Con le nuove ondate di restrizioni e la necessità di ridurre i contatti, architetti, imprese e studi professionali hanno rimesso mano a metodi di lavoro e organizzazione. La domanda chiave oggi è: come si portano avanti cantieri e progetti senza rinunciare a sicurezza, tempi e qualità?
Cantieri aperti, regole più stringenti
Al momento i cantieri restano operativi, ma sotto vincoli precisi legati all’igiene e al distanziamento. Molte attività correlate—quali gli showroom fisici—hanno visto limitazioni d’accesso: vendite e presentazioni si spostano in larga parte online, mentre in cantiere si impone il rispetto di protocolli che incidono su tempi e costi.
Dal punto di vista normativo, permangono le disposizioni introdotte all’inizio della pandemia e ribadite successivamente. In particolare restano applicati i protocolli contenuti nel DPCM dell’11 marzo 2020 e gli aggiornamenti dell’allegato 13 del DPCM del 3 novembre 2020, che puntano su misure concrete per ridurre i rischi operativi nei cantieri.
Cosa prescrivono le regole principali
- Favorire il massimo ricorso al lavoro agile per le attività di supporto non necessarie in presenza;
- Sospendere o riprogrammare fasi di lavorazione che possono essere posticipate senza danno alle opere;
- Contingentare ingressi e spostamenti all’interno del cantiere, riorganizzando turni e aree comuni per limitare i contatti.
- Negli studi professionali valgono i protocolli previsti dagli allegati relativi ai luoghi di lavoro e alle misure igienico-sanitarie del DPCM del 3 novembre 2020.
Strumenti digitali e nuovi flussi di lavoro
La pandemia ha accelerato la transizione verso strumenti che rendono possibile la gestione a distanza dei cantieri e la comunicazione con i clienti: videoconferenze, condivisione di file e piattaforme di project management consentono di coordinare progetti, scambiare materiali tecnici e aggiornare calendari dei lavori senza frequenti incontri in presenza.
Questo non significa però che tutto si possa fare da remoto: la progettazione, il confronto sulle scelte estetiche e la presentazione dei concept funzionano bene in videoriunione, mentre fasi come i rilievi in loco e la direzione lavori richiedono ancora sopralluoghi fisici mirati, eseguiti con dispositivi di protezione e procedure di sicurezza.
Consigli pratici per professionisti e imprese
- Pianificazione accurata: definire cronoprogrammi che prevedano accessi sfalsati e buffer temporali per ridurre sovrapposizioni tra squadre;
- Sanificazione e presidio degli uffici: monitorare pulizie, ventilazione e disponibilità di DPI per collaboratori e clienti;
- Smart working per attività di supporto: trasferire a remoto le attività amministrative e le prime fasi progettuali quando possibile;
- Video-consulenze strutturate: utilizzare condivisione schermo e materiali digitali per mantenere efficienza nelle revisioni progettuali;
- Documentazione digitale: predisporre pratiche edilizie e invii telematici per evitare ritardi legati alla burocrazia cartacea;
- Controllo di costi e tempistiche: prevedere margini aggiuntivi per le misure anti-contagio e la possibile scarsità di forniture.
Voci dal campo: come si sono adattati gli studi
Molti professionisti raccontano che l’organizzazione e l’uso di strumenti digitali hanno permesso di proseguire i lavori anche durante i periodi più restrittivi. In alcuni casi la progettazione è stata avviata interamente online a partire da planimetrie inviate in formato digitale, foto e interviste via videoconferenza con i committenti.
Altri architetti segnalano che, pur riuscendo a impostare gran parte del progetto da remoto, la presenza in cantiere resta imprescindibile per i rilievi e per la direzione lavori: i sopralluoghi periodici, svolti con tutte le precauzioni, restano la garanzia di un corretto avanzamento.
Qualche studio, approfittando dei tempi meno frenetici, ha dedicato più risorse alla modellazione 3D e alle simulazioni dei materiali, un investimento che ha agevolato decisioni più rapide quando è stato possibile tornare a visitare gli showroom fisici.
Che impatto ha tutto questo sui clienti
Per chi commissiona ristrutturazioni o nuovi lavori il quadro attuale significa accettare tempistiche più flessibili e un possibile aumento dei costi legato alle misure di sicurezza. Dall’altra parte, la digitalizzazione dei processi offre maggiore tracciabilità delle comunicazioni e la possibilità di seguire l’avanzamento senza essere sempre presenti in cantiere.
Nel medio periodo, professionisti e imprese che hanno saputo integrare strumenti digitali con rigore operativo saranno probabilmente avvantaggiati: la crisi ha accelerato cambiamenti che già stavano prendendo piede, trasformando pratiche che prima erano quasi esclusivamente analogiche.
Perché conta oggi: chi progetta e chi realizza deve dimostrare non solo competenza tecnica, ma anche capacità di gestione a distanza e attenzione alle norme di sicurezza. Questo equilibrio sarà determinante per rispettare scadenze, contenere spese impreviste e preservare la fiducia dei clienti.
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Esperto nel settore immobiliare, Marco Esposito guida i lettori nella comprensione delle tendenze del mercato italiano. Grazie ai suoi consigli pratici, individua le migliori opportunità d’investimento nel settore.