Riunione del comitato esecutivo dell’Abi per discutere l’apporto finanziario delle banche al bilancio statale, con la presenza di Piero Cipollone della Bce
Oggi, 17 settembre, è prevista la discussione, probabilmente in sessioni private e riservate, riguardo il cosiddetto “contributo” finanziario richiesto dalle banche per il bilancio statale, una richiesta sostenuta da alcune frazioni della coalizione governativa. Tale argomento sarà al centro dell’attenzione durante la riunione del comitato esecutivo dell’Abi, evento che vedrà anche la partecipazione di Piero Cipollone, membro del comitato esecutivo della Bce.
È plausibile che, in un contesto informale, venga chiesta a Cipollone una valutazione preliminare riguardante il “contributo” in oggetto, soprattutto perché potrebbe richiedere un pronunciamento formale da parte della Bce in futuro. Prima di tutto, sarà essenziale considerare il parere del Governatore della Banca d’Italia, Fabio Panetta, e garantire un’ampia consultazione preliminare tra i vari attori politici, tecnici e sociali coinvolti.
La ricerca di fondi fra manovre finanziarie, la crisi in Ucraina e i beni russi congelati
All’interno dell’Unione Europea si presenta nuovamente la necessità di reperire fondi per affrontare le spese per la difesa dell’Ucraina, oltre alla solita manovra di fine anno resa più complessa dalla diminuzione delle risorse disponibili. Si discute anche dell’uso dei fondi russi congelati, che ammontano a più di 200 miliardi di euro. Inizialmente, si era esclusa l’ipotesi di espropriazione, ma si era accettata l’idea di utilizzare i rendimenti di tali fondi, che tuttavia si sono rivelati insufficienti, non superando i due miliardi di euro.
Si propone quindi che l’Ucraina possa utilizzare queste risorse in “tranche”, seguendo un cronoprogramma, con la possibilità di interrompere l’assegnazione in caso di un accordo con la Russia, che potrebbe anche limitarsi alla sospensione delle ostilità e alla gestione delle somme già accumulate. In ogni caso, l’uso dei beni congelati solleva questioni legali a livello internazionale, specialmente considerando le preoccupazioni iniziali che tale pratica potrebbe generare effetti negativi per le risorse generalmente depositate in Europa.
Implicazioni internazionali e la necessità di prudenza
Qualsiasi decisione di questo tipo dovrebbe essere valutata non solo a livello europeo ma anche internazionale, considerando le risorse custodite anche fuori dall’Europa. Tale valutazione dovrebbe avvenire in contesti come il G7, come suggerito da alcune correnti all’interno del governo.
È fondamentale evitare che, oltre ai seri problemi attuali, emerga una controversia di diritto internazionale, specialmente in un momento in cui si accusa la Russia di aver violato tali diritti. Anche un accusato ha il diritto di difendere le proprie prerogative legali. Pertanto, è essenziale procedere con cautela, senza escludere l’eventualità che, alla fine, si decida di non procedere con tali misure. (riproduzione riservata)
- Leggi anche: Asset russi bloccati, l’Ue incassa 1,6 miliardi di euro: ecco come i fondi saranno utilizzati per sostenere l’Ucraina
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