Nel primo semestre del 2026 le reti di consulenza hanno accelerato la raccolta netta, con effetti immediati sulla composizione degli investimenti delle famiglie e sul modello di business delle banche-reti. I dati più recenti mostrano spostamenti significativi verso prodotti gestiti e servizi a parcella, oltre a una forte concentrazione dei flussi nelle prime società del settore.
Secondo i dati diffusi da Assoreti, la raccolta netta complessiva delle reti nei primi sei mesi dell’anno ha superato i 35 miliardi di euro, pari a un incremento annuale marcato. Questo trend conferma la tendenza dei clienti a privilegiare soluzioni gestite rispetto alla liquidità parcheggiata su conti e depositi.
Composizione dei flussi e preferenze degli investitori
Circa il 92% delle risorse acquisite dalle reti è stato destinato a strumenti d’investimento: in particolare, poco più di 17 miliardi sono confluiti nel risparmio gestito e circa 15,2 miliardi in strumenti finanziari amministrati. Solo il 7,6% degli afflussi (all’incirca 2,7 miliardi) è rimasto in conti correnti o depositi.

Nel mese di giugno le reti hanno raccolto circa 4,6 miliardi, con una crescita su base annua superiore al 20%. Anche la consulenza a parcella continua a guadagnare terreno: i flussi mensili associati a servizi a fee si sono attestati intorno a 1,7 miliardi, contribuendo a un totale semestrale di circa 7,9 miliardi per questo segmento.
Il numero di clienti seguiti dalle reti è aumentato di 173 mila unità rispetto a dodici mesi fa, superando i 5,6 milioni di clienti. Secondo Marco Tofanelli, segretario generale di Assoreti, questi risultati confermano che la consulenza finanziaria sta orientando le famiglie verso portafogli più diversificati e orientati all’investimento.
Il risparmio gestito: dinamiche per categorie
Nel comparto del risparmio gestito la raccolta netta diretta in quote di fondi comuni è stata pari a circa 7,7 miliardi nel semestre, con una flessione annua rilevante del 17% rispetto al periodo precedente. Tra le categorie, i fondi obbligazionari hanno attirato la maggior parte dei flussi (circa 2,9 miliardi), seguiti da fondi flessibili e azionari.
Altri numeri rilevanti:
- Raccolta netta fondi e SICAV a giugno: ~1,1 miliardi;
- Prodotti assicurativo/previdenziali: raccolta semestrale pari a circa 6,1 miliardi, sostanzialmente stabile; le unit linked segnano un aumento significativo (circa 4,3 miliardi, +44%);
- Gestione patrimoniale individuale: 3,4 miliardi nei sei mesi (+13%), di cui il 64% in gestioni mobiliari (2,2 miliardi).
Nel complesso, l’apporto delle reti al sistema dei fondi aperti — attraverso vendite dirette e indirette — si è avvicinato a 13,8 miliardi da inizio anno, con un contributo mensile a giugno intorno a 2,4 miliardi.
Risparmio amministrato: titoli e strumenti a rendimento
Il segmento del risparmio amministrato ha registrato una forte crescita: le risorse nette investite in strumenti di questa categoria hanno superato i 15 miliardi nel semestre (+28% su base annua).

Dettagli distintivi:
- Titoli di Stato: circa 7,3 miliardi (+22%), in parte grazie ai collocamenti sul mercato primario (circa 4,8 miliardi);
- Exchange traded products (ETP): 4,4 miliardi (+40%);
- Certificate: crescita marcata fino a circa 2 miliardi; titoli azionari: oltre 1,2 miliardi.
Nel solo mese di giugno la raccolta in strumenti finanziari è stata pari a circa 3,5 miliardi.
Chi ha raccolto di più: la classifica per gruppi
La distribuzione dei flussi è risultata molto concentrata. Nel semestre le prime tre realtà per raccolta netta sono risultate:
| Gruppo | Raccolta netta H1 2026 (€/mld) | Raccolta netta giugno 2026 (€/mld) |
|---|---|---|
| Fideuram | 8,77 | 1,10 |
| Fineco | 6,30 | 0,93 |
| Mediolanum | 5,10 | 0,73 |
La concentrazione dei flussi verso poche realtà del mercato solleva questioni sulla competizione e sulla distribuzione del potere di mercato, oltre a rendere più immediato l’impatto di eventuali scelte strategiche di questi gruppi.
Perché i dati contano oggi
Questi numeri sono rilevanti perché descrivono una fase in cui gli investitori retail privilegiano la consulenza professionale e prodotti gestiti, mentre la domanda per soluzioni liquide rimane contenuta. Per risparmiatori, consulenti e operatori di mercato significa che l’attenzione si sposta su qualità della consulenza, trasparenza delle fee e diversificazione degli strumenti.
Allo stesso tempo, la crescita della consulenza a parcella e l’aumento della clientela suggeriscono un lento ma continuo riposizionamento del settore verso modelli più consulenziali e meno di puro collocamento.
Nel breve termine, monitorare l’evoluzione delle preferenze verso unit linked, ETP e titoli di Stato offrirà indicazioni utili sull’orientamento dei portafogli e sui rischi legati alla concentrazione dei flussi.
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Giornalista esperto, Alessandro Bianchi guida il lettore nell’attualità italiana e internazionale con passione e precisione. Il suo approccio didattico rende l’informazione accessibile a tutti.