Banca Più, il nuovo volto di Banca Privata Leasing: Di Tanno presidente, Fagioli Marzocchi ceo

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Banca Privata Leasing cambia pelle: dopo l’acquisizione da parte della società Next.us guidata da Alberto Di Tanno, l’istituto ha assunto la nuova denominazione di Banca Più e ha ottenuto il via libera delle autorità di vigilanza. L’operazione, perfezionata il 31 marzo e anticipata da ricostruzioni giornalistiche a settembre 2025, apre una fase di rafforzamento patrimoniale e di ampliamento dell’offerta che può avere impatto su clienti e operatori del credito.

Cosa è successo

La famiglia Spallanzani, fino a oggi azionista di riferimento con l’83% del capitale, ha ceduto il controllo a Next.us, la piattaforma controllata da Alberto Di Tanno. L’acquisizione è stata autorizzata da BCE e Banca d’Italia, dopo un periodo in cui la vigilanza aveva già posto la banca sotto osservazione.

La transazione prevede un aumento di capitale da 40 milioni per rafforzare la solidità patrimoniale. In caso di mancata sottoscrizione da parte di alcuni soci di minoranza — tra i quali figura Bper con una quota attorno al 9,2% — la partecipazione di Next.us potrebbe salire fino al 95,77%.

  • Chi compra: Next.us (Alberto Di Tanno)
  • Venditore: famiglia Spallanzani (83%)
  • Autorizzazioni: BCE e Banca d’Italia
  • Intervento patrimoniale: aumento di capitale da 40 milioni
  • Data di perfezionamento: 31 marzo (anticipata da report di settembre 2025)

Perché la vigilanza era intervenuta

Nel corso del 2024 la Banca d’Italia aveva segnalato criticità operative: in particolare una troppo elevata concentrazione del credito e lacune nei controlli antiriciclaggio. Per questo motivo la Vigilanza aveva affiancato un commissario al consiglio d’amministrazione dell’istituto di Reggio Emilia, dando avvio a un percorso correttivo.

Il nuovo assetto mira dunque a sanare quelle debolezze e a inscrivere la banca in un modello sostenibile e ampliato, con un ruolo più marcato nel settore automotive e nei servizi finanziari al consumo.

Il piano industriale: quattro direttrici

Il rilancio si articola su una strategia di diversificazione e digitalizzazione. La banca rivede il proprio perimetro operativo per ridurre la dipendenza da un singolo business e cogliere opportunità nei mercati retail e delle imprese.

  • Leasing — continua a essere un cardine, con possibile potenziamento grazie all’esperienza nel comparto auto di Di Tanno.
  • Cessione del quinto — attività già svolta tramite controllate che resterà centrale nell’offerta.
  • Prestiti auto — nuovo segmento diretto, pensato per clienti privati e per il trade automotive.
  • Factoring — ingresso nel credito commerciale per ampliare i prodotti destinati alle imprese.

Governance e management

Con il rebranding cambia anche il vertice: la presidenza passa a Di Tanno, mentre la direzione esecutiva è affidata a Enrico Fagioli Marzocchi. La vicepresidenza è stata assegnata a Giorgio Introvigne; completano il board Sabrina Filiberto, Michele Meneghetti e Alberto Merchiori, con gli ultimi due in qualità di amministratori indipendenti.

La nuova squadra dichiara l’intenzione di coniugare competenze interne e innovazione digitale per trasformare l’offerta senza perdere il contatto con la clientela tradizionale.

Consulenti e aspetti legali

Nel processo di cessione Next.us si è avvalsa di consulenze di prim’ordine: Deloitte in ambito advisory, gli studi legali Gatti Pavesi Bianchi Ludovici e Antoniotti. Dal lato venditore, Banca Privata Leasing ha ricevuto assistenza da Vitale e dallo studio Giliberti Triscornia e Associati, mentre Privata Holding si è avvalsa di Sinergetica e dello studio Lener & Partners.

Queste scelte tecniche certificano la complessità dell’operazione e l’intento di portare la transazione a regola d’arte sotto il profilo normativo e commerciale.

Quali conseguenze per clienti e mercato

Il rientro sotto una proprietà industriale con legami al settore automotive potrebbe accelerare l’offerta di prodotti mirati agli acquirenti di auto e ai dealer. Per i clienti del credito al consumo e per le piccole imprese, l’introduzione del factoring e dei prestiti auto rappresenta un allargamento dell’ecosistema di servizi disponibile.

Per il mercato più in generale, l’operazione è un test sulla capacità delle banche di nicchia di riconvertirsi e crescere dopo l’intervento della vigilanza: se il rafforzamento patrimoniale e l’allargamento della gamma daranno risultati, il caso potrà essere osservato come esempio di turnaround sotto stretto controllo regolamentare.

In attesa delle prime mosse commerciali concrete, resta da monitorare l’effettiva sottoscrizione dell’aumento di capitale da parte dei soci di minoranza e l’efficacia dell’integrazione operativa delle nuove linee di business.

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