potrebbe subire ripercussioni anche dalle preoccupazioni sulla sostenibilità del debito pubblico americano che potrebbe tradursi in un’impennata dei tassi sulle lunghe scadenze», avverte Megna.

Un altro campanello d’allarme arriva dalla riforma dei fondi pensione olandesi perché tra tre anni il reddito fisso non sarà più determinante nella formazione dell’asset allocation. Le nuove regole non prevedono più per gli assicurati la garanzia di un determinato importo mensile a fronte di un certo versamento ma la contribuzione sarà proporzionata ai contributi versati.

Si prevede che nei prossimi anni i fondi pensione venderanno bond governativi a lunga scadenza per oltre 100 miliardi di euro con marcate pressioni sui rendimenti. «Nonostante le turbolenze francesi e la volatilità del comparto obbligazionario i titoli di Stato italiani mostrano una discreta resilienza tanto è vero che lo spread tra il nostro decennale e quello tedesco è sceso ai minimi degli ultimi 10 anni», prosegue Megna, concludendo che «le curve dei tassi in forte pendenza rendono l’investimento obbligazionario più allettante rispetto alla liquidità, mentre la correlazione negativa tra bond ed equity favorisce un’allocazione di asset diversificata».

Ore 12:50 Ftse Mib sopra 42.800 con Mps

Mentre i mercati europei scambiano poco sotto la parità, Milano sovraperforma con un +0,74% a 42.802 punti alle 12:50 grazie alle banche con Mps (+3,4%) sempre in testa e a Unipol (+2,38%). Per mantenere i conti in ordine, «occorrono delle risorse e le abbiamo chieste a chi, grazie a questa politica, ha avuto dei grandi benefici: se cresce lo spread, se sale il rating dell’Italia, se le banche hanno potuto approfittare dei 200 miliardi messi a disposizione dal governo Conte per rinegoziare con la garanzia dello Stato prestiti che avevano già erogato, o dei crediti del superbonus, sempre grazie a Giuseppe Conte, è giusto che quelle stesse banche ci diano una mano a continuare in una politica così profittevole», ha affermato la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, a Carlo Messina, CEO di Intesa Sanpaolo nel nuovo libro di Bruno Vespa «Finimondo».

Se su 44 miliardi di profitti nel 2025 «ce ne mettono a disposizione circa cinque per aiutare le fasce più deboli della società, credo che possiamo essere soddisfatti e che in fin dei conti possano esserlo anche loro», ha aggiunto la Meloni.

L’euro accelera al rialzo (+0,23% a 1,1638 dollari) nella settimana della Fed (mercoledì 29 ottobre la riunione). «Ci si attende un unanime taglio dei tassi di interesse, ma permane una notevole incertezza sulla traiettoria futura della politica monetaria. L’inflazione resta nettamente al di sopra degli obiettivi e, a causa dello shutdown del governo federale, i dati disponibili sullo stato dell’economia sono scarsi», sottolinea il team di Ebury.

La riunione della Bce seguirà giovedì 30 ottobre, con i tassi di interesse che dovrebbero rimanere invariati. L’indice di inflazione flash dell’Eurozona per ottobre, in pubblicazione venerdì, chiuderà la settimana di negoziazione.

«Prevediamo che la riunione di questa settimana della Bce sia un non-evento, con la presidente Lagarde che segnalerà una limitata propensione a ulteriori allentamenti. Il miglioramento degli indici Pmi è stato particolarmente evidente nel settore dei servizi tedesco, forse un segnale preliminare che gli effetti dello stimolo fiscale stanno iniziando a manifestarsi. Sia i dati Pmi che la posizione della Bce dovrebbero fornire un modesto supporto all’euro fino alla fine dell’anno», prevede il team di Ebury per il quale le prospettive per il 2026 rimangono incerte, specialmente data la quasi totale assenza di dati economici affidabili durante lo shutdown governativo negli Stati Uniti. «Riteniamo che la traiettoria per il dollaro nel medio termine sia ancora orientata al ribasso», conclude il team di Ebury.

Ore 11:30 Ftse Mib sopra 42.700 anche con Poste, Federico Freni: per ora nessuna vendita quote Mef

Piazza Affari resta la migliore in Europa. L’indice Ftse Mib sale dello 0,63% a 42.754 punti alle 11:25 grazie alla spinta delle banche (spread Btp/Bund in calo a 77,5 punti base in scia ai progressi nella guerra dei dazi tra Usa e Cina) con Mps (+3,36%) in testa, seguita da Unicredit (+1,5%) e Unipol (+2,35%).

Non è da meno Poste Italiane con un +1,67% dopo che l’AD, Matteo Del Fante, ha detto in merito a una possibile nuova offerta pubblica di vendita da parte del Mef che «se ne era parlato, però l’azionista non ci ha dato indicazioni recenti ulteriori». Parallelamente il sottosegretario all’Economia, Federico Freni, ha smentito questa possibilità, almeno per adesso: «ipotesi vendita quote? Per ora no», ha dichiarato Freni.

Ore 10:20 Il Ftse Mib sale con Mps e Unipol, l’euro si rafforza

Borse europee contrastate. Parigi (dopo il taglio dell’outlook da parte di Moody’s) e Londra restano in rosso con un -0,16% e un -0,08% alle 10:20, rispettivamente, invece Milano sale dello 0,49% a 42.692 punti alle 10:20 grazie alla forza di Mps (+3,32%), Bper (+1,2%), Unipol (+2%) e Prysmian (+1,27%) e Francoforte dello 0,12% dopo che il morale delle imprese tedesche è aumentato a ottobre, in base a un sondaggio condotto dall’istituto Ifo. L’indice del clima aziendale è salito a 88,4 a ottobre da 87,7 a settembre. Gli economisti avevano previsto una lettura a 88,1.

Mentre è rallentata meno delle attese la crescita della massa monetaria M3 nell’Eurozona a settembre. La variazione annualizzata dell’aggregato M3 si è attestata al 2,8% dal 2,9% del mese precedente, leggermente superiore al 2,7% delle previsioni degli economisti. Dopo questi dati macro e nella settimana della Fed l’euro accelera al rialzo (+0,18% a 1,1633 dollari).

Ore 09:05 Milano meglio di Parigi dopo Moody’s, il rendimento degli Oat 10 anni sale al 3,4%

Borse europee caute all’inizio della sessione. Francoforte sale dello 0,37%, Parigi scende dello 0,08%, Londra è stabile e Milano è la migliore con un avanzamento dello 0,43% a 42.667 punti, in attesa giovedì 30 ottobre dell’incontro tra il presidente USA Trump e l’omologo cinese Xi.

La Cina evita i dazi USA del 100%

In vista del primo novembre, quando dovrebbero entrare in vigore i nuovi dazi annunciati da Washington nei confronti della Cina, il segretario del Tesoro USA Bessent ha anticipato che le due potenze hanno raggiunto un accordo quadro per evitare tariffe del 100%. Pechino, ha aggiunto Bessent, si impegnerà per diversi anni ad acquistare la soia USA e rinvierà di un anno il regime di licenze per le terre rare. Oggi 27 ottobre Trump sarà in Giappone dove incontrerà l’imperatore e la nuova premier Takaichi con la quale parlerà di commercio e difesa.

Il petrolio sale: la Russia testa con successo il missile da crociera Burevestnik

Il prezzo del Brent continua a salire (futures +0,15% a 65,30 dollari al barile) in scia alla notizia che

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