Detrazione per ristrutturazioni 2025-24? Ogni anno le leggi finanziarie introdotte dal governo modificano le regole per i bonus fiscali concessi per ristrutturazioni edilizie di varia entità. Quali novità ci sono per i lavori in corso rispetto agli anni precedenti? Quali sono le scadenze, i limiti di detrazione, i lavori ammissibili e le situazioni particolari come la seconda casa o l’acquisto diretto di materiali? Ecco una guida completa sugli ultimi aggiornamenti.
Detrazione per ristrutturazioni 2025-2025: di cosa si tratta?
Il bonus per le ristrutturazioni rappresenta un’importante occasione per ridurre le spese relative ai lavori edilizi e aumentare il comfort e l’efficienza energetica delle abitazioni. Si tratta di un incentivo fiscale che permette di dedurre dall’Irpef il 50% delle spese effettuate per interventi edilizi su immobili residenziali – esclusi uffici o negozi – e le relative pertinenze, fino a un massimo di 96.000 euro per unità immobiliare. La detrazione si applica in 10 rate annuali uguali. Questo incentivo è confermato dalla legge di bilancio 2022 fino al 31 dicembre 2025. A meno di ulteriori proroghe o modifiche, dal 1° gennaio 2025, la detrazione si ridurrà al 36% con un limite di spesa di 48.000 euro, come in precedenza.
Bonus ristrutturazione: aggiornamenti per il 2025 e il 2025
Per beneficiare del bonus ristrutturazioni, è necessario seguire determinate condizioni e procedure, come spiegato nei dettagli sul sito dell’Agenzia delle Entrate. Quali sono queste condizioni? Innanzitutto, l’incentivo copre solo specifici tipi di lavori, tra cui:
• Manutenzione ordinaria e straordinaria, restauro, risanamento conservativo e ristrutturazione edilizia delle parti comuni di edifici residenziali in condominio;
• Manutenzione straordinaria, restauro, risanamento conservativo e ristrutturazione edilizia delle singole unità immobiliari residenziali;
• Interventi complementari, come eliminazione di barriere architettoniche, prevenzione di atti illeciti, interventi antisismici, bonifiche e miglioramenti energetici non qualificati.
Inoltre, le spese devono essere pagate attraverso metodi tracciabili. Per il bonifico, è necessario indicare nella causale la normativa di riferimento e tutti i dati necessari, inclusi i codici fiscali del beneficiario e del soggetto a cui si effettua il pagamento e la descrizione dell’intervento.
Infine, è possibile scegliere tra tre modalità per usufruire del bonus:
• Detrazione: si ottiene una riduzione dell’imposta lorda dovuta;
• Cessione del credito: si trasferisce il credito d’imposta a terzi, quali fornitori, banche o intermediari finanziari, che lo utilizzano in compensazione;
• Sconto in fattura: si riceve uno sconto immediato dal fornitore, pari all’importo della detrazione, che poi recupera il credito in compensazione.
Detrazione ristrutturazione seconda casa: informazioni utili
La detrazione per ristrutturazioni è applicabile anche ai lavori su una seconda casa, a condizione che si tratti di un’abitazione residenziale e non di un immobile ad uso commerciale o locativo. La seconda casa può essere posseduta in varie forme, come proprietà, usufrutto, comodato d’uso gratuito o locazione. In quest’ultimo caso, è necessario il consenso del proprietario per eseguire i lavori e comunicare all’Agenzia delle Entrate il codice fiscale del locatore. La detrazione è estesa anche alle spese per pertinenze quali garage, cantine, soffitte e posti auto.
Casi particolari detrazione ristrutturazione: coniuge a basso reddito, figlio convivente o non convivente
La detrazione ristrutturazione è concessa a chi sostiene le spese e rispetta i requisiti previsti dalla normativa. Tuttavia, ci sono alcune situazioni speciali da considerare:
• Detrazione ristrutturazione coniuge a basso reddito: se il coniuge che sostiene le spese non ha un reddito sufficiente per beneficiare della detrazione, può trasferire il diritto al bonus al coniuge con redditi più elevati. In questo caso, è necessario indicare nei modelli di dichiarazione dei redditi di entrambi i coniugi i dettagli delle spese sostenute e la quota di detrazione trasferita;
• Detrazione ristrutturazione figlio convivente: se il figlio convivente sostiene le spese per lavori sull’immobile di proprietà dei genitori, può usufruire della detrazione se è a carico fiscale dei genitori. È necessario indicare nella dichiarazione dei redditi del figlio le spese sostenute e nei modelli dei genitori i dettagli dell’immobile;
• Detrazione ristrutturazione figlio non convivente: se il figlio non convivente sostiene le spese per i lavori sull’immobile di proprietà dei genitori, può beneficiare della detrazione se è a carico fiscale dei genitori e l’immobile è la sua abitazione principale. Anche in questo caso, bisogna indicare nelle dichiarazioni dei redditi del figlio le spese e dei genitori i dettagli dell’immobile.
Detrazione ristrutturazione e acquisto diretto dei materiali: dettagli importanti
La detrazione è applicabile anche alle spese per l’acquisto diretto dei materiali necessari per i lavori, purché questi materiali influenzino le prestazioni tecniche dell’immobile, come infissi, sanitari e pavimenti. Questo vale anche per lavori fatti in economia, ossia senza l’intervento di una ditta, purché il proprietario sia in grado di gestire autonomamente le ristrutturazioni. La detrazione non è invece disponibile per materiali puramente estetici o decorativi, come tende, lampadari o mobili. Per beneficiare della detrazione per l’acquisto diretto dei materiali, è necessario rispettare alcune condizioni:
• Pagare le spese tramite metodi tracciabili previsti dalla normativa;
• Conservare tutta la documentazione relativa all’acquisto e alla consegna dei materiali;
• Comunicare, se necessario, l’inizio dei lavori alle autorità competenti entro 90 giorni dall’avvio;
• Indicare nella dichiarazione dei redditi le spese sostenute.
Cosa succede alle detrazioni in caso di vendita di un immobile ristrutturato con bonus?
È possibile vendere un immobile ristrutturato beneficiando di bonus fiscali? Se si vendono entro il decennio previsto per le detrazioni IRPEF, quali sono le conseguenze? Il Ministero dell’Economia e delle Finanze ha chiarito con il decreto 6/8/2020 che in caso di trasferimento dell’immobile, le detrazioni non utilizzate possono essere trasferite all’acquirente, a meno che non vi sia un accordo diverso tra le parti, per i periodi d’imposta rimanenti. In sintesi:
- In caso di vendita, le detrazioni per la ristrutturazione possono essere trasferite all’acquirente, a meno di diversi accordi tra le parti, per i periodi d’imposta residui.
- Il venditore può mantenere le detrazioni per la ristrutturazione se specificato nell’atto di vendita o in un contratto privato autenticato.
- Le detrazioni per il bonus mobili ed elettrodomestici non sono trasferibili all’acquirente ma restano a disposizione di chi ha sostenuto le spese.
Consigli pratici per massimizzare la detrazione per ristrutturazioni 2025-24
Un buon commercialista può offrire consigli su come approfittare al meglio delle detrazioni, quindi è consigliabile consultare un esperto prima di procedere con le ristrutturazioni. Le aliquote possono variare a seconda dei lavori, e potrebbero essere disponibili ulteriori bonus per migliorare la propria abitazione, come quelli per il verde, per nuovi arredi ed elettrodomestici o per la ristrutturazione del bagno. Se si sta considerando l’acquisto di una casa da ristrutturare, anche l’agente immobiliare può fornire suggerimenti sui vari incentivi fiscali disponibili per risparmiare.
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Appassionato di design d’interni e ristrutturazioni, Luca Romano condivide suggerimenti semplici per trasformare la tua casa in uno spazio moderno e accogliente. La sua esperienza nel design aiuta a creare un ambiente armonioso.