Prima riunione tra il dirigente e il capo di stato turco. Contemporaneamente QatarEnergy acquisisce il 40% del campo egiziano di North Rafa dall’azienda italiana, che ne mantiene la gestione. | Eni supera le previsioni nel terzo trimestre del 2025 e incrementa il buyback a 1,8 miliardi di euro
Eni sta avviando le sue operazioni in Turchia. Il lunedì 27 ottobre, a Ankara, l’amministratore delegato Claudio Descalzi ha tenuto un incontro con il presidente turco Recep Tayyip Erdogan, con la partecipazione del ministro dell’Energia e delle Risorse Naturali Alparslan Bayraktar. Durante la riunione, come riferito dall’ente italiano, si è discusso delle dinamiche attuali dei mercati energetici globali e si sono esplorate possibili collaborazioni per diversificare le fonti energetiche attraverso diversi vettori e aree geografiche. Si presume che tali accordi potrebbero includere forniture di gas.
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Le partnership in Egitto con QatarEnergy North Energy
Nel frattempo, Eni ha ceduto il 40% delle quote del settore esplorativo di North Rafah, situato nell’offshore egiziano, a QatarEnergy. L’accordo è già stato approvato dal governo. Eni continuerà a essere l’operatore del settore, mantenendo il 60% delle quote.
«Siamo entusiasti di questa nuova partecipazione nel settore di North Rafah, che consolida ulteriormente la nostra presenza in Egitto e rappresenta un ulteriore passo avanti nella nostra strategia di esplorazione internazionale», ha commentato Saad Sherida Al-Kaabi, Ministro di Stato per gli Affari Energetici, presidente e ceo di QatarEnergy, «Attendiamo con impazienza di collaborare per raggiungere i nostri obiettivi di esplorazione».
Il settore di North Rafah si trova nel mar Mediterraneo, al largo della costa nord-orientale dell’Egitto, coprendo quasi 3mila chilometri quadrati con profondità d’acqua che raggiungono i 450 metri. Solo poche settimane fa, il 5 ottobre, QatarEnergy aveva firmato un primo accordo con Shell per l’acquisizione del 27% del settore North Cleopatra.
Secondo i dettagli dell’accordo, che deve ancora ricevere l’approvazione del governo egiziano, Shell manterrà una quota del 36% come operatore. Gli altri partecipanti sono Chevron (27%) e Tharwa Petroleum Company (10%). (riproduzione riservata)
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Giornalista esperto, Alessandro Bianchi guida il lettore nell’attualità italiana e internazionale con passione e precisione. Il suo approccio didattico rende l’informazione accessibile a tutti.