Leonardo DRS: nuovo piano spinge il titolo verso i 55 $

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Un recente rialzo del target price da parte di BofA mette sotto i riflettori la controllata statunitense di Leonardo: secondo la banca d’affari il titolo può spingersi fino a 55 dollari, segnando un potenziale di crescita rilevante rispetto ai corsi attuali. La novità arriva mentre la società si posiziona per sfruttare grandi contratti della Difesa americana e lancia iniziative tecnologiche che potrebbero rimodellare i ricavi nei prossimi anni.

BofA rialza le stime: cosa cambia per il titolo

BofA Securities ha aggiornato il prezzo obiettivo su Leonardo DRS, alzandolo da 50 a 55 dollari e confermando l’indicazione di acquisto. Il titolo è attualmente intorno ai 44 dollari, dopo un progresso del 26% da inizio anno, ma resta sotto i massimi di luglio 2025, quando superò i 48 dollari.

Il consenso di mercato rimane complessivamente favorevole: il target medio si colloca vicino ai 50-51 dollari, con valutazioni estreme come i 59 dollari indicati da Truist Securities e una visione più prudente da parte di Morgan Stanley, che propone un prezzo obiettivo di 47 dollari con raccomandazione equal weight.

Numeri e scenari brevi

  • Prezzo BofA: 55 USD
  • Quota attuale: ~44 USD
  • Backlog: circa 8,7 miliardi USD
  • Book-to-bill: 1,2x
  • Previsioni ricavi 2026: da 3,64 a 3,95 miliardi USD
  • EBITDA atteso: da 453 a oltre 500 milioni USD
  • Incidenza business militare: >80%

Nuovo orientamento strategico: più hi‑tech e focus USA

Nel cuore della rivalutazione c’è la revisione strategica della controllata, sempre più indirizzata verso soluzioni tecnologiche avanzate richieste dal Pentagono: sensori, piattaforme software per il dominio marittimo, sistemi anti‑missile e contromisure per droni. La componente spaziale è in crescita e contribuisce a diversificare l’offerta.

Leonardo DRS è ormai percepita come il braccio operativo del gruppo sul mercato statunitense, con l’obiettivo di intercettare commesse del Department of Defense. Il rapporto ordine/fatturato sopra l’unità conferma una domanda robusta sul portafoglio attuale.

Un contratto che apre porte: ATSP5

Recentemente la società è stata selezionata, insieme ad altre 12 imprese, per partecipare al programma ATSP5 (Advanced Technology Support Program V), un quadro contrattuale pluriennale destinato a facilitare l’adozione rapida di tecnologie emergenti da parte delle forze armate. Si tratta di un meccanismo che non assegna un singolo appalto tradizionale ma offre opportunità multiple e continue, con un potenziale teorico superiore ai 25 miliardi di dollari nell’arco di dieci anni.

Il management descrive ATSP5 come un “veicolo contrattuale”: oltre a ricavi diretti, apre la porta a ulteriori commesse hi‑tech nel tempo, aumentando la visibilità commerciale sul mercato USA.

Thor: super‑calcolo e decisioni in campo

Un’altra scommessa chiave è il programma Thor, pensato per integrare capacità di high computing e intelligenza artificiale su piattaforme tattiche e veicoli da combattimento. L’obiettivo è processare dati direttamente sul campo per supportare decisioni operative più veloci, una caratteristica sempre più richiesta nelle applicazioni militari moderne.

Se funzionasse come previsto, Thor potrebbe diventare un moltiplicatore di valore per le linee più tecnologiche dell’azienda, con ricadute positive su contratti e margini nei segmenti hi‑tech.

Rischi sul fronte esecuzione e flussi di cassa

Nonostante le prospettive commerciali, gli investitori restano cauti sull’implementazione del piano. L’aumento degli investimenti in capacità produttiva e in ricerca e sviluppo è necessario per sostenere la crescita, ma esercita pressione sui flussi di cassa nel breve termine.

Particolare attenzione è posta sulla capacità di migliorare la redditività nei programmi complessi — in particolare quelli navali — e di convertire l’ampio backlog in margini sostenibili. La chiave per il successo sarà l’esecuzione: consegne puntuali, controllo dei costi e progressi tecnologici che traducano ordini in utili concreti.

Perché conta oggi

La combinazione di upgrade delle stime, l’ingresso in un quadro contrattuale di lunga durata e l’investimento in tecnologie di punta collocano Leonardo DRS in una fase di trasformazione che può influenzare sia la value proposition del gruppo sia la dinamica delle quotazioni sul Nasdaq. Per chi segue i titoli della difesa e gli investimenti legati alla spesa militare statunitense, l’evoluzione di questi elementi determinerà le opportunità e i rischi per i prossimi anni.

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