Leonardo in Caduta Libera in Borsa: Ecco 4 Motivi Sorprendenti di Ottimismo!

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Il titolo subisce un calo insieme ad altri nel settore della difesa. Semplici realizzazioni di guadagni? Esperti analizzano quattro sviluppi positivi


Il valore delle azioni di Leonardo ha registrato una flessione in Borsa a Milano (-6,30% a 48,78 euro alla chiusura), influenzato, come altri titoli del settore difensivo, dalle preoccupazioni per i possibili ridimensionamenti della spesa militare in Francia. Il Financial Times ha riportato che il significativo debito pubblico francese potrebbe limitare i suoi piani di aumentare la spesa per la difesa dal 2% al 3,5% del PIL entro il 2030, sollevando dubbi sulla capacità di una delle nazioni più potenti d’Europa di adeguarsi al crescente fabbisogno per nuovi armamenti. Tuttavia, per gli operatori di mercato, la discesa del titolo Leonardo potrebbe essere vista come una normale raccolta di profitti dopo un incremento del 21% negli ultimi tre mesi.

Nuovo contratto per Drs

Nonostante ciò, Drs (-2,3% a Wall Street a metà seduta), filiale americana di Leonardo, ha comunicato di aver vinto un contratto del valore di 41 milioni di dollari dal Naval Sea Systems Command per la fornitura di hardware essenziale per i sistemi di gestione dei combattimenti su navi di superficie della Marina degli Stati Uniti, delle forze navali alleate e della Guardia Costiera americana. L’accordo include anche forniture per le marine militari di altri paesi come Australia, Corea del Sud e Giappone, con la produzione che si svolgerà nell’impianto di Drs a Johnstown.

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Collaborazione con Nokia

In aggiunta, Nokia ha formalizzato una collaborazione con l’entità italiana per la fornitura di reti wireless private di importanza critica su scala globale, mirate alla pubblica sicurezza, all’energia e al settore ferroviario. Il colosso finlandese delle telecomunicazioni ha annunciato che la piattaforma MC_linX di Leonardo verrà integrata nei suoi Core Enterprise Services, permettendo comunicazioni immediate e gestione delle emergenze.

Rutte: la Nato deve quadruplicare la sua difesa aerea

Anche altri titoli del settore difensivo hanno subito cali. La tedesca Rheinmetall ha chiuso a -5,8%, Bae Systems a -2,63%, Thales Aerosp. & Defence a -3,63%, Safran a -2,03%, Rolls-Royce e Airbus a -0,9% a seguito delle dichiarazioni del segretario generale della Nato, Mark Rutte, che ha chiesto un aumento del 400% nelle capacità di difesa aerea e missilistica dell’Alleanza in risposta alle minacce russe.

  • Leggi anche: Difesa, Hegseth: obiettivo Nato al 5% del PIL entro il vertice de L’Aia. Nuovo contratto per Leonardo dall’Indonesia

Secondo Rutte, la Nato necessita di migliaia di nuovi veicoli corazzati, milioni di munizioni d’artiglieria aggiuntive e di sistemi di difesa aerea e missilistica più efficaci. Allo stesso tempo, l’Alleanza deve trasformarsi in un’organizzazione «più forte, più giusta e più letale».

«La difesa aerea è senza dubbio un settore in cui la Nato e l’Europa devono incrementare gli investimenti», sottolinea l’analisi di Intesa Sanpaolo. «Potenziare questa capacità significa investire in sensori/radar e in sistemi missilistici. Ricordiamo che i leader della Nato si incontreranno il 24 e 25 giugno nei Paesi Bassi, dove è probabile che venga approvato un aumento della spesa per la difesa dal 2% del PIL del 2024 al 3,5%. Vediamo questa notizia in modo positivo, anche se parzialmente anticipata dai mercati».

Intesa imminente tra Leonardo e Iveco per Idv

Appare ormai quasi scontata anche la chiusura dell’accordo tra Leonardo e Iveco per la cessione di Iveco Defence Vehicles (Idv; +0,39% a 16,81 euro in borsa per Iveco). L’intesa, come riporta Il Corriere della Sera, è vicina. Le quattro proposte – dalla joint venture Leonardo-Rheinmetall, Indra, Knds e Csg «confermano che la coalizione Leonardo-Rheinmetall è la più quotata, con un’offerta stimata intorno a 1,5 miliardi di euro», 13 volte l’EBIT adjusted del 2024 rispetto a un prezzo richiesto di 2 miliardi di euro (multiplo EV/EBIT adjusted di 17,7), secondo Equita.

Sia Equita che Banca Akros ritengono che, successivamente alla vendita di Idv, si possa procedere anche alla cessione di Iveco ai cinesi di Faw, un’opzione che era stata messa in pausa a causa delle esitazioni governative legate alla vendita di un’azienda considerata strategica nel settore della difesa. «Riteniamo che, una volta completata la vendita o lo spin-off di Idv, Iveco sia pronta per una fusione o, in alternativa, una vendita. Nella nostra valutazione delle parti, stimiamo Idv a 1,5 miliardi e non prevediamo ulteriori sviluppi speculativi post-vendita», afferma Equita, confermando il rating hold e il target price a 50 euro per Leonardo (neutral e prezzo obiettivo a 52 euro per Banca Akros), e buy su Iveco (target price a 18,50 euro).



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