La Federazione ha ufficializzato oggi una svolta nella guida della Nazionale: Roberto Mancini è stato indicato come nuovo commissario tecnico, una scelta che punta a riportare ordine dopo settimane di tensione nei vertici azzurri. Le nomine annunciate dal presidente Giovanni Malagò mirano a ricomporre la struttura tecnica e a preparare la squadra per i prossimi impegni internazionali.
La serie di dimissioni di alto profilo – in primis quelle di Paolo Maldini e Leonardo – ha lasciato vuoti nella dirigenza che la Figc ha cercato di colmare rapidamente. Al centro della contesa c’era la possibile nomina di Andrea Pirlo, bloccata all’ultimo momento in seguito a questioni legate a sponsor esteri, e ritenuta inaccettabile da parte del presidente federale.
Per il ruolo di direttore tecnico è stato scelto Claudio Ranieri: un profilo di lunga esperienza che potrebbe occuparsi della pianificazione e dei rapporti con lo staff. Si valuta inoltre il ritorno in azzurro di Lele Oriali per la carica di team manager, incarico che già ricoprì dal 2014 al 2021 e che conosce bene l’ambiente di Coverciano.
Le nomine in breve
- Roberto Mancini – commissario tecnico: ritorno sulla panchina della nazionale dopo l’esperienza europea (2021) e le successive vicende che lo portarono all’estero.
- Claudio Ranieri – direttore tecnico: ruota attorno alla gestione tecnica e al coordinamento tra staff e società.
- Lele Oriali – candidato a team manager: figura di esperienza interna, già operativa nelle precedenti gestioni tecniche.
La scelta di Mancini ha un duplice effetto immediato: garantisce continuità a livello di immagine e porta con sé la necessità di ricostruire fiducia con una parte dei tifosi, ancora divisa per la sua scelta di dimettersi tempo fa per un incarico all’estero. Al contempo, inserire nomi come Ranieri e (se confermato) Oriali dà alla Federazione strutture riconoscibili e pratiche per il lavoro quotidiano.
Dietro le decisioni c’è anche la necessità di chiudere rapidamente dossier che erano rimasti aperti dopo il commissariamento delle scelte tecniche: la stagione agonistica non aspetta, e la nazionale dovrà affrontare appuntamenti ufficiali che richiedono programmazione e unità. Per questo la Figc ha accelerato per evitare ulteriori vuoti decisionali.
Le reazioni politiche e mediatiche che hanno accompagnato la vicenda Pirlo — legata a un accordo con una piattaforma di scommesse con capitale estero — hanno segnato il punto di rottura tra Maldini, Leonardo e la presidenza federale, spingendo i due dirigenti a lasciare. La riorganizzazione annunciata oggi vuole quindi anche chiudere quella fase convulsa.
L’impatto pratico per la Nazionale sarà valutabile nelle prossime settimane, a partire dal primo raduno sotto la nuova guida e dalle scelte di staff e programma tecnico. È qui che Misure operative e dialogo con i club diventeranno cruciali per evitare nuove tensioni e per mettere in campo una squadra competitiva.
Prospettive e nodi aperti rimangono però molti: ricomporre rapporti interni, definire organigrammi precisi e chiarire i compiti di ciascun dirigente saranno passi necessari per stabilizzare la gestione. L’esperienza di figure come Ranieri e Oriali può accelerare questo processo, ma la palla passa ora al campo e alle scelte sportive che la prossima fase esigerà.
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Giornalista esperto, Alessandro Bianchi guida il lettore nell’attualità italiana e internazionale con passione e precisione. Il suo approccio didattico rende l’informazione accessibile a tutti.