Vaticano in Azione: Task Force Diplomatica per il Cruciale Vertice sull’Ucraina!

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Il compito affidato al Segretario di Stato Pietro Parolin. Ruolo meno evidente per il cardinale Zuppi


La Città del Vaticano sta organizzando una task force speciale per accogliere i dialoghi di pace tra Russia e Ucraina. La Santa Sede offrirà la sede per gli incontri, agendo come osservatore neutrale anziché mediatore.

Papa Leone ha richiamato l’attenzione sul bisogno di pace globale fin dal suo primo discorso come Pontefice. Di conseguenza, i diplomatici vaticani sono entrati in azione.

Sebbene i dettagli siano ancora da definire, sia il presidente ucraino Volodomyr Zelensky che quello americano Donald Trump sembrano favorevoli a svolgere i colloqui in Vaticano. Il presidente russo Vladimir Putin sembra meno incline, ma potrebbe essere persuaso dalla tradizione diplomatica della Santa Sede.

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Il team diplomatico vaticano

Il cardinale Pietro Parolin, Segretario di Stato, è una figura chiave nella diplomazia vaticana, essendo stato fidato da entrambe le parti nei suoi recenti viaggi in Russia e Ucraina sotto il pontificato di Papa Francesco.
Inoltre, il Vaticano si affiderà all’arcivescovo Paul Richard Gallagher, ministro degli Affari Esteri, che gode di stima in entrambi i paesi.

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Il monsignor lettone Antons Prikulis è l’ufficiale della Segreteria di Stato responsabile per l’Ucraina, succeduto a Monsignore Paul Butnaru, collegamento del cardinale Matteo Zuppi per missioni in Russia, Ucraina, Cina e Stati Uniti, trasferito di recente alla nunziatura in Canada.

Il ruolo del cardinale Zuppi non è ancora stato definito chiaramente. Anche se Leone XIV gli ha chiesto di continuare a occuparsi di questioni umanitarie, il suo ruolo sarà meno preminente, nonostante incontri recenti con Zelensky e il segretario di Stato USA Marco Rubio.

L’arcivescovo Visvaldas Kulbokas, nunzio a Kiev, che ha resistito in città durante i momenti più critici dell’aggressione russa e continua a inviare rapporti dettagliati, sarà sicuramente coinvolto nei colloqui. Altrettanto importante è l’opinione di Sviatoslav Shevchuk, arcivescovo maggiore della Chiesa greco-cattolica ucraina, sempre in prima linea dal conflitto.

La questione della sicurezza

Un aspetto cruciale sarà la sicurezza dell’eventuale incontro. Il comandante della Gendarmeria Vaticana, Gianluca Gauzzi Broccoletti, avrà un ruolo fondamentale. Il protocollo dell’incontro sarà gestito dall’ufficio della Segreteria di Stato, diretto dal monsignore venezuelano Javier Domingo Fernández González, che ha già organizzato un incontro tra Zelensky e Trump nella Basilica Vaticana il 26 aprile, in occasione del funerale di Papa Bergoglio. (riproduzione riservata)



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