Incassi 345 milioni: afflussi verso i gestori a febbraio

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Febbraio ha segnato un’accelerazione per i piani individuali di risparmio (Pir): la raccolta mensile è arrivata a 345 milioni, un livello che non si vedeva dallo stesso mese del 2025. Il dato più recente suggerisce una lieve ma significativa modifica nelle scelte degli investitori, con potenziali effetti sui portafogli e sui gestori nei prossimi mesi.

Risultati chiave

  • Raccolta complessiva: 345 milioni a febbraio.
  • Settore trainante: obbligazionari con 263 milioni.
  • Segni positivi anche per bilanciati, flessibili e azionari.

Le categorie

I fondi obbligazionari hanno dominato la raccolta, ma non sono stati gli unici a registrare numeri positivi: i Pir bilanciati hanno attratto capitali per circa 61 milioni, mentre i piani flessibili e quelli azionari hanno raccolto rispettivamente intorno a 17 e 5 milioni.

Questo mix indica un ritorno graduale alla componente azionaria nei portafogli: con i mercati azionari ancora su buoni livelli, una parte degli investitori ha aumentato l’esposizione all’equity, pur mantenendo una forte presenza di strumenti a reddito fisso.

Prodotti che hanno fatto la differenza

Tre singoli Pir hanno concentrato la maggior parte degli afflussi, spiegando oltre due terzi della raccolta netta del mese. I contributi più consistenti provengono da fondi obbligazionari con un posizionamento su titoli italiani.

Prodotto Tipologia Flusso netto (mln €)
Mediolanum Obbligazionario Italia VIII La Obbligazionario 92,3
Bcc Investire Obbligazionario Pir II Obbligazionario 88,2
Eurizon Pir Obbligazionario Edizione Uno 2026 Obbligazionario 44,7

Tra i bilanciati, due piani di una stessa casa hanno inoltre contribuito positivamente (Programma Italia 70 e Programma Italia 40, con circa 16,2 e 15,2 milioni). I deflussi più marcati hanno riguardato alcuni prodotti flessibili e soluzioni focalizzate sul territorio italiano: in testa, un flessibile di Mediolanum (-9,3 milioni) e due comparti Amundi (-5,7 e -3,6 milioni).

Le società

Dal lato dei gestori, la classifica è stata guidata da due realtà: Mediolanum e Bcc Risparmio & Previdenza, che insieme hanno raccolto oltre 200 milioni. Al terzo posto si è posizionata Eurizon, con più di 85 milioni.

Altri gruppi hanno chiuso il mese in utile (Arca Fondi, Neam), mentre alcune società hanno registrato uscite nette: tra queste Mediobanca e New Millenium, con saldi leggermente negativi.

Perché conta

Il dato di febbraio non cambia radicalmente il profilo del mercato Pir — dominato ancora dagli obbligazionari — ma segnala una rotazione in corso: gli investitori stanno lentamente riallocando risorse verso l’equity, spinti dalle performance azionarie. Per i consulenti e i gestori questo comportamento richiede attenzione nella costruzione dei portafogli e nella comunicazione del rischio.

Nei prossimi mesi sarà utile osservare se questa tendenza si consolida con flussi più ampi verso i prodotti azionari e bilanciati, o se rimarrà un movimento circoscritto come reazione alle condizioni di mercato recenti.

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