Secondo l’Ania pochi risparmiatori scelgono la rendita vitalizia. La Covip suggerisce strategie innovative per migliorare l’erogazione delle pensioni
L’attuale tendenza demografica in Italia mostra un incremento nell’aspettativa di vita. Recenti statistiche dell’Istat prevedono che l’aspettativa di vita continuerà a crescere, raggiungendo i 86,1 anni per gli uomini e 89,7 per le donne nel 2080, con un incremento di 4,4 anni per i maschi e 4,1 per le femmine rispetto al 2024.
Di conseguenza, diventa essenziale prendere in considerazione il rischio di longevità nella pianificazione finanziaria, focalizzandosi in particolare sulla fase di decumulo delle risorse (approfondimento nell’articolo a seguire).
Le varie opzioni di rendita disponibili per i risparmiatori
Quali sono le relazioni tra i risparmiatori e le rendite vitalizie, strumenti principali per gestire il rischio di longevità? È importante sottolineare che nei piani pensionistici complementari sono presenti diverse opzioni tra cui scegliere quella più adatta alle proprie necessità.
Queste includono la rendita vitalizia rivalutabile, la rendita reversibile rivalutabile, la rendita vitalizia con controassicurazione, la rendita reversibile certa per un numero determinato di anni e, per integrare la pensione con esigenze sanitarie, la rendita vitalizia rivalutabile con copertura per la long term care.
Solo l’1,6% opta per la rendita: i dati Ania e le proposte della Covip
Secondo l’ultimo studio annuale dell’Ania riguardante l’utilizzo delle rendite vitalizie, con specifico riferimento ai contratti pensionistici, nel periodo 2021-2023 sono scadute 226 mila polizze e solo l’1,659% dei contratti è stato convertito in rendita.
La rendita non è ancora valorizzata adeguatamente dai risparmiatori, motivo per cui risultano particolarmente interessanti le proposte evolutive della Covip, presentate nel suo rapporto annuale, per incrementare l’efficacia del sistema nel soddisfare le necessità degli utenti, soprattutto nella fase di erogazione delle prestazioni.
Pensione complementare, l’opzione dei prelievi programmati
È noto che il sistema prevede l’obbligo di convertire almeno il 50% del montante individuale in rendita vitalizia, relegando la prestazione in capitale a un ruolo secondario, secondo l’autorità di vigilanza. Considerando anche le esperienze internazionali in questo ambito, sarebbe opportuno permettere ulteriori modalità di pagamento che meglio rispondano alle preferenze osservate.
In questo contesto, si potrebbe permettere ai fondi pensione di erogare la pensione attraverso prelievi programmati direttamente (senza il coinvolgimento delle assicurazioni) analogamente a quanto avviene con la Rita (Rendita Integrativa Temporanea Anticipata), introdotta nel 2017.
Decumulo graduale: una nuova opzione per ottimizzare le prestazioni pensionistiche
Particolarmente, una volta soddisfatti i requisiti per la pensione, potrebbe essere prevista un’opzione che permetta all’iscritto di realizzare prelievi parziali successivi, mantenendo il montante accumulato nel fondo. Gli importi prelevabili potrebbero essere fissi, simili a una rendita temporanea fornita dal fondo pensione, o determinati liberamente.
In entrambi i casi, non dovrebbero essere permessi prelievi superiori a un limite annuale massimo proporzionato all’aspettativa di vita residua, confermando così il ruolo di protezione della previdenza complementare nelle età avanzate.
- Leggi anche: Una cedola al mese con i titoli di Stato: come assicurarsi una rendita costante per cinque anni
La gradualità dei prelievi consentirebbe inoltre di continuare a beneficiare della gestione delle risorse e, di fatto, prolungarebbe l’orizzonte temporale dell’investimento dell’iscritto. In caso di decesso prematuro, il capitale non ancora prelevato rimarrebbe a beneficio degli eredi, aumentando l’attrattiva della partecipazione.
- Leggi anche: Risparmio, strategie per massimizzare l’utilizzo dei piani di accumulo riducendo i costi
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Giornalista esperto, Alessandro Bianchi guida il lettore nell’attualità italiana e internazionale con passione e precisione. Il suo approccio didattico rende l’informazione accessibile a tutti.