Inchiesta urbanistica a Milano: Catella si difende strenuamente e ridimensiona il suo ruolo in Coima!

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Il principale dirigente dell’SGR non sarà più il punto di riferimento per l’amministrazione pubblica e i suoi delegati. Tre ore di interrogatorio per Bezziccheri di Bluestone. Tancredi difende Sala: ho agito sempre per il bene del Comune | Indagine urbanistica, rinviati a giudizio i 6 coinvolti nel progetto dei grattacieli Park Towers di Milano


Una giornata intensa si è svolta al settimo piano del Tribunale di Milano, dove il giudice per le indagini preliminari, Mattia Fiorentini, ha ascoltato mercoledì 23 gli indagati nell’ultima tranche dell’inchiesta sull’urbanistica milanese. Questa fase dell’indagine, guidata dall’unità di Polizia Economico Finanziaria della Gdf di Milano e coordinata dall’aggiunto Tiziana Siciliano e dai sostituti procuratori Petruzzella, Filippini e Clerici, vede sei persone sotto accusa, con richieste di misure cautelari che includono gli arresti domiciliari per il CEO di Coima, Manfredi Catella, e l’ex assessore alla Rigenerazione Urbana di Milano, Giancarlo Tancredi, e la custodia cautelare per l’ex presidente della Commissione Paesaggio, Giuseppe Marinoni, l’ex membro della Commissione Alessandro Scandurra, l’architetto e fondatore di J+S Federico Pella e l’imprenditore del gruppo Bluestone, Andrea Bezziccheri.

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Decisione del giudice attesa imminente

La sentenza è prevista a breve. Un comunicato firmato dal presidente del Tribunale, Fabio Roia, indica che, basandosi sui materiali e sugli interrogatori presentati, una decisione sarà presa in un tempo adeguato alla complessità del caso e alle implicazioni legali coinvolte. Si mormora che la decisione possa essere emanata la prossima settimana. Gli interrogatori prolungati, che hanno visto gli indagati rispondere per oltre un’ora e mezza ciascuno, hanno aggiunto ulteriori dettagli al caso.

L’avvocato di Marinoni nega l’esistenza di un sistema corruttivo

L’ex presidente della Commissione Paesaggio, Giuseppe Marinoni, ha detto ai giornalisti entrando in tribunale: «Se questo deve risolversi, e ci vorranno anni, vi voglio qui», sottolineando la necessità di un interesse costante da parte della stampa, non solo in momenti di crisi. «Quanto tempo ci vorrà? Cinque anni? Sta a voi, investigano già da tre anni», ha aggiunto. Marinoni si è avvalso della facoltà di non rispondere, mentre il suo avvocato, Eugenio Bono dello studio legale associato Casella-Brambilla Pisoni-Borasi, ha presentato una breve memoria per contestare le basi delle misure cautelari e ha annunciato che la difesa sarà più approfondita durante il processo. Secondo l’avvocato, non esiste un sistema corruttivo come descritto dalla procura, che ha basato le proprie accuse più su «giudizi morali» che su elementi concreti, e ha criticato la «sproporzionata ampiezza dell’indagine» come un attacco alla speculazione edilizia a Milano.

Tancredi sostiene di aver agito per l’interesse del Comune

L’ex assessore alla Rigenerazione Urbana, Giancarlo Tancredi, ha risposto a tutte le domande nel corso di un interrogatorio di circa un’ora e mezza, dopo aver presentato alcuni documenti. L’ex assessore, ora dimissionario, ha chiesto la sospensione anche dall’incarico dirigenziale presso il Comune, dal quale aveva preso un congedo per l’incarico politico. Durante l’interrogatorio, Tancredi ha mantenuto una linea difensiva incentrata sul fatto di aver «sempre agito nell’interesse del Comune», negando di aver favorito Marinoni o di aver agito per interessi personali, e di non aver mai ricevuto denaro o altre forme di vantaggio personale.

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Pella respinge ogni accusa

L’architetto Federico Pella, che si è dimesso lunedì dalla J+S di cui è fondatore, non è stato meno coinvolto. Secondo la procura, Pella avrebbe avuto un ruolo chiave nel cosiddetto «Pgt Ombra» insieme a Marinoni. Pella ha negato tutte le accuse e ha risposto a tutte le domande del giudice Fiorentini. Inoltre, tramite il suo legale, ha presentato una memoria difensiva.

Catella risponde per due ore e riduce le deleghe in Coima

Il CEO di Coima, Manfredi Catella, è entrato in aula verso le 15:00 e ne è uscito circa due ore dopo. «Ho risposto a tutte le domande e il giudice mi ha dato l’opportunità di spiegare, ho risposto come volevo, tutto quello che potevo dire l’ho detto», ha dichiarato Catella all’uscita dal tribunale. Successivamente, ha inviato una nota agli stakeholder di Coima per chiarire la sua posizione:

«L’interrogatorio mi ha permesso di fornire tutte le risposte e i chiarimenti necessari per una corretta ricostruzione dei fatti», ha scritto il CEO di Coima, aggiungendo di aver presentato una memoria al giudice «corredata di tutte le evidenze documentali a supporto dell’insussistenza dei capi di imputazione promossi dalla procura».

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Catella ha anche annunciato una temporanea riduzione delle cariche affidategli all’interno di Coima. «Il 22 luglio ho proposto al CdA di Coima SGR di ridurre le deleghe assegnatemi come amministratore delegato, escludendo tutte le attività esecutive relative ai rapporti con la pubblica amministrazione», ha detto, includendo anche «professionisti che rivestano ruoli nell’ambito della Pa». Il CdA ha «approvato la proposta». Catella ha concluso ringraziando per i «migliaia di messaggi di solidarietà e stima ricevuti da tutto il mondo».

Tre ore di interrogatorio per Bezziccheri

Penultimo tra gli indagati a essere ascoltato, l’imprenditore Bezziccheri, a capo di Bluestone, ha respinto ogni accusa durante un interrogatorio durato oltre tre ore. L’imprenditore, rinviato a giudizio mercoledì dal gup in merito a un’altra indagine dello stesso filone d’inchiesta, si è difeso sottolineando che non c’è stata corruzione e che le consulenze pagate erano regolari. La sua difesa ha depositato una memoria per opporsi alla richiesta di custodia cautelare in carcere avanzata dai pm.

Gli interrogatori si sono conclusi alle 22:00, con l’uscita di Scandurra dopo un interrogatorio di circa due ore, durante il quale ha affermato di aver sempre agito correttamente, senza mai danneggiare l’interesse pubblico. Ha inoltre affermato di aver seguito le indicazioni ricevute sui conflitti di interesse. Il giudice Mattia Fiorentini dovrà ora decidere sulle sei misure cautelari proposte nell’ambito di quest’ultima parte di indagini sull’urbanistica. (riproduzione riservata)


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