Stm in forte volatilità: boom post-conti e poi brusco calo che preoccupa investitori

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Giovedì 29 gennaio il titolo di STMicroelectronics ha vissuto una giornata di forti oscillazioni a Piazza Affari: una prima corsa in avanti è stata seguita da una discesa che ha portato le azioni in calo di circa il 3% nel primo pomeriggio. I dati di bilancio, con utili in netto ridimensionamento su base annua ma una guidance per il 2026 migliore delle attese, hanno riacceso il dibattito sugli effettivi segnali di ripresa del settore dei semiconduttori.

Numeri chiave e scenario operativo

Per l’esercizio 2025 il gruppo ha registrato un utile netto di circa 180 milioni di dollari, rispetto ai 1,56 miliardi dell’anno precedente. I ricavi hanno subito una flessione, scendendo intorno a 11,8 miliardi di dollari, mentre il margine operativo lordo si è ridotto a poco meno di 4 miliardi.

Nel quarto trimestre i ricavi sono rimasti sostanzialmente stabili su base annua, a 3,33 miliardi di dollari, ma il trimestre si è chiuso con una perdita netta di circa 30 milioni. Su base rettificata secondo i criteri statunitensi (esclusi alcuni effetti contabili), il risultato operativo mostra invece un utile di circa 100 milioni di dollari.

  • 2025 – Utile netto: 180 milioni di USD (vs 1,56 mld nel 2024)
  • Ricavi 2025: ~11,8 miliardi di USD
  • Q4 2025 ricavi: 3,33 miliardi di USD (+0,2% a/a)
  • Q4 2025 risultato reportato: perdita netta ~30 milioni di USD; utile rettificato ~100 milioni
  • One-off: voci straordinarie per circa 141 milioni legate a svalutazioni e ristrutturazioni

La guidance e i punti di attenzione per il 2026

Per il primo trimestre 2026 la società ha indicato ricavi attesi intorno a 3,04 miliardi di dollari, una flessione sequenziale stimata in circa l’8,7%. Il margine lordo è previsto vicino al 33,7%, con una variabilità di ±200 punti base. Nella guidance è stato inoltre considerato un cambio euro/dollaro intorno a 1,16 e l’effetto dei contratti di copertura valutaria già in portafoglio.

Questi numeri rendono cruciale il monitoraggio di due elementi: la tenuta del margine lordo nei prossimi trimestri e l’andamento dei mercati di sbocco, in particolare il comparto automotive, che nel trimestre è risultato sotto le attese.

Perché conta per gli investitori

La reazione volatile del titolo riflette il corto termine: i risultati contengono segnali contraddittori — ricavi stabili ma utili impattati da costi straordinari — mentre la guidance porta indicazioni di miglioramento operativo. Per chi segue il settore, la domanda vera è se questi segnali indichino un’inversione strutturale della domanda oppure una temporanea normalizzazione dei flussi di ordini.

Da vicino: settori come l’elettronica di consumo hanno mostrato una performance migliore del previsto, a compensare il calo nel business automotive. L’effetto combinato di ristrutturazioni produttive e svalutazioni ha pesato sul conto economico, ma potrebbe tradursi in margini più resilienti se le misure di efficienza producono risultati nel 2026.

Visioni degli analisti

Le valutazioni degli istituti restano divergenti. Equita mantiene un giudizio positivo e un prezzo obiettivo intorno a 30 euro, sottolineando come la dinamica operativa, al netto delle poste una tantum, sia sostanzialmente in linea con le attese.

All’opposto Barclays conferma un orientamento più prudente (underweight) con un target di 21 euro: la banca ritiene che, nonostante la guidance sui ricavi sia superiore al consenso, sia ancora prematuro parlare di una solida fase di ripresa e chiede conferme sulla sostenibilità del margine lordo.

Elemento Equita Barclays
Valutazione Buy (TP 30 €) Underweight (TP 21 €)
Azione suggerita Confermare posizione in vista recupero Attendere segnali più concreti sul margine

La pluralità di giudizi evidenzia che il mercato sta scontando sia il rischio legato a costi straordinari sia la possibilità di un miglioramento operativo nel corso dell’anno.

Per gli investitori e gli osservatori del settore, i prossimi trimestri saranno determinanti: servono conferme sul recupero della domanda nei mercati finali e sulla capacità di convertire le misure di riorganizzazione in risultati economici stabili.

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