Risposta alle critiche di Fabrizio Palenzona, presidente di Prelios
«Mediobanca, solo falsità riguardo Cuccia e Maranghi» è il titolo di copertina di Il Giornale di domenica, che riflette le posizioni del signor Fabrizio Palenzona, noto per la sua ammirazione passata per Enrico Cuccia e Vincenzo Maranghi. Questo titolo sostiene che le affermazioni che feci nel mio libro Lampi nel Buio, edito da Mondadori, e le mie recenti ristampe su MF-Milano Finanza, siano «…falsità».
Le falsità, solitamente, sono cose da bambini. Ma pare che il signor Palenzona voglia apparire naïf per evitare querelle legali, dimenticando che noi giornalisti siamo spesso querelati, e non quereliamo, pur subendo insulti ingiustificati. Questo è il mio caso, poiché non esiste nel testo del signor Palenzona un solo dato che confuti le mie affermazioni, che non ripeterò qui per non occupare ulteriore spazio su Il Giornale, visto che ho già dedicato ampio spazio a questi temi nel mio libro e sul giornale che dirigo.
Palenzona sostiene che io favorisca sempre l’ex-presidente del Senato e senatore a vita, nonché storico presidente delle Generali, l’amico di Enrico Cuccia, il massone Cesare Merzagora, definito tale da Palenzona. No, signor Palenzona, se con questo intende insinuare che io sia un massone, si sbaglia. Non solo non lo sono, ma non sono neanche affiliato a circoli minori come le bocciofile, e Lei omette il fatto che era Cuccia, forse anche Maranghi, a essere massone, proprio come Merzagora. Lei stesso ricorda di appartenere (o di aver appartentuto, ora che la DC non esiste più?) alla Democrazia Cristiana di sinistra.
Il punto cruciale, tuttavia, è un altro. Io non esprimo opinioni personali come fa lei, ma riporto fatti. E ho imparato a separare fatti da opinioni a Panorama, sotto la direzione di Lamberto Sechi, che ha creato lo slogan «I fatti separati dalle opinioni» per il settimanale di Mondadori. Sono i fatti a formare le opinioni delle persone. E non c’è un fatto che ho riportato che lei possa confutare, nonostante l’errore sia umano.
Le dispiace forse che i suoi idoli, Cuccia e Maranghi, siano stati descritti in modi poco lusinghieri? Ad esempio, il fatto che Cuccia, con senso di responsabilità, abbia deciso di incontrare a New York, in segreto, l’ex-amico Sindona, dopo un attentato mafioso alla sua abitazione a Milano?
Cuccia ha fatto bene a parlare con il bancarottiere siciliano a New York, ma ha sbagliato a non informare la Polizia delle minacce ricevute da Sindona, che poi si concretizzarono nell’assassinio di Giorgio Ambrosoli, commissario giudiziario delle banche fallite di Sindona.
È forse scorretto ricordare nel mio libro questi fatti? O quelli riguardanti Maranghi, come il suo non accettare il licenziamento da Mediobanca, comunicatogli daCesare Geronzi e Marco Tronchetti Provera?
Interrompo qui per rispetto dello spazio de Il Giornale, ma mentre io ho riportato informazioni, Lei, signor Palenzona, ha espresso opinioni. Lei ha il diritto, anzi il dovere, di averle, ma non è un giornalista. Lei è un super-manager con un passato politico denso e cerca di riscrivere la storia con le sue idee, non con i fatti. Di quelli che ho riportato, non ce n’è uno che Lei possa smentire.
Con la mia dedizione alle regole giornalistiche basate sui fatti, ringrazio il direttore de Il Giornale per aver pubblicato queste mie righe, in contrasto con il lungo intervento del signor Palenzona, e per aver usato le virgolette nel titolo sulle “bugie”, sottolineando che si tratta di un’opinione del signor Palenzona. I lettori, veri giudici dei giornali, potranno confrontare i fatti riportati su MF-Milano Finanza, ancora disponibile in edicola e sempre online su milanofinanza.it.
Buon proseguimento con la sua Prelios, signor Palenzona, data la sua vasta esperienza, dalla politica come ex-sindaco di Tortona, ex-militante delle Acli, fino a presidente della Provincia di Alessandria, presidente della Federazione Autotrasportatori, consigliere e presidente della fondazione Crt, vicepresidente di Unicredit e consigliere di Mediobanca, in contatto con personaggi come Giampiero Fiorani… E pensare che – lo ammetto – come manager di Prelios l’ho stimato. Ma come pseudogiornalista, decisamente no, anche se per ora si limita più a scrivere lettere ai giornali che veri articoli. (riproduzione riservata)
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Giornalista esperto, Alessandro Bianchi guida il lettore nell’attualità italiana e internazionale con passione e precisione. Il suo approccio didattico rende l’informazione accessibile a tutti.