Delfin: eredi Del Vecchio decidono la strategia per il futuro della holding

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I rappresentanti della famiglia Del Vecchio si preparano a definire una data per un incontro che può decidere l’orientamento della cassaforte di controllo in due votazioni bancarie di rilievo. Sul tavolo non ci sono soltanto le scelte sulle offerte su istituti come Monte dei Paschi di Siena, ma anche la riorganizzazione della governance interna di Delfin, con ricadute immediate sui mercati e sulla gestione di EssilorLuxottica.

La prossima riunione degli eredi arriva in un momento cruciale: la posizione della holding lussemburghese può determinare l’esito di operazioni che coinvolgono più gruppi e, allo stesso tempo, la tensione tra i soci continua a pesare sulla strategia e sui dividendi.

Perché la riunione conta

La holding controllata dalla famiglia detiene una quota significativa di Monte dei Paschi di Siena e sarà chiamata a pronunciarsi in assemblea sui dossier aperti, tra cui le offerte relative a BancoBPM e Banca Generali. La scelta degli otto eredi potrebbe quindi inclinare il risultato delle votazioni e condizionare le manovre di grandi istituti finanziari.

Documenti di assemblea e schede di voto su un tavolo, simbolo della decisione su Mps
La holding dovrà pronunciarsi sulle offerte e votare in assemblea.

Oltre alle operazioni esterne, al centro della decisione c’è il tema della governance di Delfin, fonte di un conflitto familiare che dura da anni e che ha bloccato la distribuzione degli utili e la piena attuazione dell’eredità di Leonardo Del Vecchio.

Chi decide: gli eredi e il nodo governance

Tra i soggetti coinvolti ci sono i sei figli nati da madri diverse, la vedova Nicoletta Zampillo e Rocco Basilico, anch’egli beneficiario di parte dell’asse ereditario. I contrasti interni riguardano sia le nomine nel capitale che la strategia per l’utilizzo dei flussi finanziari della cassaforte.

Secondo fonti vicine al dossier, l’incontro potrebbe svolgersi verso la fine di settembre; preparerà i voti per l’assemblea di Mps e per quella del 29 ottobre, quando i soci dovranno esprimersi sulle offerte che interessano due istituti bancari.

  • Data probabile del vertice: fine settembre
  • Assemblea Mps: prossimi appuntamenti decisivi per le offerte sul tavolo
  • Assemblea del 29 ottobre: voto su offerte su BancoBPM e Banca Generali
  • Questione interna: governance di Delfin e blocco dei dividendi

La pressione sul titolo di EssilorLuxottica

Nelle ultime sedute il titolo di EssilorLuxottica ha recuperato nuovamente terreno ma nella giornata di ieri è tornato a scendere, riportandosi sotto la soglia di riferimento che aveva alla morte del fondatore. La caduta si inserisce in un trend negativo prolungato, nonostante iniziative come il recente programma di riacquisto di azioni e risultati trimestrali che mostrano numeri in crescita.

Schermate di borsa con grafico in discesa e prezzo delle azioni
Il titolo di EssilorLuxottica mostra un trend negativo nonostante il buyback.

In termini pratici, il gruppo ha lanciato un buyback su alcuni milioni di azioni circa venti giorni fa; malgrado ciò, il prezzo non ha invertito il calo che negli ultimi dodici mesi ha intaccato una fetta consistente della capitalizzazione di mercato.

Numeri chiave e implicazioni

  • Prezzo attuale (ultima seduta riportata): circa 141,4 euro per azione
  • Soglia simbolica di riferimento alla scomparsa del fondatore: 143 euro
  • Massimo storico (novembre scorso): 323,8 euro
  • Perdita dalla punta: quasi il 56% (oltre 80 miliardi di capitalizzazione evaporata rispetto ai massimi)
  • Market cap attuale stimata: circa 67,3 miliardi

Il calo ha un impatto diretto sul valore dell’eredita e sulla percezione degli investitori rispetto alla direzione strategica disegnata dall’amministrazione attuale, guidata da Francesco Milleri. Le tensioni pubbliche tra alcuni membri della famiglia e i vertici aziendali alimentano incertezza e volatilità.

In queste settimane un esponente del nucleo familiare ha più volte attaccato il management, suggerendo che una riappacificazione sarebbe possibile solo a fronte di un forte recupero del titolo: una condizione che collega direttamente le dinamiche personali al rendimento del titolo in Borsa.

Per gli osservatori finanziari la partita resta aperta su due fronti: le decisioni che usciranno dalla futura riunione degli eredi e l’evoluzione del titolo sul mercato, con entrambe le variabili destinate a influenzare assetti societari e rapporti di forza nei grandi advisories bancari italiani.

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