Intermonte respinge l’opa lanciata da CVC e GBL su Recordati a 51,29 euro per azione, giudicandola insufficiente e sconsigliando l’adesione. La decisione riapre il dibattito sui diritti degli azionisti di minoranza e sul possibile delisting di una delle blue chip italiane dopo quattro decenni in Borsa.
Perché la scelta conta adesso
L’offerta arriva in un momento chiave: Recordati è quotata da oltre 40 anni e il titolo ha registrato una performance eccezionale nel lungo periodo. Una presa di controllo senza un premio rilevante metterebbe a rischio il valore riconosciuto dai piccoli investitori, mentre alcuni asset strategici della società — in particolare lo sviluppo di Isturisa e la partnership con Moderna — potrebbero non essere ancora valutati dal mercato.
I punti salienti dell’offerta
Di seguito i termini principali comunicati da Respighi BidCo, veicolo partecipato da CVC Fund IX e GBL:
| Prezzo offerto | 51,29 € per azione (ex dividendo); 52,00 € cum dividendo |
| Premio | Circa 12,9% sul prezzo del 25 marzo 2026 (46,06 €) |
| Azioni oggetto | 100% del capitale (209,1 milioni di azioni) |
| Soglia minima | 66,67% del capitale (rinunciabile) |
| Massimo esborso | Circa 10,7 miliardi di euro |
| Tempistica | Closing atteso nel quarto trimestre 2026, soggetto a autorizzazioni |
Dopo l’annuncio, i soggetti collegati all’operazione hanno incrementato la partecipazione sul mercato per portarla al 51,6% del capitale, acquistando un ulteriore 4,78% a prezzi non superiori all’offerta.
Cosa preoccupa gli analisti
Intermonte ritiene che il prezzo proposto non rifletta pienamente il potenziale di lungo periodo di Recordati. Gli analisti sottolineano che, per tutelare adeguatamente gli azionisti di minoranza in caso di delisting, sarebbe necessaria una valutazione significativamente più alta, allineata al loro target price di 71 euro.
Nel report si evidenzia anche incertezza sulle mosse dell’offerente se non verrà raggiunta la soglia del 67% del capitale: senza chiarezza sulle intenzioni, il rischio principale è un cambio di controllo attuato a un prezzo ritenuto non soddisfacente dai piccoli azionisti.
Tre scenari sul tavolo
- Partecipazione tra il 52% e il 66%. L’offerta non supererebbe la soglia minima: il controllo verrebbe consolidato ma Recordati resterebbe quotata. L’operazione potrebbe servire a riallocare partecipazioni tra fondi e a creare un supporto al valore del titolo nel breve termine.
- Rialzo contenuto e fusione per delisting. Un aumento moderato del prezzo (ipoticamente intorno ai 56 €) potrebbe non bastare a superare i due terzi, ma avvicinandosi a quella soglia l’offerente potrebbe procedere a una fusione finalizzata al delisting. Gli azionisti non aderenti si troverebbero a scegliere tra azioni non quotate o l’esercizio del diritto di recesso, il cui prezzo sarà calcolato più avanti.
- Rilancio significativo e squeeze-out. Per raggiungere oltre il 90% e attivare lo squeeze-out servirebbe un prezzo vicino ai 70 € per azione — cifra molto prossima al target fissato da Intermonte — scenario però considerato meno probabile senza un sostanziale aumento dell’offerta.
Gli analisti non escludono che l’obiettivo finale di alcuni fondi possa essere quello di acquisire il gruppo a una valutazione contenuta per poi ristrutturarlo o cederne singole divisioni, anziché vendere l’intero gruppo sul mercato.
Implicazioni per gli azionisti e prossime tappe
Per gli investitori retail la scelta ha conseguenze immediate: aderire all’opa significa accettare il prezzo ora proposto; rifiutare espone invece al rischio di trovarsi azionisti di una società privata o a dover ricorrere al recesso con un valore che verrà definito solo dopo il closing, atteso entro l’ultimo trimestre del 2026.
Nei prossimi mesi sarà cruciale seguire due elementi: gli eventuali rilanci dell’offerta da parte di Respighi e le valutazioni delle autorità competenti sulle condizioni dell’operazione. Restano aperti anche gli interrogativi sul peso che il potenziale di mercato di farmaci come Isturisa e sull’accordo con Moderna avranno nelle determinazioni di prezzo future.
In conclusione, il dibattito non riguarda soltanto il valore attuale delle azioni di Recordati, ma anche le tutele per gli investitori di minoranza e il futuro industriale di una società con una storia pluridecennale sul listino italiano.
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Giornalista esperto, Alessandro Bianchi guida il lettore nell’attualità italiana e internazionale con passione e precisione. Il suo approccio didattico rende l’informazione accessibile a tutti.