Analisi KT&Partners: Calo dei volumi su Euronext Growth Milan tra gennaio e aprile, meno di 600 milioni di euro (-27%). Tuttavia, aumentano i multipli e l’interesse degli investitori esteri
Il segmento dell’Euronext Growth Milan (Egm), dedicato alle piccole e medie imprese italiane, sta affrontando una persistente crisi di liquidità. Questo fenomeno si protrae da anni, ma i recenti dati del primo quadrimestre del 2025 raccolti dalla società di consulenza finanziaria KT&Partners, sotto la direzione di Kevin Tempestini, evidenziano una situazione particolarmente critica.
Un panorama desolante per l’Egm
Nel periodo gennaio-aprile, i volumi scambiati su Euronext Growth Milan non hanno superato i 600 milioni di euro, attestandosi a 579 milioni, un calo del 27% rispetto agli 795 milioni dello stesso periodo dell’anno precedente. Questo declino contrasta con l’aumento registrato sia dall’Euronext Milan, il principale mercato azionario di Milano (+37%), sia dal segmento Star, riservato alle imprese industriali italiane di eccellenza (+5%).
Analisi dei volumi medi e mediani
Analizzando i dati di ciascuna impresa, la situazione appare ancora più grave: in media, ciascuna azienda quotata sull’Egm scambia soltanto 36.400 euro al giorno, il 14% in meno rispetto all’anno precedente, mentre il valore mediano è di soli 18.000 euro al giorno (-10%). Il valore mediano aiuta a eliminare le distorsioni statistiche causate dagli estremi, indicando che i rari casi di performance elevata raddoppiano quasi il valore medio.
Le cinque società più liquide
Sono poche le eccezioni: secondo KT&Partners, solo 19 delle 183 aziende analizzate (poco più del 10%) registrano volumi di scambio giornalieri superiori agli 80.000 euro, una diminuzione rispetto alle 24 del precedente anno (13%). Inoltre, più di un quinto del totale dei 6,7 milioni di euro scambiati quotidianamente sull’Egm è concentrato in sole cinque aziende: Eviso (429.000 euro), che opera nel campo dell’intelligenza artificiale per il settore delle commodity, Redelfi (320.000 euro), specializzata in energie rinnovabili, Almawave (292.000 euro), piccola eccellenza italiana nell’AI generativa, Expert.ai (252.000 euro), che applica l’intelligenza artificiale all’analisi dei dati, e Italian Wine Brands (212.000 euro). Queste aziende rappresentano quasi un monopolio dell’AI italiana, un settore di nicchia che tuttavia sta ottenendo un discreto successo sia nel mercato interno che all’estero.
Segnali positivi nonostante tutto
Esistono quindi elementi positivi nell’Egm? Sì, secondo KT&Partners. Due fattori in particolare offrono motivo di ottimismo: il primo riguarda le cinque IPO sull’Egm da inizio anno fino al 31 maggio, che hanno mostrato un rapporto tra valore di impresa (ev) ed EBITDA medio di 11,2, un netto miglioramento rispetto all’8,2 dell’anno precedente. In secondo luogo, c’è un crescente interesse da parte degli investitori istituzionali esteri, con il 65% dei primi 40 investitori sull’Egm risultanti stranieri (+7,5%) al 31 maggio, indicando una maggiore visibilità a livello internazionale. Questo avviene mentre si attende l’attivazione del Fondo Nazionale Strategico per le PMI, che però, come sottolinea KT&Partners, sarà principalmente destinato a titoli scambiati su Star e Ftse Italia Mid Cap. (riproduzione riservata)
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Giornalista esperto, Alessandro Bianchi guida il lettore nell’attualità italiana e internazionale con passione e precisione. Il suo approccio didattico rende l’informazione accessibile a tutti.