Un’intesa tra il Comune e la Procura basata su garanzie bancarie offerte dalle imprese costruttrici degli edifici in questione | A Milano si torna ad aprire gli uffici dell’urbanistica e Palazzo Marino cerca di far ripartire i lavori nei cantieri. Le proposte in discussione
A Palazzo Marino si lavora per raggiungere un intesa tra il Comune e la Procura al fine di risolvere il blocco urbanistico che attanaglia la città. La riunione, durata circa un’ora e mezza, si è svolta il mattino di venerdì 28 marzo e ha visto la partecipazione del sindaco di Milano, Giuseppe Sala, dell’assessore alla Rigenerazione urbana Giancarlo Tancredi, e dei rappresentanti delle società di sviluppo immobiliare coinvolte in alcuni dei cantieri fermati dalle indagini della Procura di Milano, che li accusa di presunti abusi edilizi e lottizzazione abusiva.
La strategia delle fideiussioni
All’incontro hanno preso parte principalmente cinque aziende, tra cui Nexity, costruttrice delle Residenze Lac, Bluestone e Greenstone. Secondo quanto riferito da Aspesi, l’associazione che rappresenta la maggior parte delle società di promozione immobiliare coinvolte, l’amministrazione ha proposto un accordo con la Procura basato su fideiussioni bancarie fornite dalle imprese costruttrici degli edifici oggetto di contestazione. Queste garanzie avrebbero lo scopo di coprire gli eventuali oneri aggiuntivi comunali che potrebbero emergere a seguito delle decisioni giudiziarie. In caso di conferma di tali oneri aggiuntivi, il loro pagamento al Comune da parte dei costruttori sarebbe assicurato dalle banche. Nel frattempo, questo accordo permetterebbe di risolvere la situazione delle famiglie, consentendo a chi deve ancora trasferirsi negli edifici di farlo e a chi vi risiede già di rimanervi serenamente.
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«Pur riconoscendo che l’ultima parola spetta al Parlamento, siamo molto attenti alla risoluzione dei problemi delle famiglie, sia dal punto di vista umano che imprenditoriale, poiché fornire un’abitazione ai nostri clienti è lo scopo principale della nostra attività», ha dichiarato Federico Filippo Oriana, presidente di Aspesi. «Se si riuscirà a trovare una soluzione, anche se parziale, in tempi brevi e attraverso una cooperazione istituzionale tra diversi livelli di governo per il bene comune, ne saremo soddisfatti. È fondamentale che l’approccio che il Comune di Milano definirà e sottoporrà al giudizio dell’Autorità Giudiziaria sia economicamente sostenibile, effettivamente funzionale e equo per tutte le parti imprenditoriali coinvolte, in modo che possano ottenere le necessarie autorizzazioni edilizie in conformità con la normativa vigente», ha concluso Oriana. (riproduzione riservata)
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