Il premier francese Bayrou potrebbe dimettersi se la manovra verrà respinta. Possibile crescita della volatilità in vista della valutazione di Fitch sulla Francia il 12 settembre. Francesco Maria Di Bella di Unicredit identifica opportunità nei titoli di Stato, in particolare nei Btp
Il 8 settembre, la Francia voterà sulla proposta di bilancio del Primo Ministro Bayrou, che include tagli per 44 miliardi di euro. Questa votazione è cruciale: una bocciatura porterebbe alle dimissioni di Bayrou e potrebbe scatenare immediate ripercussioni sui mercati, aumentando la volatilità e creando nuove opportunità per gli investitori.
Differenza tra Oat e Btp di 7 punti base
Christine Lagarde, Presidente della BCE, ha riconosciuto che la situazione di Parigi non necessita attualmente di interventi da parte del FMI, ma ha espresso preoccupazione per la possibile caduta di un governo nell’area euro. In un’intervista a Radio Classique, Lagarde ha ribadito l’importanza della disciplina fiscale in Francia e ha notato che la situazione di bilancio in Italia è migliorata, avvicinandosi all’obiettivo del 3% di deficit. Ha suggerito che la Francia dovrebbe prendere esempio dall’Italia. Il rendimento dei titoli di Stato francesi (Oat) a 10 anni ha raggiunto il 3,53%, vicino ai massimi di marzo, con lo spread rispetto al Bund tedesco a 79 punti base, mentre quello dei Btp italiani a 10 anni è al 3,6%, il massimo dal 23 maggio, con uno spread rispetto alla Germania di 89 punti base. Di conseguenza, lo spread tra i titoli francesi e quelli italiani è attualmente di 7 punti base.
«La reazione del mercato all’annuncio del voto di fiducia richiesto da Bayrou in Francia è stata simile agli eventi di giugno e novembre scorso: i titoli governativi francesi sono stati i più colpiti, mentre l’effetto sul debito corporate e bancario è stato meno marcato. Sul fronte valutario, l’euro ha perso circa l’1%», ha commentato John Taylor, responsabile del reddito fisso europeo di AllianceBernstein.
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Un rifiuto del governo Bayrou è lo scenario più probabile
Secondo Taylor, è molto probabile che il governo Bayrou venga bocciato, il che costringerebbe il presidente Macron a scegliere tra tre opzioni principali: nominare un nuovo governo incaricato di approvare il bilancio, indire nuove elezioni parlamentari anticipate oppure dimettersi, quest’ultima un’opzione estrema e poco probabile che rappresenterebbe lo scenario peggiore per gli asset francesi. Inoltre, due giorni dopo il voto sono previste manifestazioni di protesta e uno sciopero nazionale che potrebbero causare ulteriori turbolenze. In aggiunta, sono attesi aggiornamenti dalle agenzie di rating, inclusa Fitch il 12 settembre, che potrebbe abbassare il rating della Francia, aumentando la possibilità di un declassamento a A.
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Settembre è anche il mese che tradizionalmente vede un aumento dell’offerta di titoli sovrani, un fattore che storicamente influisce sugli spread europei, in un contesto di quantitative tightening che esige dal mercato una maggiore capacità di assorbire nuove emissioni. «Nei prossimi giorni ci aspettiamo che la volatilità continui, soprattutto nel breve termine, anche se dovrebbe rimanere confinata agli asset francesi, senza ripercussioni significative sull’euro», ha precisato Taylor, non interpretando queste fasi come una fuga dal debito francese, ma piuttosto come potenziali opportunità di ingresso, specialmente se le valutazioni sul debito sovrano francese dovessero diventare più interessanti.
Unicredit non esclude uno spread Btp-Oat in territorio negativo
«Intrappolati tra instabilità politica e fondamentali deboli, i titoli di Stato francesi hanno sottoperformato rispetto ai loro pari negli ultimi mesi. Un’eventuale annuncio di elezioni anticipate, che potrebbe verificarsi se il premier Bayrou perdesse il prossimo voto di fiducia, eserciterebbe ulteriore pressione sul debito francese, spingendo probabilmente lo spread 10 anni Btp-Oat in territorio negativo», ha avvertito Francesco Maria Di Bella, stratega FI di Unicredit.
Con Bayrou destinato a perdere il voto di fiducia, la situazione politica in Francia dovrebbe rimanere molto fluida dopo l’8 settembre, mantenendo probabilmente gli Oat volatili nelle prossime settimane, continua l’esperto di Unicredit, ricordando che gli investitori sono diventati più cauti verso i titoli di Stato francesi dopo che il presidente, Emmanuel Macron, ha convocato elezioni anticipate a giugno 2024.
Da allora lo spread Oat-Bund è rimasto costantemente sopra i 60 punti base. Una cautela che ha incrementato la domanda di titoli di Stato italiani, che beneficiano di fondamentali in miglioramento e di una situazione politica più stabile rispetto alla Francia. I Btp hanno recuperato parte del divario con gli Oat sulle scadenze più brevi (il 2 anni italiano rende il 2,24% e il 2 anni francese il 2,070%), mentre restano leggermente più economici a 10 anni.
Cosa succederebbe con un nuovo governo
Se Bayrou dovesse perdere la fiducia, come si aspetta l’esperto di Unicredit, gli Oat probabilmente resterebbero sotto la pressione delle vendite. Tuttavia, l’impatto sarà probabilmente contenuto, poiché questo esito è ampiamente atteso e gli investitori probabilmente attenderanno le mosse di Macron. «Se il presidente riuscisse a formare un nuovo governo capace di ottenere una maggioranza per approvare il bilancio, cosa improbabile dopo due tentativi falliti, gli Oat recupererebbero parte del terreno rispetto agli altri titoli governativi europei, e lo spread 10 anni Oat-Bund probabilmente si restringerebbe sotto i 75 punti base», prevede Francesco Maria Di Bella.
E con elezioni anticipate
Al contrario, se Macron dovesse indire elezioni anticipate, gli Oat verrebbero venduti, poiché nuove elezioni senza cambiamenti legislativi (ad esempio l’introduzione di un sistema proporzionale) porterebbero probabilmente a un parlamento diviso, con i partiti di estrema destra destinati a ottenere la maggior parte dei voti. In tale scenario, lo spread 10 anni Oat-Bund supererebbe probabilmente i 90 punti base e lo spread 10 anni Btp-Oat diventerebbe probabilmente negativo.
Naturalmente, una vendita di Oat favorirebbe la domanda di titoli di Stato tedeschi, causando probabilmente un ampliamento degli spread dei titoli di Stato europei rispetto ai Bund. Come avvenuto in passato durante altri episodi di vendite sugli Oat, «potrebbero emergere acquisti opportunistici di titoli di Stato francesi, soprattutto da parte degli investitori domestici, limitando le vendite. Tuttavia, una crisi politica prolungata potrebbe ulteriormente erodere l’appetito degli investitori per i titoli di Stato francesi», aggiunge lo strategist di Unicredit.
La Francia vende in asta il nuovo Oat 10 anni
Questa settimana l’attività di emissioni di titoli di Stato dovrebbe essere in linea con quella delle ultime due settimane, poiché Francia, Spagna, Germania e con ogni probabilità il Belgio venderanno obbligazioni per 22 miliardi di euro. L’attività sul mercato primario sarà distribuita lungo tutta la curva e includerà anche obbligazioni indicizzate all’inflazione dalla Spagna.
La Francia venderà il nuovo Oat 3,5% novembre 2025. L’offerta netta sarà nuovamente positiva a settembre a causa della mancanza di rimborsi. I coupon dall’Italia ammontano a 8 miliardi di euro. L’offerta di titoli di Stato europei ha totalizzato meno di 75 miliardi di euro ad agosto, il livello mensile più basso finora, in linea con il consueto andamento stagionale. È stata positiva poiché i rimborsi ammontavano a 45 miliardi di euro. Finora quest’anno, le agenzie del debito dell’Eurozona hanno venduto obbligazioni per 950 miliardi di euro, rappresentando oltre il 75% degli obiettivi di finanziamento previsti per il 2025. La durata media delle emissioni è stata di 9 anni ad agosto, inferiore a quella di luglio.
Più aste a settembre di titoli di Stato
In termini di nuovi benchmark, Finlandia e Austria hanno lanciato nuove obbligazioni a 7 anni via sindacato e la Germania un nuovo Bund a 7 anni tramite asta. «Ci aspettiamo che l’attività di emissione acceleri nuovamente a settembre, con i Paesi dell’Eurozona che dovrebbero vendere obbligazioni governative per circa 110 miliardi di euro. I rimborsi, principalmente da Germania e Italia, ammonteranno a 50 miliardi di euro.
Pertanto, l’offerta netta sarà nuovamente positiva. Per quanto riguarda i nuovi benchmark, oltre al prossimo nuovo Oat a 10 anni, i Paesi Bassi contano di emettere il nuovo Dsl gennaio 2056 tramite un’asta il prossimo 22 settembre. «Ci aspettiamo, inoltre, che l’Italia venda il nuovo Btp novembre 2032 e il nuovo Btp febbraio 2036 tramite asta. Inoltre, l’Italia potrebbe decidere di lanciare un’ultima operazione sindacata e/o un’obbligazione retail», conclude Francesco Maria Di Bella. (riproduzione riservata)
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Giornalista esperto, Alessandro Bianchi guida il lettore nell’attualità italiana e internazionale con passione e precisione. Il suo approccio didattico rende l’informazione accessibile a tutti.