Un finanziamento collettivo per il rafforzamento militare dell’UE potrebbe potenziare la posizione dell’euro a livello mondiale, secondo il governatore della banca centrale finlandese. Tajani: la decisione sul 5% per la difesa è concordata a livello governativo. Il settore della difesa è nuovamente in crescita.
Olli Rehn ha nuovamente proposto l’idea di emettere obbligazioni comuni per finanziare la difesa europea. Il presidente della banca centrale finlandese e membro del consiglio della BCE ha suggerito che l’Europa dovrebbe aggregare gli investimenti in questo settore per ridurre i costi, velocizzare i processi e generare nuovi strumenti finanziari che potrebbero consolidare la posizione internazionale dell’euro.
Olli Rehn (BCE) suggerisce eurobond per migliorare la sicurezza
Un debito congiunto per supportare la difesa europea, specialmente ora che gli USA hanno interrotto alcune consegne di armamenti all’Ucraina, inclusi missili antiaerei, potrebbe migliorare la situazione dell’Europa e dell’euro in due modi: creerebbe un grande asset sicuro e liquido, essenziale per il corretto funzionamento del settore finanziario, e potenzierebbe le capacità difensive, indispensabili per chi emette una valuta di riserva globale.
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«La difesa rappresenta anche un’opportunità di creare un altro strumento sicuro che potrebbe rinforzare la struttura finanziaria europea», ha dichiarato Rehn a Reuters. «Se consideriamo la spesa per la difesa come un bene pubblico, allora necessitiamo anche di soluzioni condivise».
Tajani: la decisione del 5% per la difesa è un accordo governativo
La transizione digitale, il potenziamento della difesa comune, le nuove infrastrutture e la riduzione demografica sono «sfide ampie e importanti ma gestibili per il nostro paese», ha osservato il ministro dell’Economia, Giancarlo Giorgetti, parlando in un contesto di «alta incertezza» durante il suo discorso all’assemblea dell’Ania.
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Il raggiungimento del 5% della spesa in difesa «è un impegno condiviso di tutto il governo», ha sottolineato il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, distanziandosi da alcune dichiarazioni di membri della Lega che hanno descritto come «insostenibile» il raggiungimento di tale obiettivo.
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La Banca Akros ha già incluso nelle sue previsioni una spesa media per la difesa dell’UE pari al 3% del PIL da raggiungere entro il 2032. Secondo le stime di Leonardo, colosso industriale italiano, «se il target del 5% del PIL fosse confermato, ciò potrebbe tradursi in un aumento del 25-40% delle nostre previsioni di ricavi per il 2032 e, con una moderata leva operativa, un incremento del 30-45% degli utili rispetto alle previsioni attuali per il 2032», ha analizzato Banca Akros.
Rialzo per Leonardo in borsa
La Banca Akros ha mantenuto un rating neutrale con un target price di 52 euro per le azioni di Leonardo, che hanno registrato un aumento dello 0,71% a 45,71 euro a Piazza Affari (-5% il 1° luglio). Anche Rheinmetall (+0,97%), Thales Aerosp. & Defence (+0,76%), Airbus (+1,59%), Safran (+0,79%) e Rolls-Royce (+0,89%) hanno mostrato buone performance. Stabile solo Bae Systems (+0,05%). (riproduzione riservata)
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Giornalista esperto, Alessandro Bianchi guida il lettore nell’attualità italiana e internazionale con passione e precisione. Il suo approccio didattico rende l’informazione accessibile a tutti.