Pirelli: Rivoluzione in CDA! Sinochem perde il controllo.

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Una mossa strategica per consolidarsi negli Stati Uniti e diminuire l’influenza cinese. Sinochem, con una quota del 37%, non sarà costretta a vendere e si ribella: abbiamo l’autorità per governare l’assemblea. Decisa risposta da Pirelli

Il controllo di Sinochem su Pirelli si è ridotto, rappresentando un «primo passo, tuttavia non definitivo, nel processo di adeguamento della struttura di governance ai requisiti normativi statunitensi». Questo è quanto stabilito ieri dal consiglio di amministrazione della società di Bicocca, che ha votato a maggioranza l’approvazione del bilancio 2024. Nella relazione, su iniziativa dell’amministratore delegato Andrea Casaluci, si è chiarito che, in seguito all’introduzione del Decreto Golden Power, è cessato il controllo di Marco Polo Italy (e di conseguenza di Sinochem) su Pirelli secondo lo standard Ifrs 10.

Voti a favore e opposizioni

Il consenso è stato espresso da nove membri del consiglio (inclusi i quattro di Camfin di Marco Tronchetti Provera e i tre rappresentanti delle minoranze), su un totale di 15. Cinque membri hanno espresso voto contrario: il presidente Jiao Jian e i consiglieri Chen Aihua, Zhang Haitao, Chen Qian, Fan Xiaohua, con Tang Grace che si è astenuta. Ciò indica che la fazione cinese, che conta otto membri in totale, ha perso un po’ di terreno (due voti si sono uniti a quelli di Camfin e delle minoranze).

La decisione che Sinochem non controlli più Pirelli rappresenta una mossa iniziale importante per proteggere il mercato americano dei suoi pneumatici intelligenti (Cyber Tyre), minacciato dalla recente legislazione statunitense sui veicoli connessi che impedisce la vendita di hardware e software collegati a compagnie con legami cinesi.

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La resistenza di Sinochem: dominiamo l’assemblea

Il mercato americano è «essenziale nel segmento dei pneumatici di alto valore (che rappresentano l’80% del fatturato) e nella diffusione della tecnologia Cyber Tyre». Pertanto, perdere questa quota di mercato non è un’opzione per Pirelli. Nonostante la decisione recente, Sinochem non è obbligata a ridurre la sua partecipazione nella società e il management continuerà a dialogare con i principali azionisti per allineare la governance di Pirelli alle norme statunitensi.

Tuttavia, la discussione non sarà semplice, poiché in serata Marco Polo International Italy ha manifestato in una nota il suo «profondo disappunto e la decisa opposizione alla valutazione del controllo espressa» da Pirelli, insistendo di mantenere il controllo dell’assemblea. Secondo il partner cinese, il decreto Golden Power «non prevede nessuna clausola che privi Mpi del controllo su Pirelli, anzi lo presuppone», dato che «Mpi detiene ancora una quota significativa per esercitare un’influenza preponderante nell’assemblea ordinaria, mantenendo quindi il controllo di Pirelli, anche se non esercita attività di direzione e coordinamento in virtù del decreto golden power».

La risposta di Pirelli è stata immediata, rifiutando il contenuto della nota di Marco Polo International Italy e confermando «la correttezza delle valutazioni fatte dalla direzione e approvate dal consiglio di amministrazione». Pirelli ha anche ricordato che «il Dpcm Golden Power ha stabilito un insieme di misure per proteggere l’autonomia di Pirelli & C. Spa e del suo management, che non è nominato dall’azionista Sinochem e la cui indipendenza e continuità sono garanzia della cultura industriale di Pirelli».

Tariffe, già definito un piano di mitigazione

Oltre all’approvazione del bilancio, Pirelli ha annunciato la conferma degli obiettivi di mercato comunicati il 26 febbraio scorso, nonostante le incertezze elevate sui dazi statunitensi. La compagnia ha delineato un piano per mitigare l’impatto di eventuali dazi che potrebbero essere implementati, con l’intento di mantenere gli obiettivi di ebit adjusted e di generazione di cassa ai livelli inferiori della guidance, raggiungendo così l’obiettivo di riduzione del debito.

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