Saipem crolla dell’8,9% sui risultati: analisti divisi, il ceo Puliti interviene

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Il crollo del titolo Saipem a Piazza Affari dopo i conti del secondo trimestre riaccende i riflettori sulla vulnerabilità legata alla crisi in Medio Oriente: il mercato ora attende risposte concrete su ordini e liquidità per capire la capacità del gruppo di superare l’emergenza. Dal confronto con gli analisti emergono stime riviste e promesse di recupero dei costi, ma i tempi restano un elemento chiave per gli investitori.

Reazione del mercato e primo bilancio

Martedì il titolo ha perso quasi il 9%, chiudendo attorno a 3,97 €, dopo l’annuncio dei numeri semestrali. Nonostante una performance positiva da inizio anno, la delusione sulla redditività ha dominato la seduta.

In una conference call con gli analisti il ceo Alessandro Puliti ha spiegato che il gruppo prevede di recuperare gran parte degli oneri straordinari solo nel corso del 2027, più verosimilmente rispetto al 2026, e ha stimato l’ammontare degli extracosti affrontati nel primo semestre in circa €70 milioni.

Le voci che hanno inciso sui conti includono l’aumento delle tariffe per chiatte e rimorchiatori, premi assicurativi più elevati, costi legati allo stoccaggio temporaneo dei materiali, fermi operativi di navi e team e spese per il rimpatrio di famiglie del personale espatriato. Puliti ha inoltre indicato che in diversi casi sono in corso trattative con i clienti per ottenere rimborsi, ma i negoziati potrebbero richiedere «sei‑sette mesi».

Numeri chiave e revisione della guidance

I risultati hanno mostrato segnali contrastanti: ricavi in crescita e in linea con le attese, ma margini inferiori alle previsioni. Di seguito i dati principali segnalati oggi dal management e dagli analisti.

Grafici finanziari e dati di risultati trimestrali con evidenziazione di margini e ricavi
Risultati Q2: ricavi in crescita ma EBITDA adjusted sotto le stime

  • Ricavi: circa €3,82 mld nel trimestre (+3% anno su anno)
  • Adjusted EBITDA: €402 mln (contro stime più alte)
  • Utile netto adjusted: €53 mln
  • Free cash flow Q2: €356 mln (sopra le previsioni)
  • Order intake Q2: €4,1 mld; semestre: €5,7 mld (+33%)
  • Nuova guidance 2026: adjusted EBITDA atteso a ~€1,75 mld (precedente ~€1,9 mld)

Voce Prec. indicazione Nuova indicazione
Adjusted EBITDA 2026 ~€1,9 mld ~€1,75 mld
Free cash flow post leasing ~€600 mln (guidance confermata)
Ricavi attesi ~€15,5 mld

Come leggono i broker i nuovi dati

Due visioni che differiscono nei toni: Equita valuta il fatto come un peso sul profilo di redditività, mantenendo una posizione neutrale (hold) e un target price intorno a €4. Il broker stima che il taglio possa ridurre le stime di ebitda 2026 di circa il 10% e sottolinea minore visibilità sui margini nell’area Medio Oriente.

Al contrario Kepler Cheuvreux interpreta i numeri come un’opportunità: confermando un giudizio buy e un target price più elevato (€5), gli analisti puntano sulla solida generazione di cassa e su un backlog in aumento come elementi di supporto, suggerendo che un calo eccessivo del titolo potrebbe rappresentare un punto d’ingresso.

Entrambi i gruppi evidenziano però un elemento condiviso: la conferma della guidance sulla cassa e l’accelerazione nell’accumulo di ordini sono fattori determinanti per limitare il downside.

Perché questo conta oggi

Il tema centrale per investitori e mercato non è solo il ritocco temporaneo degli utili, ma la capacità di Saipem di trasformare ordini in cassa e proteggere i margini in scenari geopolitici volatili. Con trattative sui rimborsi ancora in corso e scadenze che si spostano in avanti, la lettura dei flussi di cassa e dell’order book nei prossimi trimestri diventerà cruciale.

In breve: se la società manterrà la capacità di generare liquidità e confermerà il miglioramento della raccolta ordini, la perdita di breve periodo potrebbe essere contenuta; al contrario, ritardi nelle negoziazioni o nuovi shock nell’area mediorientale aumenterebbero il rischio per i margini.

Gli investitori guarderanno con attenzione alle prossime trimestrali e alle trimestrali semestrali che dettaglieranno l’avanzamento delle trattative con i clienti e la conversione del backlog in fatturato effettivo.

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