Tim chiude il bilancio consolidato 2025 in utile, segnando una svolta dopo anni di perdite, ma la holding rimane in perdita. Il dato apre scenari concreti per gli azionisti: il gruppo ha registrato un risultato netto positivo che potrebbe influenzare il piano di buyback e il progetto di raggruppamento azionario in votazione ad aprile.
I numeri principali
Il consiglio di amministrazione guidato da Pietro Labriola ha approvato il bilancio consolidato; il gruppo mostra un utile netto aggregato di 519 milioni di euro. Di questa cifra, la quota attribuibile ai soci della controllante è pari a 297 milioni, dopo aver detratto i 222 milioni di competenza delle minoranze legate a Tim Brasil, partecipata al 67%.
Sul fronte della capogruppo, Tim SpA mantiene un risultato netto negativo: il bilancio separato chiude con una perdita di circa 155 milioni, un miglioramento significativo rispetto al rosso di circa 1,2 miliardi registrato l’anno precedente.
- Utile netto di gruppo (2025): 519 milioni di euro
- Quota attribuibile ai soci della controllante: 297 milioni
- Minoranza Tim Brasil: 222 milioni (Tim detiene il 67%)
- Risultato netto Tim SpA: -155 milioni
- Tim Brasil (normalizzato): ~700 milioni di utile netto
- Risultato del quarto trimestre: 473 milioni
- Proventi non ricorrenti registrati: circa 157 milioni
- Utile operativo al netto delle voci straordinarie: ~362 milioni (di cui ~140 milioni attribuibili alla controllante)
Che ruolo hanno avuto le voci straordinarie
Il bilancio 2025 è stato influenzato da alcuni eventi non ricorrenti che hanno inciso sia in positivo sia in negativo. Tra gli elementi più rilevanti figura il rimborso del canone concessorio relativo al 1998, che ha apportato una plusvalenza prossima al miliardo di euro.
Controbilanciate da misure con effetto negativo, come la revisione dei criteri di capitalizzazione dei costi di acquisizione clienti per la rete fissa (incidenza negativa intorno a 600 milioni) e un adeguamento del valore di realizzo di Sparkle che ha pesato per circa 115 milioni.
Anche considerando l’impatto di queste poste straordinarie, l’attività industriale mostra segnali di ripresa: l’utile operativo al netto delle voci non ricorrenti si attesta intorno a 362 milioni, con circa 140 milioni riconducibili alla quota dei soci della controllante.
L’assemblea del 15 aprile e le decisioni sul capitale
Il consiglio ha convocato l’assemblea ordinaria e straordinaria per il 15 aprile. All’ordine del giorno ci sono l’approvazione del bilancio, le politiche di remunerazione, i piani di incentivazione per il triennio 2026-2028 e due operazioni sul capitale:
- l’autorizzazione a un programma di buyback fino a 400 milioni di euro, condizionato al closing dell’operazione su Sparkle;
- l’approvazione del raggruppamento azionario 1:10 già annunciato dal management.
Le delibere che saranno sottoposte ai soci mirano a rafforzare la struttura del capitale e a rendere più efficiente la gestione delle azioni in circolazione, decisioni che avranno conseguenze dirette sulle dinamiche del titolo in Borsa e sulla politica di ritorno agli azionisti.
Prospettive e contesto
Il recupero del 2025 interrompe una serie di esercizi in perdita e riporta il gruppo nel terreno positivo a livello consolidato. Tuttavia, la differenza tra il risultato del gruppo e quello della capogruppo evidenzia che permangono fragilità sul fronte domestico e nella struttura finanziaria della holding.
In termini pratici, il successo delle misure annunciate — in particolare il buyback e il raggruppamento azionario — dipenderà anche dall’esito delle operazioni straordinarie in corso e dall’evoluzione dei margini operativi nei prossimi trimestri.
Termini chiave: Tim, Tim Brasil, Tim SpA, Sparkle, buyback, raggruppamento azionario, partite straordinarie.
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Giornalista esperto, Alessandro Bianchi guida il lettore nell’attualità italiana e internazionale con passione e precisione. Il suo approccio didattico rende l’informazione accessibile a tutti.