Tre gigawatt rinnovabili: Zelestra del fondo Eqt punta sull’Italia

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Zelestra, controllata dal fondo Eqt, accelera in Italia con l’obiettivo di raggiungere 3 GW di capacità installata entro la fine del 2026. L’espansione si basa su impianti già operativi, vincite nelle aste e progetti di accumulo, ma resta vincolata alla tempistica delle autorizzazioni e alla capacità di rete disponibile.

Un primo impianto già in funzione

Nel Sud Italia è entrato in attività un impianto agrivoltaico da 6,5 MW che segna il debutto operativo di Zelestra nel paese. L’azienda adotta un modello integrato: sviluppa i progetti, cura la costruzione e poi ne gestisce l’esercizio. Avere megawatt “a terra” è per il gruppo la prova concreta della strategia di crescita.

Portafoglio e piano industriale

Il portafoglio italiano si è ampliato rapidamente: in meno di due anni la capacità in sviluppo è passata a circa 1,4 GW, includendo fotovoltaico, agrivoltaico e accumuli. Tra i progetti in pipeline figura anche un grande impianto di batterie, definito tra i più rilevanti finora autorizzati in Italia.

  • Obiettivo 2026: 3 GW complessivi nel paese.
  • Impianto inaugurato: agrivoltaico da 6,5 MW già in produzione.
  • Portafoglio attuale: 1,4 GW tra progetti e autorizzazioni.
  • Aste FER X: aggiudicati circa 168 MW, inclusi progetti agrivoltaici.
  • Supporto finanziario: Zelestra è partecipata da Eqt, che ha risorse significative per sostenere lo sviluppo.

Strategia commerciale e mercato

Nonostante l’esclusione dai finanziamenti del PNRR, la società ha puntato sulle aste e sui contratti di lungo termine per valorizzare gli asset. Accordi pluriennali con controparti estere e soluzioni contrattuali innovative — tra cui un modello di tolling virtuale segnalato come primato europeo — mostrano la volontà di ridurre la dipendenza da incentivi pubblici e di creare flussi di ricavi stabili.

I vincoli che pesano sugli investimenti

Secondo il management, i principali ostacoli sono la discontinuità degli strumenti di incentivazione, la lentezza delle autorizzazioni e i limiti di accesso alla rete elettrica. Senza calendari d’asta prevedibili e tempi certi per i permessi, la pianificazione degli investimenti diventa rischiosa.

La revisione in corso delle procedure di connessione alla rete mira a ripulire l’elenco delle richieste non seguite da progetti reali: chi non ha autorizzazioni potrebbe perdere la priorità, liberando capacità per progetti effettivamente cantierabili.

Tra rinnovabili e dibattito sul nucleare

Nel confronto pubblico sul mix energetico, Zelestra riconosce che il nucleare potrebbe contribuire alla decarbonizzazione, ma osserva che oggi la soluzione industrialmente disponibile e scalabile è rappresentata dalle rinnovabili abbinate all’accumulo.

Il gruppo ribadisce inoltre che, pur con un azionista di rilievo come Eqt, la filiale italiana mantiene ampia autonomia operativa: strategia e direzione sono condivise, ma le scelte quotidiane restano saldamente in mano al management locale.

Cosa cambia per i cittadini e per il sistema elettrico

Se Zelestra centrerà gli obiettivi annunciati, aumenterà l’offerta di energia pulita disponibile sul mercato italiano e si potrà ridurre la necessità di incentivi pubblici per alcuni progetti. Per le comunità locali e per il settore delle imprese il potenziale impatto riguarda occupazione, cantierizzazione e nuove infrastrutture di accumulo.

Resta però cruciale l’intervento delle istituzioni: stabilità delle aste, semplificazione dei percorsi autorizzativi e regole chiare per le connessioni alla rete determineranno quanto rapidamente queste potenzialità potranno tradursi in megawatt effettivi.

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