Il settore dell’arte sta attraversando una fase critica? Basandosi sugli ultimi dati raccolti nel report di Art Basel e Ubs, sembrerebbe proprio di sì. Per l’anno 2024, il totale delle vendite a livello mondiale ha registrato una diminuzione del 12%, attestandosi a 57,5 miliardi di dollari, una cifra al di sotto della media registrata tra il 2008 e il 2023, che generalmente oscillava tra i 60 e i 68 miliardi di dollari. Tuttavia, c’è stato un incremento del 3% nel numero di transazioni, raggiungendo i 40,5 milioni di operazioni, il che indica un aumento nella vendita di opere d’arte a prezzi più bassi, specialmente quelle sotto i 50.000 dollari.
Analisi dei dati
Deodato.Gallery, che rappresenta l’unico esempio di azienda del settore artistico quotata in Italia presso l’Euronext Growth Milan, ha visto una riduzione dei suoi ricavi del 14,7%, scendendo a 8,9 milioni di euro. Questo calo, principalmente nel core business della vendita di opere di artisti internazionali, è stato influenzato in larga parte dal fatto che nel 2023 la filiale svizzera Deodato Ch aveva registrato vendite per 2,3 milioni di euro grazie a una singola transazione di grande valore, mentre nel 2024 il totale è stato di soli 469.000 euro.
Espansione in nuove aree e prodotti correlati all’arte
Nonostante il calo delle vendite principali, Deodato.Gallery ha continuato a investire in linee di business collaterali per diversificare le sue fonti di ricavo. Queste includono il noleggio di opere d’arte selezionate o intere mostre a musei e spazi espositivi, la personalizzazione di eventi aziendali e la cessione di royalties per eventi di co-branding. Nel 2024, i ricavi derivanti dai servizi, in particolare quelli legati all’arte digitale, sono aumentati significativamente, passando da 76.000 a 968.000 euro. Inoltre, i ricavi da attività di noleggio e royalties sono cresciuti del 42%, raggiungendo 1,7 milioni di euro.
Queste nuove linee di business hanno margini più elevati e sono meno dipendenti dalle fluttuazioni generali del mercato dell’arte. Grazie a queste strategie, nel 2024 l’azienda è riuscita a ridurre i costi per i consumi di materiali del 34,1%, portandoli a 4,6 milioni di euro, e i costi per servizi del 10,2%, a 1,8 milioni di euro. Durante l’anno, è stata inoltre razionalizzata la presenza territoriale dell’azienda, con la riduzione delle sedi a Roma da due a una, la riduzione degli spazi espositivi strategici a Milano da tre a due e la chiusura della sede di Bruxelles in giugno. I costi del personale sono tuttavia aumentati del 35,3%, raggiungendo 1,3 milioni di euro, a seguito della decisione di potenziare l’area commerciale attraverso la creazione di un team di tre “art advisor” dedicati a consolidare le relazioni con i collezionisti premium, organizzando un calendario di eventi esclusivi, anteprime e incontri con gli artisti.
È stata inoltre lanciata una nuova divisione dedicata ai progetti museali, capace di organizzare mostre “chiavi in mano”, gestendo direttamente la biglietteria, i cataloghi ed edizioni limitate. Per il 2025 sono già in fase di pianificazione tre mostre, di cui una incentrata sul rapporto tra arte digitale e Nft, coerentemente con le attività di servizi tech di Deodato.Gallery. Dalla seconda metà del 2024, è attiva anche un’agenzia interna per prodotti art-related che offre servizi di art branding, consulenze, formazione, allestimenti ed eventi aziendali, oltre a contenuti editoriali attraverso la piattaforma Artuu.it.
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Esperta in finanza, Giulia Moretti analizza con rigore le tendenze economiche e i movimenti del mercato. Traduce la complessità finanziaria in informazioni semplici per permetterti di fare scelte consapevoli.