Il ministro degli Esteri albanese, Ferit Hoxha, ha annunciato che l’intesa con l’Italia sulla gestione dei migranti non sarà rinnovata alla scadenza del 2029: una decisione legata al percorso di adesione di Tirana all’Unione Europea che cambia radicalmente gli scenari per Roma. La notizia impone una rivalutazione immediata delle politiche migratorie condivise e solleva domande pratiche su cosa accadrà ai centri già previsti in Albania.
Cosa prevede l’accordo e perché è a rischio
L’intesa firmata tra i governi di Roma e Tirana nel 2024 prevedeva la creazione di strutture sul territorio albanese destinate a ospitare persone soccorse nel Mediterraneo a cui fosse negata la protezione in Italia. Le località individuate per questi centri sono Shëngjin e Gjadër.
Con l’avanzare del processo di adesione all’UE, l’Albania assumerà uno status giuridico che rende incompatibile la permanenza di misure concepite come esterne al quadro comunitario. In sostanza, una volta membri, non potrà più ospitare strutture nate come parte di una strategia di gestione fuori dai confini europei.
- Scadenza chiave: il protocollo è valido fino al 2029 e, secondo Tirana, non sarà prorogato.
- Strutture coinvolte: due centri in Albania (Shëngjin e Gjadër) destinati a trattenere migranti respinti dall’Italia.
- Motivazione ufficiale: la futura adesione all’Unione Europea rende il modello attuale incompatibile con lo status di paese membro.
- Impatto politico ed economico: critiche dall’opposizione italiana e stime di spesa elevate legate al funzionamento dei centri.
Reazioni politiche in Italia
Sul fronte interno il progetto ha raccolto critiche soprattutto da parte del Movimento 5 Stelle, che parla di un impiego inefficace delle risorse pubbliche. Gli esponenti del partito sostengono che i centri non abbiano aumentato la sicurezza e denunciano un esborso che, a loro avviso, potrebbe avvicinarsi al miliardo di euro entro il 2028.
Alla luce dell’annuncio di Tirana, la delegazione critica che le strutture saranno «chiuse e smantellate», richiamando il tema della riallocazione dei fondi — ad esempio verso il rafforzamento degli organici delle forze dell’ordine sul territorio nazionale. Queste affermazioni sollevano un confronto politico sull’opportunità e la sostenibilità del modello adottato.
Non tutte le forze politiche condividono le stime sui costi o la lettura circa i benefici operativi dell’accordo, ma il fatto che l’intesa possa cessare spinge a interrogarsi su alternative praticabili nel breve termine.
Implicazioni pratiche e scenari futuri
La mancata proroga obbligherà l’Italia a ripensare strumenti e procedure per la gestione dei salvataggi in mare e delle richieste d’asilo. Le opzioni sul tavolo includono il rafforzamento delle capacità di accoglienza nazionali, nuove intese bilaterali con paesi terzi o un diverso coordinamento a livello UE.
Dal punto di vista giuridico, l’evoluzione dipenderà dal calendario di adesione di Tirana: fino a quel momento l’accordo resta operativo, ma la prospettiva dell’ingresso nell’UE ne limita la durata utile. Per le persone già collocate o in transito attraverso i centri albanesi la situazione solleva questioni immediate di tutela dei diritti e di continuità amministrativa.
In termini più ampi, la decisione di Tirana mette in luce i limiti e i rischi della politica europea che cerca di «esternalizzare» la gestione dei flussi migratori: se uno dei partner decide di cambiare status, l’intero meccanismo può perdere efficacia o diventare insostenibile.
Nei prossimi mesi sarà cruciale seguire due piste: l’evoluzione formale del processo di adesione dell’Albania e le scelte italiane su come sostituire — o adattare — gli strumenti attuali. Entrambe determineranno il ritmo con cui verranno prese decisioni operative sul campo.
Articoli simili
- Fondo UE per Armamenti: Apertura al Regno Unito, Rivoluzione nella Difesa!
- Balneari in crisi: Tar annulla proroga concessioni, governo in difficoltà senza accordo UE!
- Dogane Ue: cosa guadagna l’Italia con la sede a Roma
- Ita Airways nella Star Alliance: più rotte, lounge e vantaggi per i passeggeri
- Dazi: intesa Ue-Usa ottiene ok iniziale in Parlamento europeo, impatto sui consumatori

Giornalista esperto, Alessandro Bianchi guida il lettore nell’attualità italiana e internazionale con passione e precisione. Il suo approccio didattico rende l’informazione accessibile a tutti.