Dopo l’assemblea di aprile, la sgr dell’ente ha venduto la sua partecipazione e con la plusvalenza ottenuta ha incrementato la sua quota in Mediobanca al 2,52%. Parteciperà all’OPS di Siena solo in caso di offerta migliorativa
Dopo l’aggiornamento della governance con l’elezione di un nuovo consiglio di amministrazione e della presidente (Patrizia De Luise), la Fondazione Enasarco ha riorganizzato le sue partecipazioni finanziarie attraverso Miria Group, una sgr con sede in Lussemburgo (precedentemente conosciuta come Gwm) acquisita alla fine del 2023 dalla cassa di previdenza degli agenti di commercio per gestire direttamente una parte del suo patrimonio di 9,5 miliardi di euro.
Come riportato da MF-Milano Finanza, il fondo Miria Growth Fund Sa Sicav Raif Itaca Multi Strategy, appartenente alla sgr Miria, ha venduto il suo 3,048% di Banca Montepaschi. Questa operazione è avvenuta subito dopo l’assemblea del Monte del 17 aprile, dove Rocca Salimbeni ha approvato un aumento di capitale per l’offerta pubblica di acquisto su Mediobanca prevista per il 14 luglio.
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La decisione di cedere
La vendita è stata notificata alla Banca d’Italia, BCE e alla banca senese stessa. Il motivo? Ha fatto scendere la partecipazione sotto la soglia significativa del 3%. Non è stata, invece, comunicata alla Consob poiché per la sgr vale l’articolo 119-bis del Regolamento Emittenti, che stabilisce una soglia rilevante Consob del 5%, in caso di partecipazioni detenute nell’ambito della gestione ordinaria.
Di conseguenza, la banca guidata da Luigi Lovaglio perde uno dei suoi azionisti più importanti dopo il Tesoro (11,7%), il gruppo Caltagirone (9,96%), la Delfin della famiglia Del Vecchio (9,86%), Banco Bpm (5%) e Anima (3,99%). La partecipazione era stata accumulata all’inizio dell’anno utilizzando parte della plusvalenza ottenuta dalla vendita di oltre la metà del pacchetto del 3% detenuto in Banco Bpm (ridotto all’1,39% attuale) e in Intesa Sanpaolo (quota ora azzerata).
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L’investimento strategico di Enasarco su Siena
L’interesse di Enasarco a investire in Rocca Salimbeni risale a prima di novembre 2023, quando il Tesoro offrì sul mercato il 25% di Mps nella prima fase della privatizzazione. Cogliendo il momento propizio dei bilanci bancari, Enasarco voleva sfruttare le potenzialità del titolo Mps e posizionarsi come partner strategico del governo, contribuendo alla creazione del terzo polo bancario italiano.
Tra le banche di dimensioni medie con forte presenza territoriale, Bpm e Mps erano le candidate principali. Tuttavia, sembra che dal Tesoro sia arrivato un segnale negativo per i possibili dubbi di Bruxelles sul passaggio di testimone. Un nuovo tentativo è previsto all’inizio del 2025, anche in considerazione dell’ingresso dei due nuovi azionisti Caltagirone e Delfin, che potrebbe avere ulteriori effetti positivi sul titolo nonostante le azioni fossero già ai massimi.
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Il passaggio a Mediobanca
Per quale motivo si è verificato il cambio di strategia da Siena a Piazzetta Cuccia? Come riportato da Milano Finanza e dal vicepresidente della cassa Giuseppe Capanna, la fondazione ha iniziato ad investire in Mediobanca tramite Miria, utilizzando i proventi delle vendite di azioni Bpm e Intesa nel 2025. Ulteriori acquisizioni sono state realizzate ad aprile con i ricavi della cessione di azioni Anima nell’ambito dell’ops.
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Giornalista esperto, Alessandro Bianchi guida il lettore nell’attualità italiana e internazionale con passione e precisione. Il suo approccio didattico rende l’informazione accessibile a tutti.