Gli industriali richiedono la cartolarizzazione degli oneri di sistema per 5 miliardi annuali. Si intensifica il dibattito sulla proposta più controversa del dl Energia: i bond di Cassa per ridurre i prezzi. Il ministro Pichetto richiede ulteriori analisi. Attenzione agli aiuti di Stato | Il decreto Energia riscuote successo nel mercato. Risparmi fino a quasi 30 miliardi per famiglie e aziende
La pressione esercitata dagli industriali e la cautela del governo stanno agitando il contesto attorno al decreto energia, previsto per la fine del 2025 con provvedimenti che si estendono a circa 2 miliardi di euro a vantaggio di 4,5 milioni di famiglie e delle PMI per le bollette del 2026. La situazione non riguarda più solo le misure individuali – bonus, riduzioni o azioni di emergenza – ma anche una discussione più ampia sul metodo e sull’ampiezza del decreto, in particolare riguardo al ruolo di Cassa Depositi e Prestiti, menzionata nell’ultimo schema per la cartolarizzazione degli oneri di sistema, un’affare da 25 miliardi di euro.
Come funziona l’intervento più atteso dagli industriali
La misura, ormai nota, è apprezzata dagli industriali perché prevede 5 miliardi di euro all’anno finanziati mediante bond ventennali emessi dalla Cassa che neutralizzerebbero per cinque anni la componente Asos delle bollette, ossia la parte che finanzia gli incentivi per le energie rinnovabili e la geotermia.
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Il weekend del 13 e 14 dicembre si è rivelato meno fluido del previsto rispetto alla fretta espressa dagli industriali. Il ministro dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica Gilberto Pichetto Fratin, parlando al convegno di Atreju, ha espresso maggiore prudenza riguardo al progetto in discussione: «sono in corso ulteriori valutazioni».
Per il presidente di Confindustria Emanuele Orsini invece, non c’è tempo da perdere e «la cartolarizzazione è essenziale», tanto da volerla estendere a sei anni rispetto ai cinque proposti, portandola a 30 miliardi di euro.
Tuttavia, altre fonti vicine al dossier Energia aggiungono al dibattito una preoccupazione su come l’intervento della Cdp potrebbe essere visto come aiuto di Stato.
Varie proposte per contrastare il caro-energia
Mentre il dibattito si riaccende, emergono dal fronte industriale ulteriori proposte per ridurre i costi energetici.
Ad esempio, si suggerisce di utilizzare gli impianti di energia rinnovabile esistenti per il cosiddetto «disaccoppiamento» dei prezzi delle diverse fonti, rendendo disponibili fino a 23 Teravattora aggiuntivi di energia rinnovabile nel periodo 2026-2030.
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I benefici sarebbero trasferiti ai consumatori industriali. Si esplora anche l’ottimizzazione dell’energia idroelettrica, attraverso l’assegnazione delle concessioni esistenti (in scadenza) in cambio di investimenti e la riserva del 15% dell’energia idroelettrica, in accordo con le Regioni, per i consumatori industriali (6 Twh annui) a un prezzo competitivo esente da tasse e canoni regionali, locali e nazionali.
Si discute anche dell’integrazione dei mercati all’ingrosso del gas eliminando il differenziale tra Ttf (olandese) e Psv (italiano), ottenendo un risparmio diretto di circa un miliardo di euro all’anno sulle bollette del gas e un ulteriore alleggerimento di pari importo sulle bollette elettriche di cittadini e aziende.
Gli industriali propongono inoltre di sfruttare la produzione nazionale di gas naturale e biometano, destinandola alle aziende ad alto consumo di gas tramite il Gse, il Gestore del Sistema Elettrico. Il Piano Nazionale Integrato Energia e Clima prevede di raggiungere una produzione di circa 5 miliardi di metri cubi annui di biometano entro il 2030, 4 miliardi dei quali destinati al settore industriale con benefici calcolati sul costo delle emissioni di CO2 evitate (circa 15 euro al Megawattora).
Un altro fronte di pressione riguarda il nucleare, dato che il disegno di legge trasmesso al Parlamento dal Consiglio dei ministri dovrà essere discusso e approvato nei primi mesi del 2026 per poter disporre dei primi reattori dal 2035. L’obiettivo è coprire l’11% del fabbisogno energetico nazionale attraverso la produzione di energia nucleare. (riproduzione riservata)
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Giornalista esperto, Alessandro Bianchi guida il lettore nell’attualità italiana e internazionale con passione e precisione. Il suo approccio didattico rende l’informazione accessibile a tutti.