Shrinkflation: negozi dovranno informare i consumatori dopo il no dell’Ue

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La Commissione europea ha spinto Roma a rivedere una norma che voleva obbligare i produttori a segnalare con un’etichetta la diminuzione della quantità di un prodotto a parità di prezzo: la modifica, notificata a Bruxelles, sposta parte degli obblighi sul punto vendita. Questo cambio di rotta tocca direttamente la trasparenza per i consumatori e la gestione dei costi lungo la filiera, e arriva mentre il fenomeno della shrinkflation resta al centro del dibattito sui prezzi.

Perché è intervenuta Bruxelles

Il nodo è nato dall’introduzione, nel ddl Concorrenza 2024, di una disposizione nel Codice del Consumo pensata per contrastare la riduzione non dichiarata delle quantità nei prodotti. Nel marzo 2025 la Commissione Ue ha aperto la procedura d’infrazione 2025/4000, contestando l’obbligo che imponeva ai produttori di apporre per sei mesi un’etichetta speciale quando si riduceva il contenuto senza variare il prezzo.

Secondo Bruxelles, imporre l’obbligo solo ai produttori — molti dei quali possono essere stabiliti in altri Stati membri — avrebbe potuto frammentare il mercato unico, costringendo fabbriche e linee di confezionamento a realizzare imballaggi specifici per l’Italia e generando un aumento dei costi di produzione e logistica.

Cosa ha cambiato il ministero

Il Ministero delle Imprese e del Made in Italy (Mimit) ha notificato una nuova formulazione della norma il 15 aprile 2026 per allinearla alle osservazioni della Commissione. Nel testo rivisto, le informazioni sulla riduzione della quantità devono essere rese in modo chiaro e visibile dal **commerciante al dettaglio** direttamente nel punto vendita.

Rimane, tuttavia, l’obbligo a carico dei produttori — anche se stabiliti in altri Paesi Ue — di comunicare tempestivamente ai distributori e ai rivenditori l’avvenuto riporzionamento dei prodotti, così da permettere l’esposizione corretta dell’informazione al consumatore finale.

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Cosa cambia concretamente

  • Per i consumatori: l’avviso dovrà comparire in maniera evidente al momento dell’acquisto, migliorando la trasparenza sulle quantità offerte.
  • Per i produttori: non sarà più necessario realizzare confezioni diverse esclusivamente per l’Italia, ma resta l’onere di informare la catena distributiva.
  • Per i dettaglianti: aumenta la responsabilità di garantire che le informazioni siano visibili in negozio, con possibili adattamenti nei sistemi di etichettatura e comunicazione al cliente.
  • Per il mercato interno: la riformulazione mira a preservare il principio della libera circolazione dei beni e a mantenere un equilibrio proporzionato tra obblighi e costi.

Nel frattempo, fino alla ratifica definitiva del testo concordato con Bruxelles, il Mimit ritiene che l’articolo 15‑bis del Codice del Consumo non debba essere applicato, per evitare contenziosi davanti ai tribunali nazionali.

Cartello informativo su uno scaffale di negozio che segnala le caratteristiche di un prodotto
I dettaglianti dovranno garantire una segnaletica chiara e visibile in punto vendita

Implicazioni pratiche e tempi

La scelta di spostare l’onere informativo sul punto vendita riduce il rischio che le aziende debbano sostenere spese per linee di confezionamento dedicate all’Italia, ma richiede strumenti operativi per i dettaglianti: segnaletica, formazione del personale e aggiornamento degli espositori. Le autorità di controllo dovranno definire modalità di verifica e sanzioni per le irregolarità.

Dal punto di vista del consumatore, l’effetto immediato dovrebbe essere una maggiore chiarezza su eventuali diminuzioni di quantità. Tuttavia, l’impatto reale dipenderà dall’efficacia dei controlli e dalla rapidità con cui produttori e distributori adegueranno i processi di comunicazione.

Passi successivi

La palla ora è a Bruxelles: la Commissione valuterà la nuova formulazione e deciderà se archiviare la procedura d’infrazione. Se il testo verrà approvato, seguiranno linee guida operative e tempi di attuazione. Nel frattempo i consumatori dovrebbero trovare sempre più spesso, al momento dell’acquisto, indicazioni chiare su eventuali riporzionamenti.

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