Crisi della globalizzazione: l’urgente invito a Roubini!

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Il governo Berlusconi ha introdotto un decreto nel giugno 2008 per scongiurare gli effetti della crisi globale in Italia


Gentile Direttore, ho recentemente letto un articolo di Marcello Bussi su Milano Finanza del 15 agosto, intitolato “Se agosto è turbolento”.

Trovando l’articolo stimolante, desidero però esprimere alcune riserve, specialmente per quanto riguarda l’affermazione che: “…la tempesta, anticipata già nel 2006 dall’economista Nouriel Roubini, diplomato alla Bocconi. Una profezia poco gradita, che gli valse l’etichetta di guastafeste, con l’allora ministro dell’Economia e delle Finanze, Giulio Tremonti, che a Davos lo invitò a ritornare in Turchia (Roubini è nato a Istanbul)”.

Le previsioni su questa “tempesta” erano limitate al solo ambito finanziario e non toccavano le radici politiche più profonde della crisi: la crisi della globalizzazione.

Personalmente, nel 1994, in piena ascesa della globalizzazione e prevedendone la crisi, scrissi: “Il fantasma della povertà”. Nel 2005, “Rischi fatali… il mercatismo suicida”. Nel 2006, sul Corriere, “L’America ora rischia una crisi stile ‘29”. Nel 2007, “La paura e la speranza: la crisi globale che si avvicina e la via per superarla”.

Sulla base di queste considerazioni, nel giugno del 2008, il governo Berlusconi emanò un Decreto Legge che protesse l’Italia (paese con il terzo maggiore debito pubblico al mondo, ma non la terza economia) dagli impatti della crisi globale. Un esempio? L’andamento degli spread dal 2008. La crisi si materializzò solo nell’estate del 2011, ma per motivi differenti.

A Davos, anni dopo, si discuteva non più della crisi finanziaria ma della mia proposta di emettere eurobond. Questa idea incontrò forte opposizione dai partecipanti, da cui derivò l’invito menzionato nell’articolo.

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