L’incremento del 5,2% nei ricavi dell’impresa umbra raggiunge i 183,5 milioni grazie alla favorevole performance di prezzi di vendita e volumi
La crescita nei volumi di vendita e la riduzione dei costi energetici hanno contribuito positivamente agli esiti finanziari della Cementerie Aldo Barbetti, uno dei principali produttori di cemento e calcestruzzo a livello nazionale, guidata da Giovanni Barbetti insieme ad altre branche della sua famiglia e che conta 496 dipendenti.
Pochi giorni fa si è tenuta l’assemblea dei soci, con Angelo Barbetti Srl di Giovanni che detiene il 33,7%, durante la quale è stato approvato il bilancio del 2024. Quest’ultimo mostra un lieve incremento dell’utile annuo, passando da 23 a 23,7 milioni, mantenendo invariato il dividendo di 5 milioni. L’utile consolidato, invece, ha visto una leggera diminuzione da 32,1 milioni a 29,1 milioni. I ricavi hanno mostrato un progresso del 5,2% su base annua, salendo da 174,4 a 183,5 milioni, grazie a un miglioramento nei prezzi di vendita e nei volumi, anche se l’ebitda e l’ebit sono diminuiti rispettivamente da 60,6 a 58 milioni e da 46,5 a 42 milioni.
Situazione delle filiali e proiezioni future
La società madre ha registrato un fatturato di 116,9 milioni, leggermente inferiore ai 118,1 milioni dell’anno precedente, principalmente a causa di minori contributi statali ricevuti come crediti d’imposta. La filiale Barbetti Materials, al contrario, ha registrato nel 2024 un incremento del 4,6% nel valore della produzione, attribuibile all’aumento dei prezzi medi di vendita del calcestruzzo.
I ricavi della filiale di trasporti Stb sono stati di 15,6 milioni, segnando un aumento del 14,4% rispetto al 2023, quelli della At Due di 25,9 milioni e quelli della Barbetti Ic di 7,4 milioni. La relazione integrativa evidenzia che nel primo quadrimestre l’azienda madre ha registrato un leggero aumento dei volumi di vendita e dei ricavi netti rispetto all’anno precedente, portando così a un incremento del fatturato.
Patrimonio netto e debito residuo con Mediobanca
Il patrimonio netto del gruppo è aumentato anno su anno da 160,2 a 187,8 milioni. Tra i debiti, persistono 35 milioni di un finanziamento di 150 milioni ricevuto da Mediobanca nel 2007-2008, utilizzato per l’acquisizione della turca Cimko Cimento. Finora, tutti i covenant finanziari sono stati rispettati dal gruppo. (riproduzione riservata)
- Leggi anche: Hofima, Malacalza ritrova l’utile: nel 2024 la holding riporta 24,8 milioni di profitti, figli dei risarcimenti per Carige
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