Trend Design Rivoluzionari: Addio Open Space, Benvenuta Trasversalità!

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La casa: santuario, rifugio, espressione di sé

Il dibattito sull’evoluzione del concetto di abitare ha preso nuovo impulso nell’ultimo anno, segnato da una riscoperta del significato di “casa”. Claudia Campone, fondatrice di ThirtyOne Design e creatrice di POSThome, un progetto di ricerca sulle nuove forme dell’abitare, commenta: «Nelle prime fasi della pandemia, la casa è ritornata alle sue origini di rifugio. Isolati, abbiamo scoperto che i nostri spazi abitativi sono il prolungamento delle nostre personalità e dei nostri interessi. Con la vita sempre più esposta sui social, la casa si è trasformata nel palcoscenico delle nostre giornate. Tutto ciò che prima avveniva altrove, come il lavoro, l’esercizio fisico e il tempo libero, si è trasferito tra le mura domestiche, spingendoci a ricreare questi spazi in casa.»

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La crescente frequenza con cui viviamo le nostre case ha messo in luce nuove necessità. Questi bisogni, come vedremo, si collegano alla ricerca di soluzioni per migliorare la privacy e il benessere personale, attraverso una gestione più intelligente degli spazi e una progettazione del mobilio che sia al tempo stesso rispondente ai gusti personali e versatile.

Come Cambiano le Case ai Tempi del COVID-19

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Declino dello spazio aperto

Gli esperti sono unanimi: il primo significativo cambiamento è stato il superamento del concetto di open space per la zona giorno. «Finalmente, ci siamo liberati della convinzione che l’open space fosse la soluzione ideale, un retaggio della trasformazione di spazi industriali in loft residenziali. In realtà, l’abitare richiede un’organizzazione dello spazio che preveda sia separazioni che connessioni. È fondamentale un design più riflessivo che valorizzi mobili su misura per ottimizzare lo spazio e pezzi d’arredo che siano piacevoli alla vista e ricchi di significato personale», afferma Claudia Campone.

Ridefinizione dei confini

“La pandemia potrebbe aver segnato la fine degli spazi abitativi open space. Molte persone, precedentemente attratte da questa soluzione, ora trovano meno attraente l’idea di vivere senza privacy”, sottolinea Monica Khemsurov, cofondatrice di Unseen e relatrice all’evento Home Dynamics di Vitra.

Dopo mesi in cui la cucina è diventata un ufficio e il soggiorno un deposito di oggetti personali e di lavoro, emerge la necessità di separare fisicamente gli spazi. Chi può, cerca di dedicare una stanza all’home office, per poter chiudere la porta e staccare dal lavoro alla fine della giornata.

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“Le nostre cucine sono diventate uffici, e spesso non ci siamo preoccupati di liberare il tavolo per mangiare, tanto saremmo tornati subito al lavoro. La pandemia ha portato a un collasso totale dei confini, influenzando negativamente la nostra salute mentale”, conferma la psicoterapeuta Esther Perel, partecipante a Home Dynamics.

La necessità di ordine

La lotta contro lo stress generato da un open space caotico e scrivanie ingombre ha portato a un’altra tendenza: l’aumento degli spazi contenitivi in casa per riporre velocemente gli oggetti sparsi e godere di un ambiente più ordinato.

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Uno spazio filtro all’ingresso

Attualmente si richiede ai progettisti di prevedere uno spazio all’ingresso che funga da filtro. Questo area deve permettere di lasciare borse, scarpe e cappotti, favorendo una maggiore igiene e separando efficacemente la zona giorno dall’entrata, dove si ricevono le consegne.

La casa come laboratorio

Nel corso dei primi mesi di lockdown sono state numerose le iniziative, soprattutto rivolte ai più piccoli, per partecipare a laboratori manuali e creativi online. “Un trend molto interessante è quello della casa come laboratorio: spesso nelle nostre abitazioni mancano spazi dedicati alla creatività, come un tavolo da lavoro o stanze per attività artistiche o musicali. Grazie alla pandemia, abbiamo riscoperto l’importanza e il piacere di essere un po’ autarchici a casa”, spiega Claudia Campone.

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Le case multigenerazionali

Nora Fehlbaum, CEO di Vitra, evidenzia un’altra tendenza legata alla nuova composizione delle famiglie: “Con le case di riposo diventate epicentri della crisi sanitaria e gli anziani più a rischio, molte famiglie hanno deciso di riportare gli anziani a casa. Gli ex nidi vuoti si stanno trasformando in habitat multigenerazionali, e questo sembra rafforzare i legami familiari. I nuclei più numerosi richiedono alcuni adattamenti, come più sedie da pranzo e divani più grandi, ma sembra che l’investimento valga la pena: l’82% delle famiglie multigenerazionali negli USA riporta un miglioramento del rapporto familiare”.

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La trasversalità nell’arredo

La tendenza attuale vede una crescente trasversalità e multifunzionalità nell’arredo. I mobili per ufficio, ad esempio, sono sempre più simili, per stile e colori, a quelli domestici. Ora, anche gli arredi domestici incorporano elementi tipici degli uffici, come pannelli acustici e pareti scorrevoli, mentre le scrivanie casalinghe adottano funzionalità ergonomiche come i meccanismi sit-stand.

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Riduzione dell’uso della tecnologia

Il termine technopherence, che indica l’interferenza delle tecnologie nelle relazioni personali, è sempre più diffuso. Dopo mesi di interazioni principalmente digitali, c’è una tendenza a ridurre i contatti online anche all’interno delle mura domestiche.

«La pandemia ha intensificato il nostro uso dei mezzi digitali per il lavoro, l’educazione e il tempo libero. Siamo stati sopraffatti dalla presenza digitale, vivendo in uno spazio limitato e privato delle interazioni sociali dirette, il che ha aumentato il nostro desiderio di connessione con la natura e gli spazi pubblici», spiega Kent Martinussen, CEO del Danish Architecture Center.

Il contatto con il verde

Un altro trend evidente è l’importanza degli spazi verdi. Chi ha avuto accesso a giardini o balconi durante il lockdown ha goduto di vantaggi sia in termini di spazio aggiuntivo sia per i benefici derivanti dal contatto con la natura.

Kent Martinussen continua: «Vedo una forte tendenza verso la natura per diverse ragioni, una delle quali è la nostra esistenza digitale soffocante. L’attenzione politica sulla sostenibilità e il nostro bisogno innato di equilibrio tra la vita digitale e il mondo fisico, fatto di materiali come il legno, il bambù, le pietre e gli organismi viventi come le piante e gli animali, ci ricorda la nostra connessione essenziale con la natura».

In quale di questi trend ti ritrovi? Condividi la tua esperienza nei commenti qui sotto.

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