L’attività di M&A supporta il fatturato del gigante di Wall Street, consulente di Mps nell’operazione su Mediobanca. I dati di Dealogic
Nel 2025, l’Italia ha visto un significativo rimescolamento nel settore bancario dovuto all’inizio di un processo di consolidamento, che ha anche ridisegnato il panorama dell’investment banking, favorendo Jp Morgan.
Secondo le informazioni fornite da Dealogic (parte del gruppo Ion), la banca presieduta da Jamie Dimon ha rafforzato la sua posizione leader nel settore con entrate pari a 206 milioni di dollari, aumentando la sua quota di mercato all’11,6%, con un incremento di oltre 3,5 punti percentuali rispetto al 2024, quando il fatturato era stato di 143 milioni, il 44% in meno.
Le principali operazioni di Jp Morgan negli USA
Nel corso dell’anno, Jp Morgan ha realizzato importanti operazioni in tutte le principali aree dell’investment banking. Nel settore del debt capital markets, la banca (guidata in Italia dal senior country officer Francesco Cardinali) ha supportato il Ministero del Tesoro in un’operazione di collocamento di Btp per 18 miliardi di euro avvenuta a settembre. Nel settore equity, ha partecipato a varie operazioni, tra cui la vendita del 4% di Ferrari da parte di Exor (3 miliardi) e l’uscita di Apollo dal capitale di Lottomatica.
Un fattore chiave per le attività italiane di Jp Morgan è stato il settore M&A, che ha generato più della metà dei ricavi. Tra i principali affari, spiccano la vendita di Golden Goose per 2,5 miliardi e l’OPA da 14 miliardi di Montepaschi su Mediobanca, ora presieduta dall’ex presidente per l’Italia e Cib Emea di Jp Morgan, Vittorio Grilli.
L’importanza di Jp Morgan nel contesto EMEA
Un altro dato sottolinea l’importanza del mercato italiano per la banca d’affari americana: Jp Morgan genera quasi l’11% dei suoi ricavi da investment banking nell’area EMEA (Europa, Medio Oriente e Africa), pari a 1,9 miliardi. Questa percentuale è significativa se confrontata con altri grandi mercati europei. Ad esempio, nel Regno Unito la banca genera più entrate da questa attività (414 milioni), ma il mercato italiano è comparabile a quello francese e superiore a quello di Germania (179 milioni), Spagna (151 milioni), Svizzera (115), Paesi nordici (132) e Benelux (167). La banca ha raggiunto la leadership di mercato anche in Spagna nel 2025, superando la locale Santander e raggiungendo oltre l’11% di quota di mercato.
Il declino delle altre banche americane
Mentre il 2025 è stato un anno di crescita per Jp Morgan in Italia, lo stesso non si può dire per le sue concorrenti americane Goldman Sachs, Bofa e Morgan Stanley. Goldman Sachs ha visto i suoi ricavi da investment banking scendere da 129 a 89 milioni di dollari (-31%), con una quota di mercato ridotta dal 7,2% al 5%. Bofa ha ridotto il proprio giro d’affari da 99 a 67 milioni, perdendo 1,7 punti di quota di mercato, passando dal 5,5% al 3,8%. Morgan Stanley, dal canto suo, ha visto una diminuzione dei ricavi da 66 a 61 milioni, con una quota di mercato scesa dal 3,7% al 3,4%.
Invece, il 2025 è stato un anno positivo per le grandi banche europee attive nell’investment banking in Italia. Bnp Paribas è salita sul podio dei ricavi con 107 milioni (erano 102 milioni nel 2024) e una quota di mercato salita dal 5,7% al 6%. Quasi metà del fatturato della divisione per la banca francese, guidata in Italia da Elena Goitini, è stata generata dalle emissioni di debito pubblico. In questo contesto, i ricavi sono stati pari a 50 milioni di euro, posizionando la banca in vetta alla classifica a parimerito con Unicredit. L’integrazione di Credit Suisse ha garantito un’annata positiva anche a Ubs, che è entrata nella top 10 posizionandosi al nono posto con 65 milioni di dollari di ricavi e una quota di mercato del 3,7%. Stabile invece il giro d’affari di Deutsche Bank a 78 milioni.
La classifica delle banche italiane
Mediobanca, nonostante l’anno della scalata ostile da parte di Montepaschi, si è difesa bene. Piazzetta Cuccia ha visto i suoi ricavi scendere del 10% a 92 milioni ma ha mantenuto una quota di mercato tra il 5 e il 6%. Il contributo principale è arrivato dall’M&A (al secondo posto in classifica con 57 milioni di euro e una quota di mercato del 7,6%) grazie soprattutto alle operazioni Bper-Popolare di Sondrio e Golden Goose.
Per Unicredit, il settore di punta è stato quello del debito, sia pubblico che corporate, che ha generato circa i tre quarti dei ricavi per un totale di 119 milioni di dollari. Forte di questo risultato, la banca guidata da Andrea Orcel (con Richard Burton capo della divisione Cib) si è aggiudicata il secondo posto in classifica con una quota di mercato in crescita al 6,7%. Intesa Sanpaolo ha invece registrato ricavi totali per 94 milioni, con una predominanza nel segmento obbligazionario. Questi numeri valgono alla banca, guidata dal CEO Carlo Messina (con Mauro Micillo responsabile della divisione Imi Cib), il quarto posto in classifica e una quota di mercato del 5,3%.
Il dominio dei colossi americani
I giganti di Wall Street dominano anche la classifica EMEA di Dealogic. La top 5 è completamente americana, con Jp Morgan, Goldman, Morgan Stanley, Citi e Bofa che insieme controllano quasi il 30% delle quote di mercato complessive. La prima banca europea, Bnp Paribas, si trova a 1,1 miliardi (4,3% di market share), seguita da Deutsche Bank a 955 milioni (3,7%) e Barclays a 889 milioni (3,5%). In totale, l’industria dell’investment banking EMEA ha generato lo scorso anno quasi 26 miliardi di dollari di ricavi, di cui 1,8 in Italia. (riproduzione riservata)
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Giornalista esperto, Alessandro Bianchi guida il lettore nell’attualità italiana e internazionale con passione e precisione. Il suo approccio didattico rende l’informazione accessibile a tutti.