Perdita di 7,8 miliardi di euro in capitalizzazione di mercato. La multinazionale statunitense prevede di lanciare due modelli di smart glasses, il primo dei quali sarà disponibile nel 2026. Questi dispositivi mirano a competere con quelli offerti da Essilux (Ray-Ban e Oakley) in collaborazione con Meta.
Una giornata da dimenticare per Essilorluxottica alla Borsa di Parigi, dove le azioni della società, controllate dalla famiglia Del Vecchio, hanno registrato un calo del 5,6%, chiudendo a 286,10 euro per azione. A causare preoccupazione tra gli investitori è stato un annuncio di Google: il gigante di Mountain View ha rivelato di essere al lavoro su due modelli di smart glasses, con il primo modello che sarà lanciato nel 2026. Questi occhiali si propongono di sfidare quelli prodotti da Essilux (Ray-Ban e Oakley) in collaborazione con Meta.
Il colosso tecnologico californiano ha specificato di essere intento a sviluppare due tipologie di occhiali intelligenti basati sull’intelligenza artificiale (AI), puntando a competere già dall’anno prossimo con i modelli di Meta Platforms, che ha collaborato con Essilux per creare gli smart glasses Ray-Ban, attualmente senza concorrenti diretti in questo segmento di mercato.
L’annuncio di Google suggerisce una maggiore competizione nel settore, con i primi occhiali intelligenti del marchio che «saranno disponibili l’anno prossimo», come riportato dalla compagnia in un post sul proprio blog ufficiale. Altri competitor, come Snap e Apple, secondo alcune voci, potrebbero introdurre i loro modelli entro il 2026.
- Leggi anche: Alibaba introduce i suoi primi occhiali AI, più costosi di quelli di Meta e Luxottica
Il progetto di Google
Il piano di Google include due linee di prodotto: una serie di occhiali senza schermo (modello AI), che si concentrano sull’audio e sull’interazione vocale con l’assistente AI Gemini; e una serie con schermo integrato nelle lenti (modello XR), ideata per visualizzare informazioni in tempo reale come sottotitoli tradotti o istruzioni di navigazione.
Google sta collaborando alla realizzazione di questi modelli con Samsung Electronics, Warby Parker e Gentle Monster, anche se per ora non è stato ancora presentato un prototipo definitivo.
Nel suo comunicato ufficiale, l’azienda enfatizza che «perché AI e XR siano effettivamente utili, l’hardware deve integrarsi armoniosamente nella vita quotidiana e riflettere lo stile personale», aggiungendo che «un unico design non si adatta a tutti, quindi stiamo sviluppando Android XR per supportare diversi tipi di dispositivi», notando variazioni in termini di «peso e stile».
Il ritorno di Google in questo segmento di mercato avviene circa dieci anni dopo il fallimento commerciale dei Google Glass, che all’epoca mostrò diverse limitazioni in termini di design, durata della batteria e preoccupazioni relative alla privacy.
- Leggi anche: Impulso natalizio per EssilorLuxottica, Bofa migliora il rating a Buy: previsto raddoppio delle vendite di smart glasses
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