Eni e BlackRock Rivoluzionano il Mercato: Accordo da Miliardi nella Gestione CO2!

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Decisione presa dopo il periodo di trattative esclusive con il fondo di infrastrutture. I progetti nel portafoglio | Eni Plenitude prevede l’ipo entro il 2030: ecco le condizioni


Un’intesa è stata raggiunta tra Eni e Global Infrastructure Partner (Blackrock), che si impegna come azionista di rilievo nella newco Eni Ccus Holding, istituita per promuovere il settore della Ccus (Carbon Capture, Utilization and Storage, ovvero la cattura, utilizzo e stoccaggio della CO2).

Eni aveva offerto a Gip un accordo esclusivo per negoziare il possibile ingresso, che ora si concretizza con l’acquisizione del 49,99% delle quote. Questa operazione assicura una gestione congiunta, mantenendo però il controllo a Eni con il 50% più una singola azione. Nella transazione, Eni è stata assistita dal consulente finanziario Jp Morgan, e dal consulente legale Chiomenti.

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La newco gestisce, tramite le società affiliate, le attività in Gran Bretagna a Liverpool Bay (progetto chiave del cluster industriale HyNet, con un quadro normativo e commerciale già stabilito e un piano di finanziamento attivo) e Bacton, oltre al progetto L10-CCS in Olanda. Possiede anche il diritto di acquisire il 50% di Eni nel progetto Ccs Ravenna in Italia e potrebbe includere altre iniziative future in una piattaforma più ampia di progetti Ccus a medio-lungo termine.

Il valore dell’accordo

Il valore dell’intesa è tenuto riservato, ma si stima che la valutazione possa aggirarsi attorno a un miliardo di euro, secondo le stime di mercato per la newco. Al valore finale dell’operazione contribuiranno gli investimenti e i costi già affrontati e quelli futuri per i progetti che espanderanno progressivamente il portafoglio, oltre a un premio basato sulla capacità di Eni di sviluppare e gestire iniziative legate alla Ccs. Il completamento dell’accordo dipenderà dall’ottenimento delle autorizzazioni legali necessarie.

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La crescita della galassia dei satelliti

«La decisione di concentrare il nostro portafoglio globale Ccus in un’entità dedicata e l’ingresso di Gip come partner strategico miglioreranno significativamente la nostra capacità di offrire soluzioni di decarbonizzazione su larga scala e di alto livello tecnico», ha dichiarato il ceo di Eni, Claudio Descalzi. «Prosegue con successo lo sviluppo del nostro modello satellitare applicato alle nostre attività legate alla transizione energetica, confermando la loro grande attrattiva in termini di potenziale di crescita e generazione di valore tramite l’attrazione di capitali in linea, nonché la loro efficacia nella riduzione delle emissioni».

Con l’istituzione della newco della Ccus, i satelliti di Eni aumentano a sette: si aggiungono Enilive e Plenitude, oltre a Azule Energi, Ithaca Energy e Var Energi. Un ottavo è previsto con un accordo tra Eni e Petronas per unire le operazioni in Indonesia e Malesia.

Per Bayo Ogunlesi, presidente e CEO del fondo, «l’esperienza di Gip nel settore delle infrastrutture midstream, combinata con le competenze tecniche, operative e industriali di Eni, contribuirà ad accelerare lo sviluppo di soluzioni Ccus su larga scala, rafforzando il nostro impegno a rispondere alle crescenti esigenze del mercato in termini di energia e prodotti accessibili e decarbonizzati».


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