Mercato auto Italia +11,6% ad aprile: Stellantis guida la ripresa con +14%

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Il mercato auto italiano accelera ancora: ad aprile le immatricolazioni segnano un aumento a doppia cifra e, per il primo quadrimestre del 2026, il totale supera le 640 mila unità. Dietro il trend c’è soprattutto la spinta di Stellantis e la forte crescita delle vetture elettriche, fattori che stanno rimodellando quote di mercato e strategie dei gruppi.

  • Aprile 2026: immatricolate 155.210 auto, +11,6% su base annua.
  • Gennaio‑aprile: 640.083 vetture, +9,8% rispetto al 2025.
  • Stellantis: guida la ripresa con +14% ad aprile e +15,7% da inizio anno.
  • Veicoli elettrici: boom ad aprile (+97,1%) per le full electric, alimentato dalle consegne legate agli incentivi.

Numeri recenti e previsioni aggiornate

I dati più recenti confermano una dinamica positiva: ad aprile il Ministero delle Infrastrutture e della Mobilità Registrata riporta 155.210 nuove targhe, quasi 16 mila in più rispetto allo stesso mese del 2025. Per l’Associazione Nazionale Filiera Industria Automobilistica (Anfia) il quadro del primo quadrimestre ha spinto a rivedere al rialzo le stime sull’intero anno, con l’ipotesi di una crescita complessiva intorno al 10% rispetto al 2025.

Secondo Roberto Vavassori, presidente di Anfia, la tenuta della domanda nei primi mesi giustifica ottimismo prudente: «I segnali sono favorevoli per il 2026», ha osservato, sottolineando come la dinamica dei primi quattro mesi sia alla base delle nuove proiezioni.

Le elettriche spingono la crescita

Il segmento delle full electric ha registrato una performance eccezionale: 13.087 immatricolazioni in aprile, pari a un +97,1% su base annua, con quota di mercato salita all’8,4% dal 4,7% di dodici mesi fa. Nel quadrimestre le BEV hanno totalizzato 50.924 unità (+71,9%) e il parco circolante elettrico in Italia supera ormai le 409 mila vetture.

Gran parte dell’incremento è collegata alle consegne dei veicoli finanziati dagli incentivi aperti lo scorso ottobre, che sono stati esauriti in poche ore. Questo meccanismo ha accelerato il ricambio e la penetrazione delle tecnologie a zero emissioni sul mercato nazionale.

Chi guadagna terreno: Stellantis e i concorrenti

Stellantis conferma una marcia superiore alla media. Ad aprile il gruppo ha immatricolato 48.808 vetture, in crescita del 14% rispetto a un anno prima; per il quadrimestre il totale sale a 206.609 unità, +15,7% sul 2025. La quota di mercato del gruppo è aumentata, attestandosi sopra il 31% ad aprile e intorno al 32,2% sul periodo gennaio‑aprile.

All’interno del gruppo spiccano i rialzi di marchi come Fiat e Opel, mentre altri brand hanno registrato storni più marcati.

Performance di alcuni gruppi (aprile 2026 e gen‑apr 2026)
Gruppo Aprile 2026 (var. % annua) Gen‑Apr 2026 (var. % annua) Nota
Stellantis +14,0% +15,7% Quota di mercato in crescita
Volkswagen +7,2% Performance sostenuta da Audi, Cupra e Škoda
Renault Group ~0% (Dacia -2,3%, Renault +1,3%) Tenuta complessiva del gruppo
Toyota Lievi aumenti Quarta posizione tra i gruppi
BYD +171,9% +208% (primi 4 mesi) Spinta forte nel comparto elettrificato

Cosa cambia per consumatori e industria

Per gli acquirenti la disponibilità ormai limitata di incentivi rappresenta una variabile chiave: chi ha beneficiato dei fondi lo scorso autunno ha accelerato l’acquisto, ma il sostegno pubblico esaurito può ridurre il ritmo delle vendite di elettriche se non saranno introdotte nuove misure.

Per i costruttori, la corsa alle quote e alla penetrazione dei modelli elettrificati determina aggiustamenti nell’offerta e nella distribuzione. I gruppi che stanno ampliando la gamma a batteria guadagnano terreno, mentre chi non scala rapidamente rischia di perdere posizioni.

Resta inoltre sullo sfondo il tema del commercio internazionale: possibili misure tariffarie sui prodotti auto a livello globale costituiscono un rischio per i bilanci dei gruppi fortemente esposti agli Stati Uniti, un fattore che potrebbe influenzare prezzi, catene di fornitura e strategie industriali nei prossimi trimestri.

La tendenza osservata nei primi quattro mesi del 2026 segna dunque una fase di opportunità ma anche di incertezza: la crescita attuale è solida, ma dipende dalla capacità del mercato di assorbire la domanda senza nuovi incentivi e dalla stabilità del contesto internazionale.

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