Limes lancia mega progetto in Cile: 150 milioni in fotovoltaico e batterie, via libera ambientale!

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L’azienda di Cristiano Spillati riceve l’approvazione ambientale per un grande progetto ibrido solare-batterie, affermandosi in un mercato favorevole agli affari e con una crescente richiesta di elettrificazione

Limes Renewable Energy ha ottenuto la sua prima significativa approvazione ambientale in Cile, rafforzando la sua presenza in America Latina. La compagnia, che opera a livello internazionale nel settore delle energie rinnovabili e si specializza in impianti fotovoltaici, eolici e sistemi di accumulo, ha ricevuto la Resolución de Calificación Ambiental per Pradera Larga, un impianto ibrido da 84 MWp di fotovoltaico e 90 MW di batterie (Bess), situato nella regione di Valparaíso.

Questo progetto rappresenta l’investimento più grande di Limes fuori dall’Europa, con un costo totale di 150 milioni di dollari. «Questo è un punto di svolta strategico per la nostra espansione internazionale», ha dichiarato a MF-Milano Finanza Cristiano Spillati, direttore generale di Limes. «Ottenere questa autorizzazione in un’area complessa come il centro del Cile, dove la domanda di energia è in crescita ma le regolamentazioni sono severe, dimostra l’efficacia della nostra strategia di sviluppo».

Perché il Cile è un mercato strategico

Il Cile continua ad essere uno dei paesi più promettenti al mondo per le energie rinnovabili, posizionandosi in cima all’Indice di Attrattività dei Paesi per le Energie Rinnovabili di EY, grazie alla stabilità normativa, all’apertura agli investimenti esteri e alla forte richiesta prevista per l’elettrificazione dei consumi, la mobilità elettrica e l’industria. In passato, il boom solare si è concentrato nel nord del paese, nel deserto di Antofagasta, una zona con alcune delle migliori risorse solari del mondo ma con una domanda locale limitata.

Questo ha portato a un significativo incremento dei fenomeni di curtailment, ovvero energia rinnovabile prodotta ma non distribuita nella rete a causa delle limitazioni di trasmissione: secondo un report di Ember, nel 2024 alcuni nodi del sistema hanno raggiunto livelli record. Questa situazione ha spinto gli operatori verso una nuova fase di mercato: più sistemi di accumulo, più progetti ibridi e una localizzazione più vicina ai centri urbani, nonostante le maggiori complessità nella ottenzione dei permessi.

«Il nord è saturato: eccessivamente produttivo ma isolato. Nel centro del paese, il percorso per ottenere i permessi è più arduo, ma in cambio c’è una domanda reale, meno dipendenza dalle linee di trasmissione a lunga distanza e minori rischi sui PPA» sottolinea Spillati. «Per questo abbiamo sacrificato 16 MW del progetto in Cile per concludere il processo ambientale e raggiungere i nostri obiettivi».

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Progetti futuri: 800 MW tra fotovoltaico e accumulo

Pradera Larga sarà pronto per la costruzione entro il 2026, con attività di finanziamento della costruzione, approvvigionamento e negoziazione dei Ppa già in corso con utility o clienti aziendali. Nel frattempo, la compagnia mira a ottenere un’altra autorizzazione fondamentale: quella per Huañil, un sistema di accumulo autonomo da 200 MW. La pipeline totale in Cile include circa 180 MWp di fotovoltaico e 620 MW di sistemi di accumulo, con progetti come Pimiento (100 MW) ed El Ganso (150 MW).

All’inizio del 2025, Limes ha inoltre completato la prima vendita di un asset al di fuori del mercato domestico italiano: un sistema di accumulo cileno in fase iniziale venduto a un Ipp multinazionale. «Questo conferma che il mercato cileno è fluido e che il nostro modello industriale è efficace anche al di fuori dell’Italia», osserva Spillati.

Dalla fase di sviluppo all’IPP: la trasformazione industriale di Limes

Mentre il nuovo progetto cileno prende forma, Limes sta completando in Italia la sua trasformazione da semplice sviluppatore a produttore indipendente di energia: un portafoglio da 85 MW pronto per la costruzione che inizierà nel 2026, per poi estendere questa strategia ad altri progetti internazionali.

«In Italia abbiamo imparato a essere resilienti» racconta Spillati. «Chi riesce a superare un processo di autorizzazione nel nostro paese può avere successo dovunque». L’obiettivo ora è replicare questo modello in America Latina, con un hub a Santiago che esplora anche le prime opportunità in Perù, nonostante un rischio politico più elevato.

Il Cile, tuttavia, rimane il “porto sicuro” della regione: un mercato orientato agli affari, con un forte impulso governativo verso l’elettrificazione e con una significativa presenza di investitori esteri, inclusi i grandi attori cinesi del settore solare. «Un ecosistema che», riflette il manager, «ricorda agli operatori europei quanto rapidamente stia cambiando la geografia della transizione energetica».

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Un mercato in avanzamento verso la rete elettrica del futuro

Il paese andino, senza risorse fossili nazionali, sta accelerando verso un sistema elettrico rinnovabile e flessibile: veicoli elettrici, batterie su larga scala e nuove infrastrutture di rete. Il report di Ember evidenzia che l’accumulo sarà cruciale per ridurre il curtailment, che nel 2024 ha raggiunto livelli considerati preoccupanti dagli analisti.

In questo contesto, Limes mira a svolgere un ruolo sempre più importante. «L’obiettivo è collegare impianti che rispondano effettivamente alla domanda, integrando fotovoltaico e batterie per stabilizzare la rete», conclude Spillati. «Pradera Larga è solo il primo passo di un percorso che intendiamo consolidare in tutta l’America Latina». (riproduzione riservata)

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