Il CEO di CA Auto Bank discute i traguardi e gli obiettivi futuri in occasione del centenario celebrato al Mauto di Torino: previsti per il 2024 impieghi per 23,8 miliardi di euro e un utile operativo di 330 milioni. Le prospettive per il 2025
Nel 2024, con un secolo di attività alle spalle, la Crédit Agricole Auto Bank festeggerà il suo centenario lunedì 28 aprile presso il Museo Nazionale dell’Automobile di Torino, luogo simbolico dove l’avventura iniziò nel 1925 con la creazione di Sava. Un anniversario che non solo permette di riflettere su un passato significativo, ma anche di lanciare una nuova sfida nel panorama europeo del credito e della mobilità. MF-Milano Finanza ha intervistato Giacomo Carelli, CEO di CA Auto Bank.
Domanda. Il centenario di CA Auto Bank rappresenta un momento significativo: come influenzerà l’immagine della vostra banca nel mercato finanziario europeo?
Risposta. Celebrare un secolo non è solo un evento storico, ma anche un’occasione per consolidare la nostra posizione come principale entità indipendente e multimarca in Europa nel settore del finanziamento della mobilità, operando in 20 paesi con sede a Torino. Originati qui nel 1925 dalla volontà dei fondatori della Fiat e sotto il brand Sava, primo istituto finanziario automobilistico in Italia e tra i pionieri in Europa, oggi celebriamo un’evoluzione culminata nell’integrazione con il gruppo Crédit Agricole. Questo anniversario rafforza la nostra credibilità internazionale e segna l’inizio di una nuova era di innovazione e crescita responsabile, con benefici per le persone e l’ambiente.
D. Quali sono stati i momenti chiave che hanno permesso a CA Auto Bank di prosperare per un secolo mantenendo stabilità e profitto?
R. La nostra resilienza deriva dalla capacità di adattamento mantenendo fedele la nostra missione iniziale: rendere la mobilità accessibile a tutti. La transizione da azienda del Gruppo Fca a entità indipendente nel Gruppo Crédit Agricole, mantenendo uno spirito pionieristico, è stata fondamentale. La diversificazione dei partner, l’adozione del digitale e l’integrazione di Drivalia come catalizzatore di una nuova mobilità flessibile e innovativa hanno giocato un ruolo cruciale. La nostra indipendenza e il modello multimarca ci permettono di essere presenti in 19 paesi europei e in Marocco, con una rete solida di oltre 10.000 concessionari e più di 60 marchi partner di prestigio.
D. Il 2024 si è concluso con risultati notevoli: quali sono i principali indicatori economico-finanziari e i fattori che hanno supportato questa crescita?
R. Il 2024 è stato un anno di significativo consolidamento: impieghi a fine periodo per 29,8 miliardi di euro, nuovi volumi finanziati per 11,3 miliardi e un utile operativo di 390 milioni. Il margine di intermediazione è aumentato del 2%, raggiungendo 833 milioni, principalmente grazie ai volumi incrementati dalle nuove partnership commerciali stabilite durante l’anno. Anche l’espansione di Drivalia, la nostra divisione di mobilità e noleggio, con un aumento del 46% del suo portafoglio, ha contribuito significativamente alle performance del gruppo. Dei circa 1,4 milioni di veicoli finanziati o in leasing nel nostro portafoglio, Drivalia rappresenta già il 15%.
D. Nel contesto delle vostre alleanze strategiche, quali partnership hanno avuto l’impatto maggiore sulla competitività del gruppo negli ultimi tre anni?
R. Negli ultimi anni, abbiamo notevolmente espanso le nostre collaborazioni. Oltre a rinnovare alleanze storiche come quella con Ferrari e a consolidarne altre con marchi di prestigio come Tesla, Mazda e Lotus, abbiamo avviato partnership strategiche con protagonisti della nuova mobilità come Byd, Chery (attraverso i marchi Omoda e Jaecoo), Gac e Dongfeng. Queste collaborazioni ci posizionano come interlocutori privilegiati per i costruttori emergenti. Inoltre, continuiamo a offrire soluzioni personalizzate in altri settori chiave, come le due ruote, il tempo libero, i veicoli commerciali e la nautica, collaborando con marchi di rilievo come Harley-Davidson, Erwin Hymer Group, Beneteau e molti altri.
D. Drivalia è diventata un asset fondamentale: in termini finanziari e operativi, quale è il suo impatto sul bilancio e sull’identità integrata della banca?
R. Drivalia è un pilastro nel nostro modello di business. Il suo portafoglio ha superato i 3,6 miliardi di euro, diventando una componente essenziale della nostra offerta integrata. La sinergia tra l’aspetto finanziario di CA Auto Bank e quello della mobilità di Drivalia ci permette di offrire una gamma completa di soluzioni personalizzate, che spaziano dal car sharing elettrico agli abbonamenti mensili per auto, dai noleggi di varia durata alla gestione dei veicoli a fine noleggio attraverso il marchio Drivalia Future, fino alle diverse opzioni finanziarie offerte dalla banca. Questa complementarità rafforza l’identità del Gruppo come leader paneuropeo nella mobilità sostenibile ed elettrica.
D. Guardando al 2025, quali sono le linee guida principali del vostro piano industriale e su quali innovazioni prevedete di concentrare maggiori investimenti?
R. Nel 2025, continueremo a sviluppare lungo tre direttrici strategiche. Primo, consolideremo il nostro impegno verso la mobilità sostenibile, in linea con la nostra strategia Esg, tramite soluzioni finanziarie e di mobilità dedicate e lo sviluppo di iniziative ispirate all’economia circolare, come Drivalia Future. Secondo, intensificheremo la ricerca di nuove partnership internazionali, privilegiando collaborazioni orientate alla sostenibilità. Terzo, proseguiremo nella digitalizzazione, potenziando ulteriormente la nostra piattaforma, già leader nel settore in Europa con il 90% dei contratti di finanziamento e noleggio stipulati digitalmente, e le soluzioni di Open Banking, offrendo un accesso al credito più rapido, facile e sicuro. Seguendo queste linee guida, CA Auto Bank rafforzerà ulteriormente il suo posizionamento come ‘banca della mobilità per un pianeta migliore’. (riproduzione riservata)
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Giornalista esperto, Alessandro Bianchi guida il lettore nell’attualità italiana e internazionale con passione e precisione. Il suo approccio didattico rende l’informazione accessibile a tutti.